I FIORI AUSTRALIANI NELLA MENOPAUSA 

I FIORI AUSTRALIANI NELLA MENOPAUSA

Umberto Villanti

COSA SONO I FIORI AUSTRALIANI 

I Fiori Australiani hanno una tradizione antica: gli Aborigeni australiani hanno da sempre utilizzato questi fiori per trattare i disagi o gli squilibri emozionali. Le Essenze Floreali non solo aiutano a far chiarezza nella vita di ognuno di noi, ma donano anche la forza, il coraggio e la volontà di seguire e realizzare i propri obiettivi. Favoriscono lo sviluppo intuitivo, l’autostima, la spiritualità e la creatività. L’uso delle Essenze Floreali ha conosciuto una lunga tradizione fino a divenire molto popolare nell’Europa dell’epoca medioevale. Hildegard Von Bingen (XII sec. d.C.) e Paracelso (XV sec.) lasciarono testimonianza scritta dell’abitudine comune di raccogliere la rugiada dei fiori per affrontare alcuni malesseri della sfera emozionale. I rimedi preparati dai Fiori Australiani sono completamente naturali e privi di tossicità. Non presentano alcuna controindicazione e non provocano effetti collaterali. Possono essere combinati sia ai farmaci tradizionali sia a quelli omeopatici o ad altri rimedi fitoterapici.

LA MENOPAUSA

La menopausa non è una malattia, bensì un passaggio naturale nella vita delle donne, che si verifica fra i 45 e i 50 anni, quando le ovaie smettono di produrre estrogeni e progesterone che segnano anche la fine del ciclo femminile e dell’età fertile. E’ a tutti gli effetti uno stato fisiologico del tutto naturale. Oggi però si tende a dare una connotazione negativa in merito a questo passaggio: la menopausa è infatti ritenuta la fine della femminilità della donna e di conseguenza del suo ruolo di donna all’interno della società. In realtà dovrebbe essere considerato il lato positivo della situazione, cioè quella fase in cui si potranno dirigere le energie femminili verso la cura parentale e verso l’autonomia riguardo altri progetti. Il fatto di potersi dedicare meglio a se stesse, proprio perché la menopausa segna la libertà dal ciclo mestruale e l’inizio della saggezza e del potere personale, dovrebbe far riflettere sul ruolo positivo e non negativo della situazione.

SINTOMI

I sintomi della menopausa sono:
• Vampate di calore,
• Secchezza vaginale,
• Dimagrimento,
• Sudorazione notturna,
• Insonnia,
• Vertigini,
• Palpitazioni,
• Calo della libido,
• Incontinenza e altri problemi della vescica,
• Depressione e Ansia,
• Spossatezza,
• Dolori articolari,
• Affezioni cutanee come acne, la crescita dei peli in viso, la perdita di capelli.

La medicina allopatica interviene sui sintomi farmacologicamente, nonostante siano disturbi che potrebbero essere spesso mitigati o risolti in modo dolce, tra i quali quello di prendere coscienza e cercando di capire i cambiamenti in atto, agendo quindi sulla parte psicologica che questo importante cambiamento provoca. Alcuni studi condotti in USA e Inghilterra, hanno provato che le donne che non si considerano malate e che vivono questa fase in maniera consapevole, lamentano un numero molto minore, e a volte nessuno, di problemi associati a questo cambiamento esistenziale.

LA FLORITERAPIA AUSTRALIANA

Tra i rimedi utilizzati in ambito naturopatico esistono i Bush Flowers o essenze floreali australiane. L’utilizzo di tali rimedi vibrazionali sarà orientato sul riequilibrio energetico emozionale e sui disagi psichici prima o durante la menopausa. Ovviamente, il tutto condito con una sana ricetta naturopatica che tenga conto di un corretto stile di vita associato. I rimedi floreali australiani non sostituiscono eventuali cure mediche in corso o terapie prescritte da un medico professionista.

FIORI AUSTRALIANI E ORMONI

Tra i rimedi floreali in tal senso spiccano She Oak (per equilibrare il lavoro delle ovaie e la produzione di ormoni femminili). She Oak ha inoltre un’attività idratante, utile a mantenere la secrezione vaginale ottimale ed eliminando il dolore nei rapporti sessuali. Il rimedio aiuta a migliorare alcuni dei disturbi legati alla menopausa più fastidiosi e a sentirti intimamente più femminile. Un altro rimedio utile è Macrocarpa che aumenta l’attività delle ghiandole surrenali affinché possano produrre più estrogeni. Per sostenere il cambiamento utile invece Bottlebrush, il fiore che aiuta ad accettare e a superare questo importante cambiamento emozionale e corporeo. Per le vampate di calore invece può venirci in soccorso Mulla Mulla, rimedio indicato quando ci sono calore e bruciore nel corpo. Non ci dimentichiamo infine degli sbalzi di umore che possono giovare di Peach-flowered Tea-tree, rimedio che, agendo sul pancreas, dona equilibrio emotivo, fiducia, assunzione delle responsabilità e autostima. Se pensi invece che il tuo partner possa rifiutarti, motivo per il quale questo pensiero può crearti paura e preoccupazione, utilizza Illawarra Flame Tree, per avere più fiducia in te stessa e accettazione.

Se sei interessata ad avere un supporto dolce ad integrazione medica o psicologica scrivimi a umberto.villanti@gmail.com o visita il mio sito web www.umbertovillanti.it

Umberto Villanti

• Terapista Complementare Naturopata DSS Sanità Svizzera
• Iscritto al registro naturopati della Regione Lombardia e Toscana 

IL VISCHIO QUALE ADIUVANTE NEL TRATTAMENTO DELLE PROBLEMATICHE ONCOLOGICHE

IL VISCHIO QUALE ADIUVANTE NEL TRATTAMENTO DELLE PROBLEMATICHE ONCOLOGICHE

Umberto Villanti

L’introduzione del vischio come pianta medicinale specifica nella cura dei tumori risale a RUDOLF STEINER (1861-1925). Negli anni dal 1920 al 1924, con la collaborazione di Ita Wegman, egli offrì a medici e farmacisti il vischio come cura contro il cancro. A questa conclusione era giunto con le sue ricerche scientifiche e spirituali.

l vischio dipende dall’albero su cui cresce per assumere acqua e sali: si tratta di un parassitismo non distruttivo. Le forze vitali eccedenti dell’albero vengono in qualche modo assunte dal vischio che ne è ospite, e queste forze possono agire secondo Steiner a rafforzare le forze animiche dell’uomo. Il vischio, che cresce nell’aria e nella luce, lontano dalla terra, porta in sé forze di luce e di calore, forze opposte ai processi di indurimento, di freddo e di materializzazione che sono l’humus preferenziale del tumore.

