NIACINA (VITAMINA B3) PER IL COLESTEROLO

Niacina

👉Si parla spesso di colesterolo come un fattore pericoloso da trattare, spesso demonizzato da medici e cardiologi quale causa di infarto.

👉In realtà la spiegazione è piu’ complessa, esistono altri fattori predittivi di rischio cardiovascolare (esame Lpa, omocisteina, emoglobina glicata, ecc), nonché il rapporto TGL/HDL quale rischio ossidativo e infiammatorio predispondente la formazione di placche ateromasiche. Senza contare che il colesterolo è necessario per la corretta funzionalità organica, integrità cellulare, corretta funzione ormonale, trasporto di vitamine liposolubili, oltre a diversi studi contrastanti (colesterolo basso e maggiore rischio di infarti).

👉A parte questa premessa indispensabile, le dislipidemie sono ereditarie o genetiche ed epigenetiche (fumo, alcolismo, vita sedentaria, malnutrizione…).

👉In caso di una dislipidemia molto marcata con un rischio di salute significativo, ci sono alcune risorse che possiamo utilizzare per migliorare queste concentrazioni.

✅NIACINA COME INTEGRAZIONE

👉Per avere una regolazione del colesterolo e dei suoi livelli si può ricorrere alla vitamina B3. La NIACINA infatti agisce sul recettore GPR109A e GPR109B (HM74A e HM74); che si trovano negli adipociti e nelle cellule immuni.

✅MECCANISMO DI AZIONE

👉La sovraespressione di GPR109A negli adipociti genera una riduzione della lipolisi dei trigliceridi, indotta da una diminuzione dei livelli di cAMP, che produce una minore concentrazione di acidi grassi liberi nel sangue e, quindi, una sintesi epatica inferiore di TG.

👉A sua volta, la niacina agisce nel fegato inibendo la DGAT2, accelerando la degradazione di apoB e diminuendo la sua escrezione.

👉Oltre a ritardare il catabolismo dell’apoA-I, il principale APO dell’HDL, la cui maggiore presenza rende più bassa l’ossidazione di HDL, ne aumenta anche la concentrazione epatica e favorisce la riduzione del colesterolo grazie al ruolo che svolge nel trasporto inverso del colesterolo per la successiva eliminazione per via epatica.

✅STUDI EFFETTUATI SULLA VITAMINA B3 E COLESTEROLO

Alcuni studi su modelli murini (alcuni con diabete e altri no), hanno osservato come l’integrazione di NIACINA ha ridotto la concentrazione di colesterolo totale, LDL, trigliceridi, con un aumento di colesterolo buono o HDL.

✅INTEGRAZIONE

👉Per ovviare alla possibilità di utilizzo di statine (NE PARLATE CON IL VOSTRO MEDICO), si può prevedere l’uso di NIACINA a dosaggi crescenti (partendo da 100 mg al giorno fino a sperimentare il cosiddetto FLUSHING da NIACINA), o utilizzare le forme no FLUSH o TIME RELEASE in commercio. Il FLUSH o rossore e calore della pelle è un effetto collaterale di questa vitamina a dosaggi superiori RDA, in quanto viene eliminata istamina e serotonina dai mastociti, con vasodilatazione capillare e arteriosa e ripercussioni positive sul cervello.

✅EFFETTI AVVERSI

👉Tra i vari effetti collaterali a dosaggi fino a 1,5/4 grammi al giorno), il alcune problematiche quali Alzheimer, Schizofrenia, e malattie neurodegenerative, di cui parlerò in un altro post, vorrei ricordare il dolore addominale, diarrea, dispepsia, nausea, vomito, rinite, prurito ed eruzione cutanea, mentre con dosaggi molto alti (2 grammi o 3 grammi al giorno) ci sono stati episodi di ulcere gastriche, edema della macula, ipotensione, insufficienza epatica, ictus, emorragia cerebrale, insulino resistenza (infatti ad alti dosaggi l’inibizione del DGAT2 porta ad un aumento delle concentrazioni di diacilglicerolo epatico che aumenta significativamente la resistenza locale all’insulina).

🔴SCONSIGLIATA A CHI UTILIZZA ANTIAGGREGANTI (la NIACINA sembra ridurre il numero di piastrine), EPATITI, ULCERE GASTRICHE.

👉Stiamo parlando di situazioni particolari che vanno sempre attenzionate dal medico. Con dosaggi bassi e in assenza di patologie o condizioni particolari la vitamina B3 è sicura.

Dott Umberto Villanti www.umbertovillanti.it ❗❗

Stipanuk, Martha H.; Caudill, Marie A. (2013). Biochemical, Physiological, and Molecular Aspects of Human Nutrition – E-Book. Elsevier Health Sciences. p. 541.

Silvestre, Ricardo; Torrado, Egídio (2018). Metabolic Interaction in Infection. Springer. p. 364. Niacin or nicotinate, together with its amide form nicotinamide, defines the group of vitamin B3 complex

Suter, Paolo; Russell, Robert (2018). “Chapter 326: Vitamin and Trace Mineral Deficiency and Excess”. Harrison’s Principles of Internal Medicine, 20th Ed. New York, NY: McGraw-Hill.

Goodman & Gilman’s the pharmacological basis of therapeutics. Goodman, Louis S. (Louis Sanford), 1906-2000., Hardman, Joel G., Limbird, Lee E., Gilman, Alfred Goodman, 1941-2015. (10th ed.). New York: McGraw-Hill. 2001.

“CHAPTER P-6. Applications to Specific Classes of Compounds”. Nomenclature of Organic Chemistry: IUPAC Recommendations and Preferred Names 2013 (Blue Book). Cambridge: The Royal Society of Chemistry. 2014. pp. 648–1047.

“Niacin”. Micronutrient Information Center, Linus Pauling Institute, Oregon State University, Corvallis, OR. 8 October 2018. Retrieved 16 September 2019.
“Why fortify?”. Food Fortification Initiative. 2017. Retrieved 4 April 2017.

Keene D, Price C, Shun-Shin MJ, Francis DP (July 2014). “Effect on cardiovascular risk of high density lipoprotein targeted drug treatments niacin, fibrates, and CETP inhibitors: meta-analysis of randomised controlled trials including 117,411 patients”.

Bruckert E, Labreuche J, Amarenco P (June 2010). “Meta-analysis of the effect of nicotinic acid alone or in combination on cardiovascular events and atherosclerosis”. Atherosclerosis. 210 (2): 353–61.
Jaconello P (October 1992). “Niacin versus niacinammide”. CMAJ. 147 (7): 990.

