FUNGHI MEDICINALI E CELIACHIA: I BETA GLUCANI DIMINUIREBBERO L’INFIAMMAZIONE INTESTINALE PRODOTTA DALLA GLIADINA

 

Umberto Villanti

Gli studi più recenti sull’eziologia della celiachia (CD) forniscono nuove opportunità per analizzare il ruolo della nutrizione con i funghi nella protezione dell’intestino dagli stimoli pro-infiammatori. La logica che sottintende tale affermazione è duplice:

  1. Il recettore dectina-1 contribuisce, insieme ai cambiamenti nella funzione barriera dell’intestino e nel recettore della transferrina (TFR), all’assorbimento del peptide della gliadina da parte della lamina propria;
  2. I β-glucani derivati dai funghi potrebbero modulare direttamente l’attività macrofagica (fenotipo) up-regolando l’autofagia.

Asserire che i polisaccaridi dei funghi contribuiscano a ridurre gli esiti (ma in verità anche i rischi) delle infiammazioni da stress potrebbe essere considerato contro-intuitivo, dato che la maggior parte degli studi si concentrano sul ruolo infiammatorio dei β-glucani derivati dai funghi.

Tuttavia, il suggerimento è che la nutrizione con i funghi bersagli i recettori dectina-1 degli enterociti, diminuendo l’assorbimento degli antigeni. In altre parole i β-glucani derivanti dai funghi competeranno per legarsi alla forma 33-mer del peptide gliadina al recettore dectina-1. Inoltre, studi recenti hanno dimostrato che i β-glucani, agendo tramite il recettore dectina-1, up-regolano l’autofagia (Ohman et al., 2014), processo fondamentale per l’omeostasi cellulare e, in particolare, per mantenere il sistema immunitario in uno stato di tolleranza. Così non solo l’attività del percorso autofagosomale-lisosomiale è essenziale per mantenere il fenotipo regolatore dei linfociti T (Treg cells) (Wei et al., 2016) ma è anche importante per mantenere i macrofagi in quella che è definita una forma attivata alternativamente o M2 (opposta alla forma M1 che favorisce l’infiammazione).

 

 

Fonte – Rivista di micologia clinica

 

Riferimenti

  1. Abderrazak A, Couchie D, Mahmood DFD, Elhage R, Vindis C, Laffargue M, Mateo V, Buchele B, ayala MR, Gaafary ME, Syrovets T, Slimane M-N, Friguet B, Fulop T, Simmet T, El Hadri K, Rouis M. (2015) Anti-inflammatory and antiatherogenic effects of the NLRP3 inflammasome inhibitor arglabin in ApoE2.Ki mice fed a high-fat diet. Circulation 131: 1061-1070
  2. Liu K, Zhao E, Ilyas G, Lalazar G, Lin Y, Haseeb M, tanaka KE, Czaja MJ. (2015) Impared macrophage autophagy increases the immune response in obese mice by promoting proinflammatory macrophage polarization. Autophagy11|(2): 271-284
  3. Ohman T, Teirila L, Lahesmaa-Korpinen A-M, Cypryk W, Veckman V, Saijo S, Wolff H, Hautaniemi S, Nyman TA, Matikainen S. (2014) Dectin-1 pathway activates robust autophagy-dependent unconventional protein secretion in human macrophages. J. Immunol. 192: 5952-5962
  4. Wei JW, Long L, Yang K, Guy C, Shrestha S, Chen Z, Wu C, Vogel P, Neale G, Green DR, Chi H. (2016) Autophagy enforces functional integrity of regulatory T cells by coupling environmental cues and metabolic homeostasis. Nature Immunology 17: 277-285
  5. Wlodarska M, Thaiss CA, Nowarski R, Henao-Mejia J, Zhang J-P, Brown EM, Frankel G, Levy M, Katz MN, Philbrick WM, Elinav E, Finlay BB, Flavell RA. (2014) NLRP6 inflammasome orchestrates the colonic host-microbial interface by regulating goblet cell mucus secretion. Cell 156(5): 1045-1059

 

 

 

 

 

SUONO E FIBROMIALGIA: UNO STUDIO SCIENTIFICO DIMOSTRA L’UTILITA’ DELLE FREQUENZE SONORE PER IL TRATTAMENTO DELLA PROBLEMATICA

 

La medicina naturale è un insieme di saperi dati dalla saggezza millenaria di vari popoli (medicina tradizionale cinese, ayurveda, egizia, ippocratica, ecc.), avallata e corroborata dalle ricerche scientifiche moderne.