Secondo questa visione il punto chiave della terapia del cancro sia pertanto un’azione sull’astralità, e quindi un lavoro sull’anima.

EFFETTI DELLA TERAPIA DEL VISCHIO:

A. Miglioramento delle condizioni generali
B. Aumento del benessere
C. Aumento dell’appetito e miglioramento del sonno
D. Diminuzione degli stati depressivi
E. Riduzione della sintomatologia dolorosa indotta dal tumore
F. Incremento, stabilizzazione e migliore distribuzione del calore corporeo
G. Stimolazione delle difese immunitarie
H. Arresto della crescita tumorale senza danno ai tessuti sani
I. Normalizzazione del peso corporeo
J. Riduzione della suscettibilità alle infezioni

SOSTANZE CONTENUTE

• Lectine
• Viscotossine
• Polisaccaridi
• Alcaloidi
• Lipidi
• Enzimi
• Tioli – Glutatione

Il vischio, come preparato,contiene piú di 500 diversi componenti, che stimolano il sistema immunitario e che hanno anche la proprietá di bloccare le cellule cancerogene.
A secondo della produzione dei diversi preparati di vischio, si trovano, in un´ampolla fra i 50 e 350 diversi componenti. Ci sono 39 tipi di preparati di vischio, che hanno un contenuto assolutamente diverso.

Ogni paziente possiede un SI (sistema immunitario) individuale, che deve essere danneggiato, altrimenti non si sarebbe creato un tumore. Il sistema immunitario di ogni persona malata di cancro reagisce a un determinato preparato di vischio. In passato, un medico sceglieva un tipo di vischio, basandosi sulla propria esperienza professionale, il margine di successo, con questo tipo di scelta, era ed é sotto il 10%.

Il test differenziale per il vischio ( MDT in tedesco), puó adesso mostrare a quale preparato le cellule singole del paziente reagiscono meglio. Quindi, con una provetta di sangue vengono testati tutti i 39 tipi di vischio. Il malato viene trattato con il tipo che ha piú efficenza. In questo caso, attraverso questo test, la quota di successo nello scegliere il preparato giusto raggiunge il 90% !!

Ogni 3 mesi si dovrebbe testare di nuovo il sangue della persona in terapia, per assicurarsi che non ci siano segni di adattamento, cioé del corpo e le sue cellule, oppure per vedere se il preparato non é piú adatto e quindi inattivo. In questo caso si drovrá cambiare il tipo di preparato.

AZIONE

Si è visto che dopo 24h dalla somministrazione c’è un aumento di numero e di attività dei linfociti Natural Killer; inoltre aumentano i livelli di TNF (Tumor Necrosis Factor), delle interleuchine pro-infiammatorie, e l’attività dei macrofagi.

Non solo il vischio arresta la proliferazione tumorale ma ha anche un altro importantissimo effetto benefico: bilancia i pesanti effetti della chemioterapia, in particolare la sua azione immunostimolante bilancia il drastico calo delle difese immunitarie causato dai chemioterapici; fra l’altro si è osservato clinicamente un miglioramento del dolore indotto dal tumore, aumento dell’appetito, del sonno e delle condizioni generali di vita.

In studi condotti da circa dieci anni su circa 11000 pazienti affetti da diversi tipi di cancro, la sopravvivenza dei pazienti risultava decisamente allungata…talvolta raddoppiata, per ciascun tipo di tumore .Un risultato molto convincente, confermato da ricerche precedenti e successive. Sinora sono stati condotti 105 trials clinici ( dati di G. Klein, IFAEMM, ottobre 2007). I casi in esame comprendevano tumori solidi dell’ovaio,della mammella, del tratto intestinale , fegato e metastasi epatiche,versamenti neoplastici (ascite maligna), tumori cerebrali, più alcuni tipi di leucemie e mieloplasie.

TUMORI TRATTATI

• Mammella
• Tumori ginecologici (ovaio, endometrio, cervice, CIN)
• Tumori gastrointestinali (stomaco, intestino tenue e colon- retto, fegato, pancreas, metastasi epatiche)
• Apparato respiratorio (faringe, polmone)
• Cute (melanoma, condilomi anali)
• Malattie ematologiche (NHL, MM, leucemie, mielodisplasie)
• Versamenti neoplastici (ascite, versamenti pleurici, e pericardici)
• Tumori uro-genitali (rene, vescica, prostata)
• Tumori cerebrali

I preparati di vischio sono presenti in varie formulazioni,sia omeopatiche, sia in preparazioni spagyriche sia nell’ambito della medicina antroposofica. In questo ambito il vischio viene preparato facendolo fermentare fra l’altro in presenza di lactobacillus plantarum. In medicina antroposofica si usa vischio di quercia, melo o pino, a seconda dei tumori, e vengono veicolati alcuni metalli secondo le indicazioni di Steiner e von Bernus. Questi prodotti sono stati approvati dal Ministero della Sanità in Germania e brevettati con il nome di Iscador, come preparato iniettabile.

 

P.S. Il trattamento a base di Iscador (vischio) deve essere effettuato esclusivamente da un medico specializzato. 

 

 


Bibliografia

• Viscum Album e cura oncologica, Walter Legnani, Tecniche Nuove, 2008
• Absence of tumor growth stimulation in a panel of 16 human tumor celllines by mistletoe extracts in vitro . Gerhard Maier and Heinz-HerbertFiebig Institute of Experimental Oncology, Oncotest GmbH, 79108 Freiburg, Germany
• Five-Year Follow-Up of patients with early stage Breast cancer. After aRandomized study comparing Additional Treatment with Viscum Album (L.) extractto chemotherapy Alone
• W. Tröger, Z. Ždrale,, N. Stanković and M. Matijašević. Breast Cancer: Basic andClinical Research 2012:6 173–180

L’IRIDOLOGIA

L’IRIDOLOGIA

Umberto Villanti
Naturopata riconosciuto dalla NVS www.naturaerzte.ch
Terapista complementare DSS Sanità Svizzera

L’iridologia è un metodo di analisi che si riferisce alla parte colorata dell’occhio e ha come obiettivo la valutazione di eventuali squilibri psico-fisici. Verificando la struttura della trama e i segni ad essa correlati, è possibile risalire alla costituzione dell’individuo. ciò consente di valutare l’energia vitale e l’accumulo di scarti metabolici.