Kennedy DO (January 2016). “B Vitamins and the Brain: Mechanisms, Dose and Efficacy—A Review”. Nutrients. 8 (2): 68.

Kirkland JB (May 2012). “Niacin requirements for genomic stability”. Mutation Research. 733 (1–2): 14–20.

“The Top 300 of 2019”. clincalc.com. Retrieved 22 December 2018.
“Niacin and niacinammide (Vitamin B3)”. MedlinePlus, US National Library of Medicine, National Institutes of Health. 2016. Retrieved 12 October 2016.

Papaliodis D, Boucher W, Kempuraj D, Michaelian M, Wolfberg A, House M, Theoharides TC (December 2008). “Niacin-induced “flush” involves release of prostaglandin D2 from mast cells and serotonin from platelets: evidence from human cells in vitro and an animal model”. The Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics. 327 (3): 665–72.

Benyó Z, Gille A, Kero J, Csiky M, Suchánková MC, Nüsing RM, Moers A, Pfeffer K, Offermanns S (December 2005). “GPR109A (PUMA-G/HM74A) mediates nicotinic acid-induced flushing”. The Journal of Clinical Investigation. 115 (12): 3634–40.

Benyó Z, Gille A, Bennett CL, Clausen BE, Offermanns S (December 2006). “Nicotinic acid-induced flushing is mediated by activation of epidermal langerhans cells”. Molecular Pharmacology. 70 (6): 1844–9.

Hanson J, Gille A, Zwykiel S, Lukasova M, Clausen BE, Ahmed K, Tunaru S, Wirth A, Offermanns S (August 2010). “Nicotinic acid- and monomethyl fumarate-induced flushing involves GPR109A expressed by keratinocytes and COX-2-dependent prostanoid formation in mice”. The Journal of Clinical Investigation. 120 (8): 2910–9.

BUTIRRATO DI SODIO NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE

👉La prevalenza di disturbi legati al consumo di una dieta ricca di grassi è in aumento ed è spesso associata a stress ossidativo, infiammazione e disregolazione nel cervello che possono portare a malattie neurodegenerative (NDD).

👉Il nostro studio mira a valutare gli effetti neuroprotettivi del butirrato di sodio (NaB) sui topi alimentati con HFD.

✅STUDIO

👉In questo studio, i topi maschi C57Bl/6NTac di quattro settimane sono stati divisi in tre gruppi; il gruppo di controllo, il gruppo HFD e il gruppo HFD + NaB in cui i topi hanno ricevuto 11 mg/kg di peso corporeo di NaB con HFD.

✅TECNICHE

👉Western blotting, trascrizione inversa-PCR ed ELISA sono stati utilizzati per l’analisi biochimica di campioni di cervello.

✅LA CASPASI È STATA ATTENUATA

👉Abbiamo scoperto che NaB ripristinava il peso corporeo e attenuava P-53, proteina X associata a Bcl-2 (BAX) e cascate di caspasi nel cervello dei topi alimentati con HFD. Inoltre.

✅BUTIRRATO DI SODIO DIMINUISCE LE CITOCHINE INFIAMMATORIE E STIMOLA FATTORI DI CRESCITA (BDNF)

👉NaB ha ridotto le espressioni di citochine proinfiammatorie e biomarcatori antiossidanti positivamente modulati. Il trattamento con NaB ha sovraregolato l’espressione dei fattori correlati al fattore di crescita PPARγ, CREB e BDNF nei tessuti cerebrali dei topi alimentati con HFD.

✅IL BUTIRRATO INFLUISCE SU INFLAMMASOMA

👉 Inoltre, abbiamo scoperto che NaB migliorava significativamente il recettore dei glucocorticoidi e l’espressione dell’inflammasoma NLRP3. Sulla base dei nostri risultati, NaB ha soppresso le citochine apoptotiche e infiammatorie e ha migliorato l’espressione di antiossidanti endogeni nei tessuti cerebrali dei topi alimentati con HFD. I nostri dati suggeriscono fortemente che NaB potrebbe essere utilizzato come agente terapeutico efficace per le NDD.

STUDIO

Sodium butyrate ameliorates neurotoxicity and exerts anti-inflammatory effects in high fat diet-fed mice – Al Borhan Bayazid et al. Food Chem Toxicol. 2022 Jan.

Inoltre…

VISTA LA CONNESSIONE INTESTINO CERVELLO, UNA DISBIOSI E CARENZA DI BUTIRRATO SI TRADUCE IN AUMENTO DELLA BETA AMILOIDE (ALZHEIMER). IL BUTIRRATO PREVIENE LO STRESS OSSIDATIVO E AUMENTA NRF2/SOD1 (SISTEMI ANTIOSSIDANTI) INIBENDO LA AMILOIDOGENESI

👉L’asse intestino-cervello è attualmente allo studio come strategia terapeutica per le malattie neurologiche, in particolare il morbo di Alzheimer (AD). L’obesità provoca una riduzione della disbiosi del microbiota intestinale, che include i batteri produttori di butirrato. Sebbene il butirrato di sodio (NaB) sia emerso come potenziale sostanza terapeutica nell’AD, mancano risultati dettagliati su quali vie di segnalazione influenzano l’amiloidogenesi nell’AD indotta dall’obesità.

👉Pertanto, abbiamo studiato il ruolo regolatorio di NaB sull’amiloidogenesi nelle cellule neuronali con colesterolo alto. Nei nostri risultati, abbiamo verificato che un aumento dell’accumulo di peptide β amiloide (Aβ) nel cervello dei topi obesi e una riduzione dei batteri produttori di butirrato a causa della disbiosi del microbiota intestinale indotta dall’obesità.

👉Abbiamo dimostrato che NaB ha ridotto i livelli di espressione dell’enzima di scissione della proteina precursore dell’amiloide del sito beta 1 (BACE1) e l’accumulo di Aβ indotto dal colesterolo alto nelle cellule SK-N-MC. Abbiamo dimostrato che NaB è stato assorbito nelle cellule attraverso il trasportatore monocarbossilato 1 accoppiato al sodio (SMCT1) e quindi ha inibito l’accumulo di Aβ indotto dal colesterolo alto.

👉Successivamente, abbiamo anche osservato che le specie reattive dell’ossigeno (ROS) erano prodotte in eccesso a causa dell’aumentata espressione di NADPH ossidasi 2 (NOX2) sotto colesterolo alto.