Presento quindi un articolo interessante riguardo l’influenza dei suoni sulla nostra salute, in questo caso sulla fibromialgia. Ma perchè il suono?

Il suono è vibrazione e frequenza, come la luce, e ancora di più i pensieri, le emozioni. Il timbro della nostra voce può “accordarsi” ed essere in sintonia con l’altro o meno, come anche le parole dette o non dette, che avranno oviamente la loro influenza. Il suono è vita, la Bibbia ad esempio in un suo passo descrive egregiamente il significato di verbo o Lògos:

“In principio era il Verbo (Lόgos), il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”.

Anche nello sciamanesimo orientale o presso i curandero dell’america latina, il suono viene considerato un mezzo potente di guarigione. Il tamburo e la sua percussione ritmica scandisce il battito della vita, determinando la trance (Mircea Eliade).

Alcuni studi hanno confermato che il suono dei tamburi sciamanici determina un distacco dall’ambiente esterno e dai suoi stimoli mentre, contemporaneamente, è utile per espandere la direzione interiore e facilitare la visione, la conoscenza, la veggenza che gli sono d’aiuto nelle diverse tecniche di guarigione (The Athinoula A. Martinos Center for Biomedical Imaging at Massachusetts General Hospital – Cerebral Cortex Journal).

Il suono del tamburo è meditazione pura, come peraltro avviene in molte pratiche psicofisiche che prevedono ad esempio la recitazione di mantra o il lavoro su certe frequenze che riarmonizzano il sistema nervoso. La forma del tamburo rappresenta l’universo.

Un canto Cherokee è dedicato proprio al tamburo, con queste parole:

Il mio tamburo ha molte voci
Il mio tamburo racconta molte storie
Questo tamburo è pieno di mistero
Questo tamburo è pieno di sogni
Ascolta il suo battito
Ascolta il suo battito
Ora tu senti il battito degli zoccoli
Ora tu senti il battito delle ali Tutto è Uno.

Infine non possiamo dimenticare la Kabbala. La musica per la Kabbala è un’emozione catturata nel suo sviluppo. Solamente la musica può liberare il processo di trasformare i sentimenti attraverso il tempo. È per questo che, per quelli che ancora non hanno percepito il Mondo Spirituale, la musica Kabbalistica proporziona una certa analogia all’idea di spiritualità che viene sentita da un Kabbalista. I grandi Kabbalisti che hanno scritto i libri sacri descrivono i segreti dell’universo, e abbiamo anche il privilegio delle melodie create dai grandi Kabbalisti Yehuda Ashalag e di suo figlio Baruch Ashlag. Attraverso il linguaggio dei sentimenti, le loro melodie trasmettono sensazioni spirituali ed informazioni. Rav Yehuda Ashlag raggiunse tutti i segreti dell’universo e li descrisse nelle sue composizioni, il Sulam (Scala) Commentario dello Zohar, Talmud Eser Sefirot (Lo studio delle dieci Sefirot) e li accompagnò con le sue melodie.

Secondo un nostro grande scienziato, Marco Todeschini, autore della Teoria delle Apparenze, lo spazio e l’universo non sono vuoti, a differenza della fisica moderna lo spazio sarebbe pieno, e tutta la materia, dagli atomi alle galassie, ha origine dal movimento dei vortici sferici di un’etere fluido, che equivale allo spazio stesso nel quale l’Universo esiste. Questi vortici roteando generano attrito, che a sua volta pone in rotazione altri strati di etere fluido, ecc. Tutte le nostre sensazioni (odori, gusto, colori, ecc.) originano dalla vibrazione di questo etere ponderale che si infrange dei nostri sensi. Le sensazioni invece non esisterebbero come realtà fisiche assolute, ma bensì come entità psichiche, e queste avrebbero origine dai segnali elettrici causati dall’interazione della materia con lo spazio fluido (etere) e i nervi collegati al nostro sistema nervoso e al nostro cervello o psiche.