Gli occhi sono dei recettori che captano l’informazione e la trasmettono al sistema nervoso. Lo studio di questo viscere viene denominato iridologia. L’iridologia quindi è un metodo di analisi che si riferisce alla parte colorata dell’occhio e ha come obiettivo la valutazione di eventuali squilibri psico-fisici.

Verificando la struttura della trama e i segni ad essa correlati, è possibile risalire alla costituzione dell’individuo. Ciò consente di valutare l’energia vitale e l’accumulo di scarti metabolici. L’iridologia costituzionale quindi indica la predisposizione ad ammalarsi, ed è utile in medicina preventiva.

La prevenzione è sicuramente la chiave più importante per prevenire l ’insorgenza di malattie. L’ Iridologia o iridoscopia o iridodiagnosi, è sicuramente un ottimo strumento a disposizione del naturopata per fornire attendibili indicazioni sullo stato bioenergetico del nostro organismo.

L’iridologia studia la morfologia delle alterazioni cromatiche dell’iride indicando le tendenze patologiche dell’organismo . E’ anche possibile visualizzare predisposizioni a patologie.

La moderna iridologia nasce nell’800 grazie al medico ungherese Ignaz von Peczeley. Un primo sviluppare in maniera originale una mappa topografica dei campi irido logici.

Pochi anni dopo, il pastore Niels Liljequist fece degli studi dettagliati di come metalli tossici come arsenico, cadmio, piombo chinino ferro mercurio e acido acetilsalicilico influenzassero la pigmentazione dell’iride. Naturalmente la figura che più di ogni altro diede origine alla moderna iridologia è il professor Bernard Jensen tramite l’opera basata su migliaia di casi clinici “ The Science and Practice of Iridology “.

Come si effettua l’analisi iridologica

L’interpretazione dell’iride si basa innanzitutto sulla valutazione della storia del cliente, solo successivamente tramite o una lente di ingrandimento munita di luce o meglio ancora un apparecchio denominato iridoscopio, sarà possibile visionare ed eventualmente fotografare l’iride e interpretarla in presenza della persona. È un esame indolore, e non invasivo che dà indicazioni sull’energia vitale del soggetto, sulle sue capacità di recupero, e sul grado di intossicazione generale dell’organismo.

Tutti questi sono argomenti ben noti al naturopata il cui fine è quello di stimolare i processi di auto guarigione. È possibile usare anche in chiave diagnostica, come avviene in certi paesi dell’Europa. Tuttavia, l’ iridologia non nasce con l’intento sostituire i classici esami diagnostici, infatti tra le sue caratteristiche l’iride stessa tende a segnalare eventuali problematiche ben prima che queste si presentino. È evidente che la funzione primaria è di tipo preventivo.

Principi funzionali dell’iridologia

L’ iride ricevere numerosissimi fasci nervosi, sono interessati il nervo trigemino, l’ oculo motore e simpatico.

Vi è inoltre un legame diretto con il talamo ottico che è il centro principale della regione del diencefalo cerebrale. Un’altra innervazione proviene dal sistema nervoso vegetativo il quale può essere di tipo simpatico o parasimpatico. I due sistemi simpatico e parasimpatico, prevedono nervi e nuclei nervosi distinti. La via simpatica mette in contatto con la sostanza reticolare e con la corteccia cerebrale terminando nello sfintere dell’iride. La branca parasimpatica presenta collegamenti con il tronco cerebrale.

Tutte queste innervazione del sistema nervoso dell’iride dimostrano l’esistenza di archi riflessi che la mette in contatto con i centri superiori del cervello per poi tornare all’ iride. A titolo esplicativo,è stato anche dimostrato che alcune pigmentazioni sono stimolate dall’aumento del tono vegetativo simpatico.

Inoltre a livello embriologico, l’occhio è una evaginazione del cervello. I tessuti dell’iride provengono in prevalenza dallo strato ectodermico (collegamento nervoso diretto ) . Pertanto presentano un collegamento riflesso molto più diretto con i nuclei cerebrali del telencefalo.

Tutti questi collegamenti ci dimostrano quanto sia sensibile l’occhio, in particolare l’iride, a tutti gli eventi che capitano all’organismo. La scoperta dell’iridologia si basa sostanzialmente su dati statistici tramite l’osservazione: determinati eventi a carico dell’organismo provocano delle alterazioni a carico dell’iride e delle strutture circostanti. Lo studio di queste modificazioni ha permesso di redigere delle mappe in cui è possibile rappresentare i principali organi umani.

Esistono di base tre tipi di costituzione in iridologia: la costituzione linfatica, ematogena e mista. L’iridologia inoltre studia le disposizioni (altro sottogruppo in iridologia quali la neurogena, connettivale debole, vegetativo spastica, tubercolinica, polighiandolare), e le diatesi (essudativa, acida o urica, discrasia, colesterinica, allergica), nonché la trama dell’iride, le lacune, cripte, presenza di macchie o colorazioni, ecc.

Tutto questo fornisce al naturopata una serie di informazioni sulla persona al fine di trattarla efficacemente.

CORSO DI APPROFONDIMENTO IN “MINERALI, VITAMINE E NUTRACEUTICI: APPLICAZIONI PRATICHE IN MEDICINA COMPLEMENTARE E ALTERNATIVA”

SONO  APERTE  LE  ISCRIZIONI AL  CORSO:

“MINERALI, VITAMINE E NUTRACEUTICI: APPLICAZIONI PRATICHE IN MEDICINA COMPLEMENTARE E ALTERNATIVA”

 

Docente: Umberto VILLANTI

Sabato 10 e domenica 11 novembre 2018

Fondazione ASPI – Sala corsi – Breganzona/Savosa www.aspi.ch

SVIZZERA

 

Iscrizione entro venerdì 2 novembre 2018

Con attestato di partecipazione

 

 

Presentazione del corso: I nutraceutici sono componenti nutrizionali utilizzati nella prevenzione delle malattie. Sono spesso chiamati Alimenti Funzionali, anche se questi ultimi si riferiscono all’intero cibo dalle proprietà salutistiche. Alcuni esempi di nutraceutici sono i probiotici, gli antiossidanti, gli acidi grassi polinsaturi (omega-3, omega-6), le vitamine, i complessi enzimatici, i polifenoli. Generalmente essi vengono utilizzati per prevenire le malattie croniche, migliorare lo stato di salute, ritardare il processo di invecchiamento e aumentare l’aspettativa di vita. Completeranno il corso di due giornate, la spiegazione e l’utilizzo di alcuninutrients quali vitamine e minerali, impiegati nel trattamento e nella gestione di alcune situazioni funzionali.