👉Nel frattempo, NaB ha ridotto i livelli di NOX2 attraverso una riduzione dell’attività di NF-κB, che alla fine ha inibito l’accumulo di Aβ causato dal colesterolo alto. Abbiamo dimostrato che NaB ha aumentato i livelli di espressione di p21 sotto colesterolo alto, contribuendo alla colocalizzazione di p21/NRF2 (fattore 2 correlato al fattore nucleare eritroide 2), che porta alla stabilizzazione di NRF2.

👉La stabilizzazione di NRF2 provoca l’inattivazione di NF-κB, seguita dalla soppressione di NOX2 e dalla sovraregolazione della superossido dismutasi 1 (SOD1). Pertanto, il NaB con il silenziamento di SOD1 in presenza di colesterolo alto non ha eliminato l’eccesso di ROS e alla fine ha portato all’accumulo di Aβ.

👉In conclusione, abbiamo dimostrato che NaB previene i ROS eccessivi attraverso la soppressione di NOX2 e la sovraregolazione di SOD1 dalla via p21/NRF2, che è fondamentale per inibire l’amiloidogenesi BACE1-dipendente nelle cellule neuronali esposte all’ambiente di colesterolo alto.

STUDIO

Sodium butyrate inhibits high cholesterol-induced neuronal amyloidogenesis by modulating NRF2 stabilization-mediated ROS levels: involvement of NOX2 and SOD1 – Seo Yihl Kim, Chang Woo Chae, …Ho Jae Han

Dott Umberto Villanti www.umbertovillanti.it ❗❗

SEGNI DI CARENZA DI VITAMINA A

La vitamina A (retinolo, acido retinoico, retinaldeide), è una sostanza nutritiva importante per la vista, la crescita e il differenziamento dei tessuti, la divisione cellulare, la riproduzione e l’immunità. Inoltre è nota per le sue proprietà antiossidanti. Agisce insieme alla vitamina D sull’organismo, regola l’escrezione di calcio in eccesso nel corpo, utile per evitare la differenziazione cellulare nei tumori, importante anche per modulare l’accumulo di grasso corporeo attraverso la regolazione dei PPAR-gamma. Utile per la riparazione della leaky gut o intestino permeabile.

INTESTINO, BETACAROTENE E VITAMINA A

Gli alimenti che contengono beta-carotene devono subire la trasformazione in vitamina A nell’intestino: inizialmente l’enzima diossigenasi scinde il beta-carotene in due molecole di retinale che successivamente vengono trasformate in retinolo (vitamina A) dall’enzima retinale reduttasi NADPH dipendente. Una eubiosi e un intestino in buone condizioni sono dei requisiti importanti.

TIROIDE E VITAMINA A

La tiroide dipende per il suo funzionamento anche dalla vitamina A. L’ormone tiroideo per svolgere la sua funzione si lega ai suoi recettori nucleari, che oltre alla sequenza TRE (Thyroid Response Element), per poter attivarsi necessita di una etero-dimerizzazione, quella con il recettore dell’acido retinoico (RXR) e l’acido retinoico.

Quindi, affinché l’asse tiroideo possa funzionare bene, l’ft3 deve legarsi al TRE-RXR. Infatti, il controllo della produzione di TSH da parte dell’ipofisi dipende da due fattori principali: il legame dell’ormone tiroideo a TRE ed il legame dell’acido retinoico al recettore RXR; entrambi i recettori sopprimono la trascrizione del gene dell’ipofisi TSH, modulando la trascrizione dell’ormone che stimola la produzione di ormoni tiroidei.

CARENZA DI VITAMINA A

La carenza di vitamina A può comportare problemi visivi, raffreddori, ritardo nello sviluppo e dipendere da difficoltà nell’assimilazione.

SINTOMI DA CARENZA

👉 Cecità notturna, con ritardo nell’adattamento agli stimoli luminosi esterni

👉 Secchezza oculare o formazione di detriti di cheratina nella congiuntiva

👉 Raffreddori recidivanti

👉 Capelli secchi

👉 Infezioni

👉 Pelle secca, rugosa ed esfoliata ai gomiti

👉 Macchie di Bitot nella sclera

Altre sintomatologie sono connesse alle percezioni sensoriali, come la perdita del senso dell’olfatto, l’indurimento delle ghiandole salivari in bocca, inappetenza, stanchezza, orzaioli frequenti, anemia, dolore alle articolazioni, sottosviluppo dei testicoli, sterilità e aborti spontanei.

I SALI BILIARI PER LA SALUTE PSICOFISICA

Umberto Villanti naturopata Svizzera
www.umbertovillanti.it

Un acido biliare interessante è il TUDCA. L’acido tauroursodesossicolico vanta infatti delle attività farmacologiche interessanti:

🍀 è utile come epatoprotettore nelle steatosi e nelle epatiti tossiche e virali;

🍀 è maggiormente biodisponibile rispetto all’acido ursodesossicolico, perché non deve essere coniugato con glicina o taurina per poter essere attivo;

🍀 bassa tossicità ;

🍀 agisce sulla LEPTINA riducendo lo stress endoplasmatico delle cellule ipotalamiche, utile nella obesità e sovrappeso;

🍀 ha un effetto stimolatorio sugli ormoni tiroidei;

🍀 agisce sulla insulino resistenza, quindi diabete e sindrome metabolica;

🍀 inibisce l’apoptosi neuronale, utile in prevenzione e trattamento di alcune condizioni neurologiche quali Parkinson, fibrosi cistica, Sla, retiniti (dosaggi più alti) – l’apoptosi viene prevenuta perché tudca ha un ruolo nella via del BAX, molecola traslocata nel mitocondrio, che una volta attivata rilascia il citocromo C il quale attiva la morte cellulare.

Non vanno assunti insieme a contraccettivi orali perché aumentano l’eliminazione intestinale del colesterolo. Non vanno assunti se si hanno ulcere gastriche, in presenza di colangite e infezioni alla cistifellea, in presenza di ipertiroidismo.