Per Marco Todeschini la psiche coincide con l’anima, ed è questa che ci consente di percepire tutti i meccanismi della vita in tutte le sue manifestazioni sensoriali. L’anima ha sede nella psiche, il cervello è una raffinata centrale elettronica che decodifica le informazioni provenienti dai cinque sensi (vibrazioni e movimenti dell’etere).

Sarebbe interessante approfondire e utilizzare insieme alle altre discipline naturali una medicina che faccia uso delle onde sonore (onde bionaurali, musicoterapia), delle onde elettromagnetiche, di frequenza, lunghezza d’onda e ampiezza variabili, a seconda dei casi e delle necessità terapeutiche (per esempio onde Delta, Theta, Alfa, Beta).

Una Medicina basata sulla conoscenza dei centri energetici: i Chakra (oscillatori elettronici dell’organismo). Una Medicina basata sulla recitazione di una preghiera o di un mantra (vibrazioni). Una Medicina d’amore (Mente-Psiche-Anima), atta a sollecitare e rivitalizzare i tessuti, gli organi e i sistemi fisiologici, neurologici e mentali delle persone malate o semplicemente in disequilibrio, per ristabilirne quindi l’equilibrio perduto, la vitalità e la salute in maniera dolce.

Essendo noi vibrazione materializzata, il ritmo ci cura, ci modula l’energia, l’umore. Il ritmo è di fatto quel che scandisce anche le nostre azioni e i movimenti degli organi interni. Il ritmo è nel respiro e nel passo. La vita, nelle sue manifestazioni è ritmo, il canto lo è. Medicina non è tentativo di riportare al ritmo precedente ma di modulare quello attuale e portarlo su una via armonica spontanea, quella che è richiesta in quel dato momento, a seconda del vissuto dell’individuo.

Diverse terapie si basano su un contributo medicamentoso molto modesto e basano sulla vibrazione dell’acqua (si pensi all’omeopatia). Essendo noi acqua, si comprende quanto importante sia lavorare sul sottile, sul radicale, sull’armonia interiore, sull’interpretazione dei segni.

 

 

“Tutto l’universo e un insieme di risonanze armoniche derivanti da un unico suono, un vero e proprio  ologramma che si conforma secondo i rapporti delle sue sovrarmoniche o sottoarmoniche, ovvero il rapporto tra le energie sottili e le vibrazioni lente”. (SANGLODEA, 2006).

“La musica  è un sistema organizzato di vibrazioni. Il suono è  una vibrazione e quando si comprendono i principi del suono, possiamo fare molto a livello scientifico”. (Dale Pond, Swiss Association of Free Energy, 1989).

 