 

Finalità: Permettere ai partecipanti di conoscere le funzioni di: vitamine, minerali, nutritional supplements, e il loro utilizzo (modalità di assunzione, dosaggio, ecc.) finalizzato al trattamento, al mantenimento, all’ottimizzazione e al sostegno delle funzioni fisiologiche dell’organismo.

 

Docente:

Umberto VILLANTI è laureato in Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo, Optometrista diplomato all’IRSOO di Vinci, Terapista Complementare autorizzato dal DSS Ufficio Sanità di Bellinzona, Naturopata riconosciuto da NVS Associazione Svizzera Naturopati (Membro A), iscritto al Registro Operatori DBN Naturopati Regione Lombardia, iscritto al Registro della Regione Toscana assessorato alla sanità, diplomato in Cromopuntura presso l’Internationales Mandel Institut; ha svolto diversi corsi di perfezionamento in kinesiologia applicata, iridologia, medicina funzionale, medicina cellulare del dr. RATH, omotossicologia, suonopuntura con i diapason, morfopsicologia, macrobiotica, nutrizione ortomolecolare; è docente pressodiverse scuole di Naturopatia in Italia e Slovenia, pratica la professione a Lugano,  Chiasso e in Italia. www.umbertovillanti.it

 

Programma:

Origini ed elementi di storia della nutrizione ortomolecolare: concetto di ortomolecolare, triangolo della salute, precursori (Hoffer, Pauling, Stone, Williams).

 

Problematiche affrontate con la nutrizione ortomolecolare: le carenze nutrizionali, allergie alimentari, sovraccarichi e tossine, ipocloridria e ipercloridria, candidosi, disbiosi.

 

Nutriterapia: razionale, supplementazione e dosaggi dei principali minerali, vitamine e aminoacidi nelle problematiche metaboliche, ormonali, degenerative e neurodegenerative: Magnesio (chelati, aspartati, ionici, ecc.), calcio, zinco, selenio, cromo, rame, manganese, ferro, germanio, iodio, calcio, molibdeno, potassio, sodio; Vitamina A, Betacarotene, Vit D, D3, Vit E, K, K2, C, B1, B2, B3, B5, B6, B10, B12, Colina e Inositolo, Acido Folico; L-Arginina, L-Metionina, L-Taurina, L-Lisina, L-Fenilalanina, L-Glutammina, L-Tirosina, L-Istidina, L-Triptofano, 5HTP, GABA, L-Carnitina, Carnosina, Teanina; Omega 3 (acido alfa linoleico, linolenico, EPA, DHA), Resveratrolo, Sulforafano, Glutatione.

 

Sede del corso: Sala corsi di Fondazione ASPI (www.aspi.ch) a Breganzona/Savosa; facilmente raggiungibile con mezzi pubblici.

 

Orario:

sabato:  9.30 – 12.45

14.00 – 17.45

domenica: 9.30 – 12.45

14.00 – 17.00

in totale: 13 ore e 15 minuti di Nutraceutica e Nutrizione ortomolecolare.

 

Quota di partecipazione:  CHF 340.- (inclusi dispensa riassuntiva a cura del Docente, bevande e snacks per le due giornate).

A iscrizione pervenuta sarà chiesto un acconto di CHF 140.-.

 

Destinatari:

Professionisti e operatori della salute (naturopati, medici, terapisti complementari, farmacisti, ecc.) e tutti coloro che desiderano, per fini personali, approfondire la tematica.

 

Iscrizione:

Valida solo con il tagliando allegato inviato su richiesta scrivendo a  Tessa Testini mail – tessa.testini@sunrise.ch (disponibile anche nel formato WORD), entro il 2 novembre 2018.

 

Occorrente:

Materiale per appunti, eventualmente colori, 1 tazza da thè.

 

Letture:

  • Bettin: Manuale della nutrizione olistica;Tecniche Nuove;
  • Higdon: Vitamine e minerali;Tecniche Nuove;
  • Hoffer, M. Walker: Nutrizione ortomolecolare – Vitamine e minerali: elementi vitali per la nutrizione di ogni singola cellula del nostro organismo. Una guida all’alimentazione equilibrata; red edizioni;
  • Leuzzi, E. Bellocco, D. Barreca: Biochimica della nutrizione;Zanichelli;

 

Grazie alla collaborazione con FARMACIA VIGANELLO della Dott.ssa Cristina LEPORI-TREZZINI i partecipanti durante le 2 giornate potranno acquistare prodotti selezionati per l’occasione, con uno sconto del 20% .

 

Iscrizioni e Maggiori informazioni inviare una mail a: tessa.testini@sunrise.ch

 

 

 

 

TUNING FORKS THERAPY O SUONOPUNTURA VIBRAZIONALE CON I DIAPASON

TUNING FORKS THERAPY O SUONOPUNTURA VIBRAZIONALE CON I DIAPASON

La Suonopuntura Vibrazionale integra le conoscenze di antiche arti mediche e filosofiche, come la Medicina Tradizionale Cinese e Ayurvedica, con le scoperte della scienza moderna che avvalorano l’esistenza di un complesso sistema energetico dell’essere umano.

Secondo la Medicina Vibrazionale le cause primarie dei maggiori disturbi e patologie sono da attribuirsi ad uno squilibrio energetico dei diversi sistemi ed è proprio questo squilibrio all’ origine di squilibri organici e psicosomatici che possono, col tempo, peggiorare. Per ricondurre la persona ad uno stato di salute e ben-essere occorre riportare questi sistemi ad una condizione di equilibrio.

La Suonopuntura Vibrazionale, inducendo una profonda stimolazione di tipo vibrazionale sui biopunti, sulle zone dolenti e sui diversi sistemi energetici, favorisce la graduale e costante scomparsa delle somatizzazioni fisiche e delle cause primarie che hanno permesso l’instaurarsi del sintomo/segnale.

A COSA SERVE

La Suonopuntura Vibrazionale è una tecnica per stimolare le funzioni di autoguarigione e se applicata con regolarità è di grande aiuto nei disturbi più comuni quali ad esempio:

• Dolore e spasmi muscolari
• Mal di schiena
• Mal di testa e per ridurre la frequenza e l’intensità delle emicranie
• Cervicalgia
• Fibromialgia
• Problemi digestivi
• Sbalzi di umore o leggera depressione

 

IMPORTANTE

La suonopuntura non sostituisce la diagnosi e le cure mediche in corso, ma è da intendersi solo come un trattamento a sostegno sanitario.