– Cell Metabolism, Volume 11, Issue 1, 11-22, 6 January 2010 Biochemical and Biophysical Research Communications Volume 397, Issue 4, 9 July 2010, Pages 735-739
– Diabetes August 2010 vol. 59 no. 8 1899-1905
– Journal of Lipid Research ,Volume 50, 2009

INVERNO E UMORE

Umberto Villanti Natuopata NTE (Naturopatia tradizionale europea)
www.umbertovillanti.it

Le giornate più plumbee e meno “solari” possono, in alcuni soggetti, incidere sull’umore. Si potranno avvertire maggiore stanchezza, apatia, tristezza, ecc. Questo per diversi motivi. Uno dei tanti legato alla carenza di raggi UV e conseguentemente una carenza di vitamina D, la quale è importante per attivare il triptofano, aminoacido precursore della serotonina. Anche una carenza di alcuni acidi grassi determina una carenza di 5HT o serotonina. Si parla anche di “depressione stagionale” legata alla carenza di luce solare. Ma non è sempre dovuto a questo.

IL TEMPERAMENTO INCIDE MOLTO

Ma è soprattutto il temperamento di una persona o costituzione a incidere maggiormente. Il soggetto melanconico secondo Ippocrate e la medicina umorale è colui che soffre maggiormente di questa condizione.

IL SOGGETTO MELANCONICO

È in genere riservato e introverso, poco reattivo agli stimoli esterni, il melanconico è portato dal confronto con la dura realtà ad avere un atteggiamento pessimista, a ricercare l’ordine in maniera spesso intransigente e meticolosa, a chiudersi in se stesso e a deprimersi.

COSA È CONSIGLIABILE MANGIARE PER QUESTI SOGGETTI (VALE ANCHE IN GENERE)

Una apatia o tristezza o depressione è caratterizzata da un eccesso di terra, un umore freddo secco, con un eccesso di scarto o bile nera.

Quindi, saranno utili i cibi “scaldanti”, quali zuppe calde, con un po di spezie quali curcuma e zenzero (scaldanti), cotture a vapore, carni lesse, brodo di ossa, in sostanza cibi caldi e umidi che riequilibrano l’atrabile freddo e secco, secondo il principio ippocratico contraria contrariis curantur (i contrari si curano con i contrari).

Secondo il principio di analogia o delle signature andranno bene anche mandorle e mele dolci, asparagi, datteri, fichi, uva, more, vino caldo rosso, pietanze dolci (zucca rossa ad esempio), in grado di bilanciare l’amarezza della bile nera.

Sempre secondo il principio di analogia e delle signature le piante più adatte per dinamizzare il sanguis e la vitalità potrebbero essere la Curcuma longa, Ginko biloba, Rosmarinus officinalis, mentre per eliminare la bile nera e drenarla potrebbero essere di aiuto Cichoryum intybus, Hypericum perforatum, Lavanda officinalis, ecc.

Esistono poi delle piante adattogene utili allo scopo e dei funghi medicinali per queste situazioni.

Completano il quadro alcuni oligoelementi secondo la diatesi insieme ad alcuni singoli (ad esempio il Litio, Zinco, ecc), e i sali di Schussler.

QUELLE EMOZIONI DI “FUOCO” NELLA PELLE CHE CHIAMIAMO ECZEMA

Umberto Villanti Naturopata NTE
www.umbertovillanti.it

Conosciuto anche come dermatite, l’eczema è la più frequente malattia della pelle non contagiosa.

Rappresenta una particolare modalità di reazione della cute rispetto a vari fattori interni ed esterni ed è caratterizzato dalla presenza di rilievi o vescicole, di desquamazione, di prurito e arrossamento.

La grandezza e la zona in cui compaiono le lesioni sulla pelle sono estremamente varie così come le cause che possono determinarle. Esistono molti tipi di eczema ma, a grandi linee, si possono distinguere due principali tipologie:

-eczemi causati da fattori aggressivi esterni (esogeni)
-eczemi dipendenti direttamente dall’organismo stesso (endogeni)

In alcuni casi i due fattori possono essere presenti contemporaneamente: ad esempio, un eczema endogeno può essere aggravato da fattori esterni quali il contatto diretto della pelle con sostanze irritanti (solventi, detergenti).
A volte due o più forme di eczema possono comparire nello stesso tempo complicando l’accertamento della malattia e la cura.

Anche l’intensità e la durata dei disturbi possono variare: da una forma leggera e passeggera a forme acute e/o croniche con una durata che va da poche settimane a qualche mese o, addirittura, anni.

Chiaramente, in quest’ultimo caso la manifestazione dell’eczema non ha un andamento continuo, ma alterna periodi in cui non è presente ad altri in cui compare nuovamente, spesso anche in base alle stagioni. Ciò perché i cambiamenti della temperatura e l’esposizione ai raggi solari possono intervenire come fattori riacutizzanti.

A seconda del prevalere di un disturbo (sintomo) sull’altro, delle cause e dell’area colpita si distinguono forme diverse di eczema, le principali sono:

Eczema atopico, noto anche come dermatite atopica, è la forma più comune di eczema. Colpisce soprattutto i bambini ma può comparire anche negli adolescenti e negli adulti con caratteristiche diverse a seconda dell’età. Si accompagna spesso a manifestazioni allergiche come l’asma bronchiale e la rinite allergica. Le persone colpite spesso sono sensibili ad allergeni (sostanze in grado di scatenare un’allergia) di origine alimentare (latte, uovo, ecc.) o presenti nell’aria (pollini, polvere, piume, ecc.). Sono coinvolti anche fattori genetici o ereditari. Generalmente le parti del corpo più colpite sono: ginocchia, gomiti, collo, mani, viso e cuoio capelluto

Eczema da contatto (o dermatite da contatto), è un tipo di eczema che si verifica quando il corpo viene a contatto con una sostanza irritante, di solito di origine chimica. Le sostanze sensibilizzanti più importanti sono costituite da cromati, sali di cobalto, formaldeide, nichel e manganese, spesso presenti in detergenti e solventi anche di uso comune. Può essere di origine allergica o irritativa. Si manifesta nella zona della pelle che viene a contatto con la sostanza scatenante e, inizialmente, rimane confinato in tale area. Successivamente, però, può estendersi ad altre parti del corpo

Eczema discoide (o dermatite discoide o eczema nummulare), deve il suo nome alla caratteristica forma circolare o ovale delle chiazze che si manifestano sulla pelle. La causa è sconosciuta anche se spesso è associato a secchezza della cute. Colpisce in prevalenza gli adulti di età compresa tra i 50 e 70 anni. Le chiazze possono comparire in qualsiasi parte del corpo ma, in particolare, si manifestano sugli avambracci, sul dorso, sulle mani o sui piedi. In genere sono esclusi viso e cuoio capelluto

Eczema seborroico (o dermatite seborroica), si manifesta con chiazze rosse e squamose, abbinate a prurito, ben delineate e localizzate sui lati del naso, sopracciglia, orecchie, cuoio capelluto e schiena eczema disidrosico (o dermatite disidrosica o pompholix), è caratterizzato da piccole vescicole pruriginose localizzate principalmente sui palmi delle mani o sulla pianta dei piedi, spesso anche tra le dita. Le cause non sono certe ma vengono associate ad un eccesso di sudorazione e all’allergia ai metalli

Eczema varicoso, colpisce generalmente le gambe con prurito e pelle infiammata e squamosa intorno alle zone con vene varicose. La principale causa è la presenza di vene varicose e una scarsa circolazione del sangue nella zona interessata.