VITAMINA D E IMMUNITA’

La vitamina D assunta a livello orale o stimolata dall’esposizione ai raggi UV, stimola la sintesi della proteina trasportatrice NG, la quale viene trasformata nella citochina CgMAF. Quest’ultima stimola i macrofagi e le cellule NK (natural Killer) a fronteggiare virus e cellule tumorali. I virus e le cellule tumorali in carenza di questa vitamina importante riescono a disattivare, attraverso la Nagalasi, la proteina CgMAF inibendo il sistema immunitario. Quindi, aumentiamo sempre i livelli di vitamina D, tenendo presente che agisce meglio se contemporaneamente aumentano i livelli di vitamina A, in quanto insieme (A+D) formano un dimero che stimola i recettori nucleari (RXR/VDR) di tutte le cellule, regolando e stimolando il PPAR-delta e PPAR-alfa (importanti per la salute), riducendo il PPAR-gamma (deleterio). La vitamina D andrebbe assunta sempre in combinazione con la vitamina K2, Magnesio, Vitamina C (viene implementata la sua azione) e soprattutto Boro.

LA MELATONINA E I SUOI POSSIBILI IMPIEGHI PER LA SALUTE

 

MELATONINA  E TIROIDE

 

Il Principale regolatore della sintesi di melatonina è il ciclo luce-buio dell’ambiente circostante. Il buio, la luce blu soffusa, il triptofano precursore della serotonina sono i suoi promotori. Viene prodotta dalla ghiandola pineale, insieme ad altri ormoni e al DMT o dimetiltriptammina, la molecola dello spirito. L’epifisi è come un organo del sistema visivo, non dissimile dalla corteccia visiva. La Melatonina è antagonista dell’MSH (nei rettili provoca infatti depigmentazione della cute).  La sua azione è di ridurre la secrezione di LH-RH – antagonista di gonadotropina, quindi la sua integrazione a lungo termine potrebbe determinare cambiamenti ormonali. Al momento esistono pareri contrastanti, quindi in fase di studio. L’epifisi secerne inoltre anche epitalamina, una sostanza ad azione melatoninosimile e TRH. La secrezione di TRH aumenta durante il giorno per diminuire la notte, ha un ruolo inversamente proporzionale alla melatonina (il TRH stimola la produzione di TSH, e la melatonina è inversamente proporzionale).

 

TESI A FAVORE DEL SUO UTILIZZO A LIVELLO TIROIDEO

 

L’ormone TRH precursore del TSH regola la produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide in maniera inversamente proporzionale alla melatonina. Aumenta di giorno provocando un’innalzamento del metabolismo basale, e viceversa di notte. La melatonina sembrerebbe funzionare come regolatore del metabolismo basale notturno completando il lavoro diurno della TRH (la MLT catalizza T4 in T3). Agirebbe quindi con un meccanismo di retroazione. Questo si traduce in una maggiore energia disponibile per la catena respiratoria operante nei mitocondri ( O2 disponibile con formazione di ATP), con conseguenze positive per il metabolismo basale degli ipotiroidei. Uno squilibrio tra T4 e T3 infatti non fornisce più un’adeguata energia alla catena respiratoria, che inizia così a produrre notevoli quantità di pirofosfato il quale, legandosi facilmente agli ioni Ca++ presenti, forma sali di Ca insolubili che precipitano formando depositi di calcio. Un aumento di Ca determina maggiore calcificazione della pineale e aumento della differenziazione cellulare, in quanto la melatonina gioca un ruolo importante anche nella prevenzione delle neoplasie. Anche il fluoro sembra giocare un ruolo poco favorevole alla produzione di melatonina, causando calcifilassi nella pineale.

 

MELATONINA E TUMORI

 

La Melatonina ricordiamo è un regolatore del nostro sistema immunitario ed è stata impiegata anche in campo tumorale (vedi Di Bella e studi su Pubmed). La melatonina, esercita effetti antitumorali pleiotropici contro una varietà di tipi di cancro. In particolare, la melatonina può essere un importante farmaco antitumorale nel trattamento del NSCLC (carcinoma polmonare non a piccole cellule). Particolare attenzione viene posta sugli effetti oncostatici della melatonina, tra cui l’anti-proliferazione, l’induzione dell’apoptosi, l’inibizione dell’invasione e delle metastasi e il potenziamento dell’immunomodulazione.

 

ALCUNE CURIOSITA’

La melatonina in passato si estraeva dall’epifisi bovina. Quale possibile connessione con malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) negli esseri umani o morbo della mucca pazza?

 

COME VIENE PRODOTTA

Oggi viene prodotta con DNA ricombinante OGM . La dose necessaria per dormire è 0,3 mg, anche se viene suggerito un quantitativo di 3 mg. Non sembra ci sia alcuna differenza. Alcuni ricercatori del Massachuttes Institute of Technology hanno confermato che la melatonina è un ottimo rimedio per combattere l’insonnia (a dosi almeno 10 volte inferiori a quelle presenti nelle confezioni oggi in commercio – 0,3 mg per assunzione). A dosaggi maggiori, secondo questi ricercatori,  si rischia un’overdose ormonale e resistenza ormonale cerebrale, anche se in campo oncologico spesso vengono usati addirittura 20 mg insieme ad adenosina o 5/10 mg nel trattamento della menopausa.  Per il Jet-lag occorrono almeno 5mg/die x 1 sett iniziando 3 gg prima del volo (utile negli anziani, che per l’effetto del jet-lag rischiano trombosi o ictus dovuti alla disritmia circadiana).

 

COME ASSUMERLA

 

La melatonina agisce sul metabolismo basale (epifisi regola la produzione di T3 e T4 da parte della tiroide), catalizzando la trasformazione di T4 in T3 normalizzando il metabolismo ( accelera la lipolisi), quindi agisce sulla “dissoluzione” del grasso viscerale. La MLT stimola inoltre la sintesi del GABA, della serotonina, della dopamina, aumentandone la concentrazione nel mesencefalo e nell’ipotalamo. Alcune modalità possono essere quella di utilizzarla a livello omeopatico, oppure attraverso l’assunzione di L-Triptofano, o attraverso l’irradiazione del punto Yin-Trang con luce viola.  La melatonina agisce inibendo la produzione eccessiva di cortisolo, quindi utile nello stress protratto; non va bene invece per chi è in fase di “esaurimento” nella General Adaptation Syndrome o G.A.S. Questa è la fase conclusiva dello stress che assicura al corpo il riposo necessario per rimettersi completamente; in genere comincia quando l’organismo percepisce il pericolo come finito o quando le energie cominciano a venir meno. Quando la fase di resistenza è durata troppo e l’esaurimento è dovuto alla completa mancanza di energie, il soggetto avvertirà la necessità di periodi di recupero lunghi e/o debilitanti (anche depressivi). Biochimicamente parlando abbiamo un calo repentino degli ormoni surrenalici (adrenalina, noradrenalina e cortisolo) e la rapida diminuzione delle riserve energetiche. In sostanza ci troviamo davanti a un’azione depressiva contraria a quella da resistenza che tenderà a riportare il corpo nella condizione precedente allo stress e quindi in equilibrio (il sistema parasimpatico calmante prende il posto di quello simpatico). Importante ricordare che molte volte quando il soggetto diventa stress-dipendente, arrivando a vivere fasi di resistenza prolungatissime, può sentire la necessità impellente di utilizzare sedativi, alcool, fumo e altri mezzi per passare artificialmente alla fase di esaurimento e permettere al proprio corpo di riposarsi. In questa fase quindi l’utilizzo di MLT o melatonina non sortirà un effetto benefico ma maggiore stanchezza. Utili per la carenza di cortisolo invece la Rhodiola, L-Triptofano, DL Fenilalanina, L-Tirosina, Cordyceps, Rame-Oro-Argento, o altro ancora in base alla situazione.