SUGGERIMENTI NATURALI A SOSTEGNO MEDICO

Aloe Vera

L’aloe vera è uno dei rimedi naturali più popolari e utilizzati in caso di eczema. Si tratta di acquistare preferibilmente del gel d’aloe vera biologico in erboristeria, che sia il più possibile puro e che non contenga profumazioni aggiunte o altri ingredienti che possano contribuire ad irritare la pelle. Il gel d’aloe vera ha proprietà lenitive e calmanti. In generale è adatto al trattamento delle pelli sensibili e arrossate.

Sali di Epsom

I sali di Epsom, conosciuti anche come sali inglesi, sono un rimedio naturale a base di solfato di magnesio. Hanno proprietà emollienti e sono utili in caso di eczema e pelle irritata. In questo caso vengono utilizzati soprattutto disciolti in acqua per un bagno lenitivo e rilassante.

Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è un rimedio naturale dai mille utilizzi. Per quanto riguarda l’eczema il consiglio è di utilizzarlo per un bagno lenitivo per la pelle. Ad esempio si può aggiungere una tazza di bicarbonato all’acqua della vasca e rimanere immersi per 20 minuti. Altrimenti si può immergere un panno in acqua e bicarbonato da applicare sulla pelle come un impacco.

Olio extravergine d’oliva

L’olio extravergine d’oliva ha potenti effetti antinfiammatori, può contribuire ad ammorbidire la pelle e a ridurre il rossore. Si può applicare l’olio extravergine d’oliva in piccole quantità direttamente sulla pelle, magari massaggiando delicatamente senza grattare e aiutandosi con un batuffolo di cotone o con un panno morbido. L’olio extravergine può sostituire l’olio di cocco se quest’ultimo non è disponibile.

Camomilla

La camomilla è nota per le sue proprietà calmanti e lenitive. La potrete utilizzare semplicemente come tisana per agire dall’interno e ridurre lo stress che potrebbe essere tra le motivazioni della comparsa dell’eczema. Potete preparare un normale infuso di camomilla, lasciarlo raffreddare o almeno intiepidire, e applicarlo sulla pelle con un panno umido come impacco. Altro rimedio utile è rappresentato dall’oleolito di camomilla.

Burro di karitè

Il burro di karitè è un vero e proprio toccasana per la pelle arrossata e in caso di eczema. Aiuta a lenire rossore e prurito e a rendere la pelle più elastica. Basta prelevarne un pochino dalla confezione con la punta del cucchiaino e scioglierlo tra i palmi delle mani per applicarlo più facilmente dove serve.

Olio di cocco biologico

Potete trovare l’olio di cocco biologico in erboristeria o su internet. Questo rimedio naturale è considerato molto efficace in caso di eczema. Il consiglio è di scegliere olio di cocco biologico spremuto a freddo, in modo che il prodotto possa mantenere le sostanze, i minerali e gli enzimi utili per la pelle. Potete applicare l’olio di cocco sulla pelle come se si trattasse di una lozione o di una crema.

Aglio

L’impiego di aglio può essere utile in caso di eczema. In questo caso viene indicata l’applicazione di un estratto liquido di aglio.

Vitamina A

Proprietà riparative della pelle, antinfiammatorie (regola il PPAR – recettori attivati dai proliferatori dei perossisomi), geni che codificano, attraverso alcuni recettori retinolo-ligando, la trascrizione di numerosi geni.

Olio di Perilla

Ha proprietà antinfiammatorie, antistamimiche, lenitive, nutritive, inibenti vari processi flogistici (prostaglandine cattive, Nf-Kb, ecc), per la presenza di omega 3 vegetali.

OLIGOELEMENTI CATALITICI DI MENETRIER

Utili Manganese-Cobalto se in presenza di un terreno distonico, di Rame-Oro-Argento se in presenza di un terreno anergico, Manganese se in presenza di un terreno artritico allergico. Zolfo oligoelemento può essere indicato per le problematiche di pelle e infiammazioni.

MEDICINA UMORALE

Siamo in presenza di un eccesso di calore con eccesso di bile gialla. Sarà opportuno rinfrescare e inumidire l’organismo. Le piante acide, come il crespino comune (Berberis vulgaris), riducono le scorie giallo biliari stimolandone l’eliminazione attraverso il sistema epatobiliare; la liquirizia (Glycyrrhiza glabra) umidifica e quindi attenua la secchezza determinata dal calore della bile gialla.
Le piante amare epatoregolatrici, come il dente di leone (Taraxacum officinale), stimolano e rilassano il fegato, cosa che permette di eliminare le scorie giallo biliari nell’intestino; le piante regolanti il metabolismo, come la fumaria (Fumaria officinalis), ottimizzano la cozione, impediscono la formazione di umori patologici e ne stimolano l’eliminazione.

LE PROBLEMATICHE DELLA PELLE POSSONO RAPPRESENTARE UN CONFLITTO DI SEPARAZIONE.

Senso biologico: Infiammazione che si produce per riparare il tessuto epidermico dopo una ulcerazione prodottasi nella fase di conflitto attivo.

Conflitto: Conflitto di separazione (da una persona, animale od oggetto). Paura di rimanere soli.

L’Eczema è sempre un conflitto di separazione e non guarisce perché non si comprende il processo.

La separazione sarà in relazione alla parte del corpo colpita.

-Attorno all’ombelico: Separazione dalla madre in tono di alimentazione (mancanza di alimento emotivo).
-Avambraccio: Conflitto dello scudo; desiderio di distacco.
-Ascella: Separazione da ciò che voglio proteggere (mettere sotto l’ala).
-Mento: Centro della emotività. Impedimento al farsi ascoltare in una separazione.
-Pianta del piede: Separazione dalla madre (madre patria, terra, madre reale).
-Pieghe del ginocchio: Separazione da chi si vede partire.

FUNGHI MEDICINALI A SOSTEGNO DELLE CURE ONCOLOGICHE E DEL RECUPERO DELL’ORGANISMO

I recenti orientamenti in ambito oncologico medico, sono rivolti ad un approccio integrato della persona, dove l’aspetto farmacologico, scelta elettiva terapeutica, viene sempre più affiancato da altre modalità “terapeutiche” naturali a sostegno, psicologia, mindfulness, ipnosi, fitoterapia, alimentazione, attività fisica, ecc. Tra questi approcci rientrano a pieno titolo i funghi medicinali.

11 MOTIVI PER UTILIZZARE I FUNGHI MEDICINALI

– proteggono dalla tossicità della chemioterapia;

– inibiscono le metastasi tumorali;

– migliorano il microbiota, apparato importante nelle malattie degenerative;

– stimolano la morte delle cellule tumorali (apoptosi);

– proteggono gli organi dagli effetti collaterali dei farmaci (cardiotossicita’, mielosoppressione, funzionalità renale, ecc);

– aumentano il recupero e l’energia della persona;

– aumentano la sensibilità alla chemioterapia evitando la resistenza farmacologica;

– migliorano lo stress ossidativo presente;

– agiscono come antinfiammatori a livello sistemico;

– hanno un effetto citotossico diretto contro le cellule tumorali;

– regolano gli ormoni con effetti positivi e protettivi nei tumori al seno, ovaie, prostata.

*Non esistono in letteratura scientifica effetti avversi o controindicazioni sul loro uso combinato insieme ai farmaci. È cmq bene farsi seguire da un professionista sanitario e tenere informato il proprio specialista di un eventuale loro uso.

Seguimi su Facebook (Umberto Villanti Naturopata) o sul mio sito web www.umbertovillanti.it (mail umberto.villanto@gmail.com)

SPREMUTA DI ARANCIA E LIMONE PER CONTRASTARE IL RAFFREDDORE? DIPENDE CHE IDEA ABBIAMO DEI CIBI

www.lasanagola.com

Umberto Villanti Naturheilkunde

Chi ha studiato scienze della nutrizione umana, o chi ha un bagaglio culturale in tal senso, ha letto tante volte quanto l’alimentazione sia legata ai vari nutrienti. Vitamine, minerali, acidi grassi, proteine, carboidrati, ecc. sono importanti per il metabolismo. Sicuramente è utile e fondamentale sapere queste cose, però ci sono altri parametri da rispettare nell’alimentazione, tra i quali gli aspetti “energetici”. La medicina umorale di Ippocrate (tutt’ora viva e non morta, parte integrante della naturopatia tradizionale europea), la macrobiotica orientale, la dietetica secondo la medicina tradizionale cinese, la dietetica secondo la medicina Ayurvedica, sono solo degli esempi in tal senso.

Uno dei motivi per cui si menziona la spremuta di arancia per contrastare le malattie da RAFFREDDAMENTO è il contenuto di vitamina C. Vero!

IPPOCRATE DOCET

Ma…Se prendiamo per buono gli insegnamenti secolari delle medicine naturali, il succo di arancia è un alimento freddo (secondo gli umori di Ippocrate), quindi non riscaldante e non sempre adatto a combattere la FLEGMA o stagnazione dell’umidità fredda e secchezza.

LA MACROBIOTICA INSEGNA

Sempre secondo il criterio di Yin/Yang adottato nella macrobiotica, i cibi, ma anche gli umori, gli ambienti, le malattie, si possono valutare e trattare in base ai loro effetti espansivi/rinfrescanti o contraenti/riscaldanti e sceglierli al di là delle conoscenze nutrizionali che abbiamo su di essi.

Tutto ciò che mangiamo ha effetti diversi, energie diverse ed è importante riconoscerli per capire gli alimenti e come usarli a beneficio della nostra salute.

LA VITAMINA C CONTENUTA

Tornando alla spremuta di arancia, risulta essere utile perché ricca di vitamina C. Se dovessimo basarci solo sulla vitamina C allora peperoni, broccoli, mirtilli, kiwi, cavolo nero, sarebbero più indicati. Gli agrumi non sono le uniche fonti.

Secondo il concetto energetico Yin/Yang, gli agrumi hanno un’energia estremamente yin, ovvero raffreddante ed espansiva, che non ci mette in armonia con l’ambiente esterno invernale. Lo abbiamo visto con Ippocrate e vale anche per la macrobiotica. Se fuori fa freddo, dentro ci serve calore! Questo non vuol dire che basta scaldare una tazza di acqua e limone, bensì utilizzare cibi ‘riscaldanti” energeticamente.

Aumentando o assumendo per tanto tempo cibi “freddi” ci indebolisce e ci predispone a maggiori malanni.

Assumere la mattina una spremuta di arancia e limone può pertanto non essere sempre indicata. La mattina è il momento più yin della giornata e lo stomaco l’organo più yin del corpo!

La mattina avremmo bisogno di cibi scaldanti, secondo l’impostazione della medicina umorale di Ippocrate, ad esempio cibi caldi, umidi, lisci, rilassanti; eccellenti le uova, riscaldanti e umidificanti, ingerite appena deposte e ancora calde, con un po’ d’olio.

Secondo la macrobiotica invece il nostro organismo avrebbe bisogno in inverno soprattutto di yang, quindi frutta cotta o alimenti salati (zuppa di miso, ecc), non dello yin estremo della frutta cruda, degli agrumi e dei frutti tropicali, o peggio ancora degli zuccheri e latticini.

Per i mangiatori di carne, salumi, formaggi, le spremute di arancia e limone possono giovare in parte per compensazione, visto che gli alimenti cotti al forno e le carni sono molto riscaldanti. Sarebbe poi opportuno considerare altri problemi associati a questi altri alimenti (ipertensione, ecc).

Per i vegetariani (già un po freddi), per i soggetti sofferenti di colon, si raccomanda di evitare le spremute. Il colon ad esempio in medicina cinese è associato alla Loggia metallo e quindi non adatto ai cibi raffreddanti.

Chi soffre di raffreddori, tosse, asma, colite, problematiche alla pelle, dovrebbe evitare alcuni alimenti Yin.

QUINDI LA SPREMUTA FA BENE O MALE?