 

ALCUNI EFFETTI COLLATERALI

 

Se state assumendo MLT avrete inevitabilmente dei cambiamenti ormonali. In certi casi potrebbe essere molto più grave di quanto si pensi. Ad esempio, nelle donne che si sottopongono a una gravidanza non è consigliato assumere la melatonina perché potrebbe avere un impatto negativo sulla crescita del loro feto. Inoltre potrebbe potenzialmente ridurre la libido di entrambi i sessi. È anche in grado di interferire con il numero di spermatozoi degli uomini e i cicli di ovulazione delle donne. Detto questo, se state cercando di avere un bambino, probabilmente dovreste stare lontani da questo integratore. Le vertigini potrebbero facilmente derivare da un significativo effetto collaterale del dosaggio della melatonina. Potrebbero anche verificarsi reazioni allergiche al supplemento che promuove la produzione di questo ormone. Dosaggi consistenti potrebbero innescare delusioni, paranoia, confusione, allucinazioni. Inoltre, la sensazione è alimentata dal disorientamento che si ottiene a certi dosaggi. Anche l’ansia e la depressione possono essere indotte dall’ormone. Questi disturbi sono associati a gravi squilibri ormonali e cambiamenti improvvisi che potrebbero avvenire nel primo periodo di assunzione.

 

DOSAGGI

 

  • 0,3 mg per dormire. In genere tollerati;
  • 3mg/10 mg – questo è un dosaggio abbastanza comune e dovrebbe essere più attenzionato. La dose di 3mg/10 mg viene assunta prima di andare a dormire e l’intero trattamento di solito dura circa nove settimane;
  • 20 mg – questa è una quantità alta di melatonina, e dovrebbe essere usata per scopi specifici, quali ad esempio quella di combinare la terapia convenzionale per tumori solidi con la melatonina. Ovviamente, è necessaria la supervisione medica;
  • 30 mg – viene solitamente usato per prevenire la carenza di coagulazione e quindi aumentarla, quale possibile conseguenza della chemioterapia.  Attenzione quindi ai soggetti che assumono anticoagulanti, in quanto la melatonina è antagonista.

 

 

COME POSSIAMO RIDURRE I NOSTRI LIVELLI DI MELATONINA: FARMACI E ELF (CAMPI ELETTROMAGNETICI)

 

I campi elettromagnetici superiori a 2 milligans inibiscono la secrezione di melatonina. Alcuni apparecchi elettrici sono:

  • Rasoio elettrico a 10 cm sviluppa 14-2600 Mgs;
  • Aspirapolvere – sviluppa da 23 a 1300 Mgs;
  • Fon da 13 a 300 Mgs
  • Vibromassaggiatore da 150 a 420 Mgs.

Farmaci:

  • I farmaci che riducono il livello di melatonina sono: ASA, ibuprofene, beta-bloccanti, Ca-antagonisti, sonniferi, tranquillanti, vit B12, caffeina, tabacco, alcool.
  • Luce artificiale: impedisce al Sistema Nervoso di attivare i meccanismi di segnale per la produzione di melatonina (CELLULARI, LED, ECC.);
  • Una luce fioca viola stimola la MLT.

 

 

RIFERIMENTI

  1. Ebtesam M Al-Olayan, Manal F El-Khadragy, and Ahmed E Abdel Moneim – “The protective properties of melatonin against aluminium-induced neuronal injury” – Int J Exp Pathol. 2015 Jun
  2. Ma Z, Yang Y,Fan C, Han J, Wang D, Di S, Hu W, Liu D, Li X, Reiter RJ, Yan X. – “Melatonin as a potential anticarcinogen for non-small-cell lung cancer” – Oncotarget. 2016 Jul
  3. Lissoni P, Chilelli M, Villa S, Cerizza L, Tancini G. – “Five years survival in metastatic non-small cell lung cancer patients treated with chemotherapy alone or chemotherapy and melatonin: a randomized trial” – J Pineal Res. 2003 Aug
  4. Bellipanni G, Bianchi P, Pierpaoli W, Bulian D, Ilyia E. – “Effects of melatonin in perimenopausal and menopausal women: a randomized and placebo controlled study” – Exp Gerontol. 2001 Feb
  5. Al-Olayan EM, El-Khadragy MF, Abdel Moneim AE. – “The protective properties of melatonin against aluminium-induced neuronal injury.”- Int J Exp Pathol. 2015 Jun
  6. Reiter RJ – “Electromagnetic fields and melatonin production” – Biomed Pharmacother 1993

 

 

 

 

INTESTINO E REGOLAZIONE GLICEMICA: STRATEGIE NATURALI A SUPPORTO

INTESTINO E REGOLAZIONE GLICEMICA: STRATEGIE NATURALI A SUPPORTO

Umberto Villanti

 

Nell’ambito dell’omeostasi del glucosio, non possiamo non parlare dell’importanza dell’apparato intestinale e del suo sistema incretinico, quale regolatore  nel metabolismo degli zuccheri. L’omeostasi glicemica viene svolta in questo caso dal Glucagon-Like peptide One (GLP-1), potente ormone peptidico esistente in due forme molecolari equipotenti che circolano nel sangue:

  • il GLP-1 737 amide
  • il GLP-1 736 amide

È prodotto e viene scisso dal proglucagone nelle cellule L dell’intestino tenue (e in parte anche nei neuroni dell’ipotalamo). Viene secreto in risposta all’ingestione di cibo (stimolazione diretta luminale e indiretta neuronale), quindi il cibo una volta che arriva nel tubo digerente stimola direttamente la produzione di GLP-1 e inoltre c’è una stimolazione in diretta mediata dai neuroni. Dunque, il GLP-1 è un membro della famiglia delle incretine.

COSA SONO LE INCRETINE

Le incretine sono peptidi naturali glucoregolatori, regolano l’omeostasi del glucosio. Anche il GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide) è un’altra incretina. Quindi la incretine più importanti sono GLP-1 e GIP.

 

EFFETTO INCRETINICO

Un’osservazione sperimentale relativamente datata ha dimostrato, che in un soggetto normale la risposta insulinica è maggiore dopo un carico orale di glucosio rispetto alla somministrazione endovenosa di glucosio, nonostante vengano raggiunte concentrazioni plasmatiche di glucosio simili. Ovvero se lo zucchero arriva attraverso l’intestino la risposta della b-cellula in termini di produzione insulinica è molto maggiore.

Il GLP-1 ha effetti molto importanti a livello di più organi e apparati:

  • Principalmente ha effetti pancreatici funzionali molto importanti, è il responsabile della produzione pancreatica di insulina. Tant’è vero, che se noi assumiamo lo zucchero per via orale stimoliamo direttamente le cellule L dell’intestino produrre GLP-1 e la risposta insulinica è quindi molto più potente;
  • Determina un aumento della secrezione di insulina;
  • Aumenta anche la secrezione di somatostatina, il prodotto ormonale delle cellule d, la somatostatina peraltro va a inibire la produzione di insulina;

Quindi il GLP-1 anche l’azione non solo di stimolare la produzione di insulina glucosio dipendente ma anche quella di sopprimere la secrezione di glucosio e quindi globalmente va a sopprimere la liberazione di glucosio dal fegato.

Il GLP-1 peraltro trova motivo nell’ applicazione farmacologica, considerate che tutti i nuovi farmaci del diabete di recente derivazione vanno ad agire e si basano sul sistema delle incretine, quindi per questo motivo l’effetto insulinotropico è dipendente dalla glicemia.

RIASSUMENDO:

Hanno la funzione di controllare la glicemia in vari modi:

  • Aumentando la secrezione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas;
  • Rallentando la motilità e dunque lo svuotamento gastrico (rendendo più “soft” la curva glicemica postprandiale) e diminuendo l’appetito
  • Regola il glucosio e l’insulina evitando IPOGLICEMIA REATTIVA

La metformina agisce in parte sul GLP-1

 

ALTRI EFFETTI IMPORTANTI DEL GLP-1

Il GLP-1 non solo ha un importante ruolo a livello gastrointestinale e pancreatico, ma anche a livello cardiaco e a livello del sistema nervoso centrale:

  • È noto infatti che il GLP-1 è prodotto anche a livello dei neuroni e ha un’azione positiva che favorisce l’apprendimento e la memoria;
  • Ha un’azione neuroprotettiva;
  • Aumenta il senso di sazietà, infatti queste nuove terapie che si basano sugli analoghi di sintesi del GLP-1 vengono oggi usati addirittura come terapia per l’obesità;
  • Riduce lo svuotamento gastrico e la secrezione acida, quindi rallentano il transito intestinale e fanno sì che il paziente assorba meno;
  • Ha una serie di azioni benefiche molto importanti a livello del sistema cardiovascolare.

 

EFFETTI DEL GLP-1 SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE 

 

  • A livello renale il GLP-1 migliora la diuresi e l’escrezione di sodio in risposta al sovraccarico di sodio all’espansione di volume;
  • A livello dei vasi determina vasodilatazione ossido nitrico dipendente e riduce la secrezione di PAI- 1 E TNF-alpha mediata dalle cellule endoteliali in coltura, quindi va fondamentalmente a migliorare la funzione endoteliale dei vasi e a ridurre la pressione arteriosa;
  • A livello cardiaco aumenta l’uptake di glucosio, quindi migliora il trasporto del glucosio dal sangue alla cellula muscolare cardiaca (ed è un meccanismo non insulinico), promuove la sintesi di ossido nitrico che è un importante vasodilatatore e la traslocazione del GLUT1 e quindi attiva le chinasi anti-apoptotiche.
  • Quindi in definitiva ha un’azione cardioprotettiva.

 

TERAPIE FARMACOLOGICHE IPOGLICEMIZZANTI: ANALOGHI DEL GLP-1

 

Sappiamo che il GLP-1 nativo umano ha una emivita brevissima un minuto e mezzo due minuti perché viene rapidamente degradato enzimaticamente dal DPP-4. La liraglutide ha una struttura modificata a cui viene aggiunta una molecola di acido palmitico, inoltre c’è una sostituzione aminoacidica della catena della della liraglutide rispetto al GLP-1 nativo umano che ne porta l’emivita a 13 ore (quindi da qualche minuto a 13 ore). Quindi questa questa sostanza può essere somministrata al paziente una volta al giorno e garantisce una persistenza in circolo abbastanza elevata tale da avere un effetto farmacologico importante nella terapia del diabete.

 

STRATEGIE NATURALI PER GLP-1: LA NUTRIGENETICA INFLUENZA I NEUROPEPTIDI

 

NOPE –  N-Oleil-Fosfatidil-Etanolamina

E’ un fosfolipide presente nelle membrane cellulari, ha origine sia endogena che esogena, è presente in diversi alimenti. La NOPE viene sintetizzata, sotto precisi stimoli, dalle cellule epiteliali dell’intestino. La NOPE è in grado di contrastare l’effetto dell’anandamide (agonista dei recettori cannabinoidi), con il risultato di ottenere meno fame e desiderio di cibo (calo ponderale). In seguito alla produzione locale di NOPE, o alla sua somministrazione esogena, vengono attivati i recettori nucleari PPAR-α , che veicolano il segnale di sazietà dalla periferia al SNC attraverso il nervo vago. Fonti di NOPE sono la soia no OGM (per chi può permettersi di assumerla e per chi non soffre di ipotiroidismo), la cioccolata fondente.

Altri effetti del NOPE:

  • Aumento del senso di sazietà – attivando i recettori PPAR-a intestinali;
  • Aumento del catabolismo lipidico – attivando i recettori PPAR-a adiposi e attivazione della FAT/CD36 intestinale e adiposa;
  • Aumento del controllo glicemico – attivando i recettori GPR119.

 

EPIGALLOCATECHINGALLATO (EGCG )

È una catechina del tè, particolarmente abbondante nel tè verde, ha le seguenti proprietà:

  • Azione ipolipemizzante;
  • Azione sul dispendio energetico;
  • Azione antiossidante.