Riassumendo, fa bene o male la spremuta di arancia e limone? Come sempre dipenderà dalla costituzione individuale (se soggetto aria o collerico secondo Ippocrate potrebbe non dare problemi, se flemmatico o melanconico meglio evitare). Se sono vegetariano e molto yin secondo la macrobiotica, potrei aspettarmi di avere più debolezza nel tempo consumando spremute, se invece sono carnivoro o crudista, ma per costituzione yang, potrei avere benefici.

Dipende pure da dove vivo. Se abito a Zurigo dove fa molto freddo, la spremuta non avrà lo stesso effetto sperato per chi vive invece a Ragusa in Sicilia.

CONCLUSIONI

– la spremuta di arancia non è controindicata il assoluto, basta capire come si è fatti e dove si vive;
– bisogna sposare il concetto che siamo tutti diversi, e che l’alimentazione, come le cure o altro vanno personalizzate;
– è importante sperimentare gli effetti dei cibi, così come delle medicine e dei rimedi naturali. Non ascoltate sempre i soliti pipponi che vi dicono i vari esperti nei social; QUINDI ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE!
– ci sono tanti modi per assumere vitamina C, zuppe calde di broccoli e cavoli, solo per fare un esempio;
– per la colazione valgono alcune regole secondo gli orientamenti costituzionali (ad esempio frutta secca, pesce cotto e verdure cotte al mattino per un flemmatico, per un melanconico una zuppa di avena o crema di avena con mele cotte, oppure avocado, salmone al forno, oppure uova cotte, spezie quali zenzero, potrebbero essere alcune scelte).
– ricordate che non esistono ricette in assoluto per nessuno;
– per aiutare il sistema immunitario ricordo un antico rimedio Ayurvedico – UN BICCHIERE DI ACQUA CALDA (Lauretana, Plose, ecc) – APPORTA CALORE YANG E RISCALDA L’INTESTINO.

IBS IRRITABLE BOWEL SYNDROME – INTESTINO IRRITABILE E INTERPRETAZIONE PSICOSOMATICA

dott. Umberto Villanti
www.umbertovillanti.it

Uno dei tratti distintivi dell’intestino irritabile è il fatto che in questa sindrome possano alternarsi stipsi e diarrea. Ciascuno di questi disturbi ha precise caratteristiche, ma è proprio il loro succedersi a consentirci di fare un parallelo tra il comportamento intestinale e quello emotivo. In quest’ottica, che ha prove scientifiche e psicologiche molto solide, il costante alternarsi di un atteggiamento mentale come l’apertura e la chiusura, rimanda alle fasi di evacuazione frequenti e rare, con un’indecisione di base tra dare e trattenere, esprimere e aspettare, agire o non agire, soddisfare i propri bisogni e negarli, arrabbiarsi e nascondere la rabbia.

Tutto ciò crea una sorta di enorme dubbio riguardo alla possibilità di mostrarsi così come si è oppure no, a causa di un’esistenziale paura di non essere accettati e perciò una grande insicurezza. In sostanza, come anticipato, si tratta di un problema di autostima.

Chi soffre di intestino irritabile sta attraversando una fase di radicata incertezza, non su qualcosa di specifico, ma sul proprio valore, sulla propria identità e su ciò che vuole per davvero. Forse la vita che sta vivendo non è più quella che fa per lui, come suggeriscono le parole dell’istinto, ma la paura di cambiare, l’eccesso di razionalità, lo convincono dell’opposto, costringendolo a un tira e molla continuo che si riflette sulla funzionalità intestinale.

Quest’eterno oscillare da un sintomo all’altro (dalla stipsi alla diarrea) esprime, infatti, la ricerca di un baricentro sicuro, stabile, che consenta di affrontare la situazione. Ecco perché la soluzione vera per il colon irritabile passa dalla psiche.

In genere la stipsi denota una volontà estrema di controllare e trattenere il superfluo o ciò che si desidera non lasciare per paura, la diarrea invece esprime la rabbia nel non potere controllare ciò che si vuole o semplicemente l’abbandono o la resa nel non potere far fronte a tale richiesta del Super-IO.

Il disturbo riguarda una delle parti che costituiscono nel profondo ciò che siamo davvero: la fiducia, la stima, la consapevolezza di sé. Il sintomo ci chiede di farli crescere.

IL SOGGETTO TIPO

Chi soffre di colon irritabile si trova al centro in un forte conflitto, percosso da due forze uguali e contrarie: una natura espansiva, sanguigna e molto emotiva che si oppone al timore che tale aspetto di sé incontrollabile prenda il sopravvento.

La dualità è vissuta a vari livelli: desiderio di libertà e senso di colpa, istinto e ragione, controllo e disordine.

Si cerca così di far coesistere due universi e dietro a un self-control solo di facciata si cela un vulcano che da un momento all’altro potrebbe esplodere.

Si tratta in definitiva della lotta interiore finalizzata a trasformarci da VIANDANTI impauriti a GUERRIERI senza paura della vita. Il viandante è la persona alla ricerca di sicurezze e paurosa di affrontare la solitudine interiore, base essenziale per vivere serenamente e senza paura la propria vita. Il guerriero è la persona che ha risolto questa sua dicotomia (solitudine / sentirsi soli), realizzando una centratura intrapsichica.

MEDICINA CINESE E INTESTINO IRRITABILE

In medicina cinese MTC il disturbo intestino irritabile esprime un disequilibrio della Loggia METALLO. Quando il metallo non è equilibrato il soggetto diventa rigido, poco flessibile, vede tutto bianco o nero, è poco duttile e malleabile, non riesce a lasciare andare ciò che è superfluo o a viversi “scorrendo” nella vita, ha difficoltà relazionali o tende alla solitudine o poca interazione con il prossimo, tendenza alla malinconia, tristezza, nostalgia, chiusura, introversione.

Fiori di Bach utili: Chicory, Honeysuckle, Agrimony, Centaury, sono solo alcuni rimedi utili.

Fiori australiani: Bottlebrush, ecc.

Utile la riflessologia plantare, oligoelementi distesici di Menetrier della distesi 1 e 3, magnesio, fosforo, litio, respirazione vipassana, cromopuntura, diapason e suonopuntura.

ALCUNE INFORMAZIONI UTILI PER TE SULLA VITAMINA B12

Umberto Villanti
Dottore magistrale in scienze della nutrizione
Naturopata e terapista complementare sanità Svizzera (membro della NVS associazione Svizzera naturopati)

Una sua carenza:

– Può causare anemia megaloblastica, con stanchezza, per inefficiente trasporto di ossigeno.
– Può causare polineuropatia, con sintomi quali intorpidimento delle estremità delle mani e piedi.
– Può causare problemi alle mucose come bruciore alla lingua, afte, piaghe ecc.
– Può causare stitichezza, irritabilità, disturbi gastrointestinali: diarrea, costipazione, dolore addominale, perdita di peso.
– Disturbi del sistema nervoso centrale: formicolio e intorpidimento delle estremità, disturbi dell’andatura, irritabilità, spasmi, depressione, deficit di memoria e concentrazione, demenza, disturbi visivi, insonnia, impotenza.

SE TI TROVI IN QUESTA LISTA POTRESTI ESSERE CARENTE

-Anziani
-Obesi (alterato assorbimento vitaminico)
-Fumatori
-Terapia estroprogestinica (alterazione ormonale)
-Chi utilizza Metrotrexato
-Digestione lenta (ipocloridria)
-Sportivi (aumentato metabolismo)
-Soggetti che hanno effettuato una resezione gastrica (acloridria e malassorbimento)
-Soggetti che usano inibitori di pompa
-Soggetti celiaci
-Soggetti affetti da malattie infiammatorie intestinali IBD (rettocolite ulcerosa, Crohn..)
-Alcolisti e tossicodipendenti
-Soggetti affetti da Tiroidite di Hashimoto
-Soggetti che utilizzano per diverso tempo dosi alte di Vitamina C (in presenza di ferro la vitamina C forma composti ossidanti che danneggiano la vitamina B12 e il fattore intrinseco)
– Problematiche neurologiche che necessitano di eventuali integrazioni

La salute del tuo stomaco e del tuo intestino sono fondamentali per il suo assorgonento (acido cloridrico dello stomaco e pH del duodeno).

SE IL TUO STOMACO NON È ACIDO ED È IN IPOCLORODRIA (SCARSO ACIDO CLORIDRICO), L’ASSORBIMENTO DELLA VITAMINA VIENE OSTACOLATO.

IN PARTICOLARE: nello stomaco e nell’ambiente acido la PEPSINA stacca la cobalamina dalle proteine associate la quale si legherà alla COBALOFILLINA. Nel DUODENO le proteasi del pancreas degradano la COBALOFILLINA così che la COBALAMINA si legherà al fattore intrinseco prodotto dalle cellule parietali dello stomaco.

DATO CHE LO STOMACO È LA CENTRALINA DI TUTTO (NE PARLAVA ANCHE IPPOCRATE NELLE SUE “COCTIO O COTTURE”), è di fondamentale importanza controllare lo stato funzionale di questo organo e tutti i problemi ad esso associati.

Una caenza di B12 può determinare un aumento di OMOCISTEINA (responsabile di tante problematiche, cardiovascolari, neurologiche, artrite reumatoide, ecc). La sua carena può causare inoltre mancata trasformazione del metilmalonil-CoA in succinil-CoA (importante nel catabolismo di alcuni amminoacidi a catena ramificata ed alcuni acidi grassi a catena dispari, nonché per la sintesi delle porfirine, in seguito alla combinazione con la glicina dall’ALA sintetasi, per formare acido gamma-aminolevulinico – dALA).

LA SUA CARENZA È STATA ASSOCIATA AD ALCUNE MALATTIE NEUROLOGICHE:

-Morbo di Parkinson;
-Sclerosi multipla
-Sclerosi laterale amiotrofica
-Alzheimer

In realtà, la sua supplementazione non cura le patologie elencate, ma può contribuire ad aiutarle. I meccanismi sottostanti queste malattie sono molto più complessi e multifattoruali.

SISTEMA IMMUNITARIO (NATURAL KILLER E CD8 NE BENEFICIANO)

Alcuni studi hanno portato alla luce il ruolo della vitamina B12 a livello del sistema immunitario: nei pazienti carenti in vitamina B12 è stata dimostrata una diminuzione di alcune cellule (natural killer e linfociti CD8). Inoltre, la vitamina B12 è in grado di regolare l’espressione di numerosi geni e proteine, nel sistema nervoso centrale, nel fegato, nell’intestino e in altri organi dei mammiferi.

IN QUALI ALIMENTI PUOI TROVARLA

Carni rosse
Pesce
Molluschi
Uova
Latte

Fonti vegetali di vitamina B12 sono in genere le seguenti:

Foglie del tè;
Alghe (Enteromorpha sp., alga viola Porphyra sp., alghe Nori);
Funghi (Craterellus cornucopioides o trombetta dei morti, Finferli o Cantharellus cibarius);
Soia fermentata

PER LA DIETA RIVOLGETEVI SEMPRE AD UN PROFESSIONISTA “ILLUMINATO” , CHE LO RICONOSCERETE DA FATTO CHE NON VI CONSIGLIERA’ POSSIBILMENTE CRACKERS, BRIOCHES E ALTRE AMENITÀ.

QUALI ESAMI DEVO FARE PER SAPERE SE SONO CARENTE?

A parte gli esami classici (dove il range ottimale dovrebbe attestarsi sui 450, meglio 500 pmol/L), ci sono altri esami da eseguire, possibilmente insieme quali OMOCISTEINA (depone a favore di una possibile carenza di B12, ma soprattutto per il fatto che non sta convertendo la omocisteina in S ADENOSIL METIONINA), HoloTcII OLOTRANSCOBALAMINA, che rappresenta la frazione attiva di B12, la quale grazie a questo fattore di trasporto (HoloTcII) la distribuisce a tutti i distretti, infine MMA acido metilmalonico nelle urine (più complesso come esame ma importante se si può aggiungere).

ALTRI TEST UTILI

– Iridologia: un anello scuro gastrico depone a favore di una possibile ipoclorodria. Alcune colorazioni o cromatismi della collaretta al suo interno, possono deporre a favore di un problema con la B12.

– Kinesiologia applicata: muscoli deboli associati (al test kinesiologico, tensore fascia lata, pettorale clavicolare, quadricipite…), nonché alcuni punti collegati alla carenza della B12 situati sul dorso, o alcuni test di provocazione, possono stabilire con rari margini di errore una carenza di questa vitamina.

QUALI INTEGRAZIONI

Le forme più attive di B12 sono la 5 deossiadenosilcobalamina e metilcobalamina, sotto forma di integratori o intramuscolare.

SE VUOI ALTRI CHIARIMENTI SCRIVIMI IN PRIVATO O CONTATTAMI A umberto.villanti@gmail.com o vai al sito www.umbertovillanti.it (320 4424215).