Si è potuto constatare che la EGCG inibisce l’azione della fosfolipasi A2 pancreatica, determinando la riduzione delle infiammazioni ad opera dell’acido arachidonico (AA). La produzione di AA determina nel tempo una maggiore resistenza insulinica, contribuendo a peggiorare la situazione. La EGCG interviene nella regolazione della GLP-1, inoltre aumenta la termogenesi, attiva le UCP2 e UCP3 epatiche, aumenta notevolmente la sensibilità all’insulina, aumenta la liberazione di NO ossido nitrico migliorando l’endotelio dei vasi, riduce l’ossidazione dei grassi riducendo la lipoperossidazione (previene le placche ateromasiche). Una tazza di tè verde ai pasti risulta quindi di notevole importanza per l’omeostasi glicemica.

 

Ricordiamo, che una disregolazione degli zuccheri comporta una leptino resistenza (più adipe, più fame, problemi gonadici e ormonali della sfera genitale ed effetto negativo sulle gonadotropine), carenza di testosterone, infiammazione silente, rischio di sindrome metabolica, aumento dei casi di PCOS o ovaio policistico, possibile diabete 3 o demenza, disfunzione beta cellulare, ipercortisolemia quale compensazione della carente regolazione glicemica con effetti neuropsichici quali depressione, stress, ecc.

 

 

 

LA TAURINA FAVORISCE LA RIMIELINIZZAZIONE NELLA SCLEROSI MULTIPLA

Una nuova ricerca suggerisce che la somministrazione di taurina, una molecola prodotta naturalmente dalle cellule umane, potrebbe aumentare l’efficacia delle attuali terapie per la sclerosi multipla (SM). Gli scienziati dello Scripps Research Institute (TSRI) hanno scoperto che la taurina aiuta a stimolare un processo chiamato rimielinizzazione, che è cruciale per riparare le cellule nervose danneggiate nella sclerosi multipla.

“La remissione dei sintomi della sclerosi multipla dipende dal processo di rimielinizzazione, quindi l’uso della taurina in combinazione con un farmaco esistente, può contribuire a migliorare l’efficacia complessiva del trattamento”, afferma Luke Lairson, Assistente Professore di chimica presso TSRI e co-autore senior dello studio.

LA TAURINA POTREBBE ESSERE AGGIUNTA AL REGIME TERAPEUTICO PER LA SM

La scoperta evidenzia anche il potenziale di una tecnica chiamata “profilatura metabolomica”, che può identificare utili metaboliti endogeni che l’organismo produce già in piccole quantità, come la taurina, per nuove applicazioni nelle terapie farmacologiche.

“La profilazione metabolometrica può offrire una visione unica di molte diverse patologie, sia dal punto di vista meccanico che terapeutico”, afferma il co-autore senior dello studio Gary Siuzdak, Direttore del Centro Scripps per la Metabolomica del TSRI e Professore di chimica, biologia molecolare e computazionale. La ricerca è stata pubblicata di recente, dalla rivista Nature Chemical Biology.

 

LA TAURINA GUIDA LA MATURAZIONE CELLULARE

 

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che si sviluppa quando il corpo inizia ad attaccare le guaine mieliniche protettive sulle cellule nervose. Senza guaine mieliniche sane, le cellule nervose non possono comunicare correttamente e i pazienti presentano sintomi quali intorpidimento, difficoltà a camminare, disturbi della parola e perdita della vista.

Sebbene non esista una cura per la SM, alcune attuali terapie farmacologiche possono ridurre le ricadute della SM incoraggiando la mielinizzazione. In uno studio pubblicato sulla rivista Nature del 2013, Lairson e colleghi hanno dimostrato che il farmaco Benztropina, approvato per il morbo di Parkinson, può anche aiutare i pazienti affetti da SM inducendo cellule chiamate cellule precursori degli oligodendrociti a maturare in oligodendrociti produttori di mielina e riparare i nervi danneggiati.

Il passo successivo di Lairson è stato quello di trovare molecole che potessero rendere i farmaci che inducono la rimielinizzazione ancora più efficaci. Così il ricercatore ha collaborato con Siuzdak per testare il potenziale delle molecole chiamate metaboliti endogeni di influenzare le cellule precursori degli oligodendrociti. I metaboliti endogeni (cioè “originati dall’interno”) sono molecole naturalmente prodotte dalle cellule e comprendono zuccheri, acidi grassi e amminoacidi.

I nuovi test di analisi e di follow-up sulle cellule hanno dimostrato che il metabolita endogeno taurina non può indurre da solo la maturazione delle cellule precursori degli oligodendrociti, ma può favorire il processo di rimielinizzazione quando combinato con i farmaci benztropina o miconazolo. I ricercatori hanno descritto la taurina come una “materia prima”. “Combinare la taurina con farmaci che inducono differenziazione migliora significativamente il processo e si ottiene più mielina”, afferma Lairson.

Questa scoperta è molto eccitante perché la taurina ha già dimostrato di essere sicura a determinate dosi ed è prontamente usata dal cervello. “Abbiamo ancora bisogno di fare test nei modelli di roditori, ma questo è un buon punto di partenza”, ha aggiunto il ricercatore. Questi progressi del TSRI hanno grandi implicazioni per la medicina.

Lo studio ha scoperto che la somministrazione di un particolare metabolita endogeno può influenzare il destino e la funzione di una cellula, offrendo ai ricercatori un nuovo percorso per lo sviluppo di nuove terapie per molte malattie.

La profilazione metabolometrica sfrutta gli sviluppi tecnici, guidati da Siuzdak presso il TSRI, che gli scienziati possono utilizzare per analizzare le perturbazioni metaboliche nella malattia e quindi utilizzare tali informazioni per decifrare i dettagli meccanici. In definitiva, i ricercatori sperano di identificare i metaboliti endogeni attivi con il potenziale di invertire i fenotipi correlati alla patologia.

Siuzdak è incoraggiato dai quasi 21.000 scienziati che attualmente utilizzano la piattaforma di profilassi metabolomica basata su cloud XCMS / METLIN del suo laboratorio per questi tipi di studi .

“A differenza di altre tecnologie omiche, la bellezza della metabolomica e del test di attività è che i metaboliti sono facilmente accessibili dal punto di vista commerciale, generalmente poco costosi e possono avere un impatto diretto sul fenotipo, rapidamente”, afferma Siuzdak. “Non siamo più osservatori passivi, ma partecipanti attivi”.

 

Fonte: Nature 9 dicembre 2017

 

 

 

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