DALLA CIMATICA ALLA SUONOPUNTURA CON I DIAPASON

Il termine Cimatica deriva dal greco “Kyma”, cioè grande onda. “In principio era il Verbo” e in sanscrito “Nada Brahma”. “Il mondo è suono”. La Cimatica è una scienza antica come il mondo, se ne parla già nelle scritture vediche. Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili. La Cimatica è una scienza che studia le forme prodotte dalle onde ossia dalle frequenze che possono essere sonore, elettromagnetiche ecc. Nel XVII secolo il fisico e musicista tedesco Ernst Florenz Friedrich Chaldni pubblicò “Entdeckungen ùber die Theorie des Klanges” (Scoperte sulla teoria dei suoni). In questa ed altre opere all’avanguardia Chladni, nato nel 1756 (lo stesso anno di Mozart) e morto nel 1829, pose le fondamenta di quella disciplina della fisica che avrebbe poi assunto la denominazione di acustica, la scienza del suono. Uno dei successi di Chladni fu quello di escogitare un metodo per rendere visibile quello che le onde sonore generano. Egli provò a far vibrare un arco da violino su una sottile lamina di metallo su cui distribuì una piccola quantità di sabbia: facendo scorrere l’archetto scoprì che la sabbia si separava andando a formare meravigliose forme simmetriche. Con questo esperimento dimostrò che il suono influisce davvero sulla materia fisica e diede inizio a una nuova scienza, la cimatica, cioè lo studio degli effetti delle onde sonore sulla materia fisica. Due secoli dopo un altro scienziato e fisico svizzero, il dr. Hans Jenny, morto nel 1972 e pressoché sconosciuto nelle nostre università, trascorse tutta la vita a sperimentare la capacità del suono di creare forme, scattando numerose fotografie. Per condurre questi esperimenti si avvalse di svariati dispositivi: oscillatori sonori, microfoni, sofisticate apparecchiature fotografiche, registrazioni di musica classica e di voci parlate. Osservò che le forme e le figure che si producevano sulla sabbia, limatura di ferro, acqua e altro, quando sono soggette a vibrazioni sonore, avevano una certa prevedibilità. Il dr. Jenny dimostrò che le vibrazioni producevano forme geometriche, sfere, cristalli e anche spirali a forma di galassie. Facendo vibrare vari materiali, tra cui acqua, olio e grafite, in essi compaiono delle forme con struttura tridimensionale che variano con il variare delle frequenze e della loro intensità.

 

LE FIGURE DI CHALDNI

Ogni figura è semplicemente la forma visibile di una forza invisibile. Ogni forma contiene le informazioni delle vibrazioni che l’hanno generata ed è ipotizzabile che le ritrasmetta su armoniche maggiori. Jenny dimostrò che la musica produceva una struttura simile a quella di un tessuto: il suono crea la forma. Su questa base riteneva che la chiave per guarire il corpo si potesse trovare nella comprensione di come la frequenza sonora agisca sulle cellule e sulle strutture del corpo. Un’altra scoperta interessante rilevava che i disegni, che altrimenti si formavano, ricordavano le strutture cellulari degli organi viventi. Nel corso delle sue ricerche con il fonoscopio notò che quando venivano pronunciate le vocali delle antiche lingue fenicio-ebraica e sanscrita, la sabbia assumeva la forma dei simboli grafici delle vocali stesse mentre le nostre lingue moderne non producevano un analogo risultato.

 

LA RICERCA SCIENTIFICA: SUONO E DISRITMIA TALAMO CORTICALE

Una ricerca dimostra che la disritmia talamocorticale e’ implicata nella fibromialgia. Il suono a bassa frequenza puo’ svolgere una funzione regolativa dell’attivita’ oscillatoria ritmica neurale.

 

FIBROMIALGIA

La fibromialgia (FM) è una sindrome che comporta un dolore diffuso del corpo con associazioni di affaticamento, disturbi del sonno, cambiamenti cognitivi, disturbi dell’umore e altri sintomi somatici variabili. Il dolore è il disturbo principale nei pazienti con FM. L’affaticamento è il disturbo più comune associato ed è presente nel 90% dei pazienti. Le anomalie del sonno si traducono in cambiamenti nella latenza del sonno, disturbi del sonno e sonno frammentato, con conseguente alterata funzione diurna. I disturbi dell’umore, inclusi depressione e ansia, sono presenti in oltre i tre quarti dei pazienti con FM. A causa della natura della FM, molti pazienti hanno problemi con le loro attività quotidiane e una scarsa qualità della vita.

 

LA FUNZIONE TALAMICA NELLA PROBLEMATICA

Anomalie nella processazione del dolore sono state identificate a vari livelli nei sistemi nervoso periferico, centrale e simpatico, così come nel sistema di risposta allo stress dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Alcune forme di dolore cronico sembrano alterare le connessioni talamo-corticali, causando un’interruzione del feedback talamico e la possibilità che il dolore cronico possa essere correlato alla disritmia talamocorticale (TCD). Vi è una crescente evidenza di alterata funzione talamica nei pazienti con dolore cronico e FM.

SUONO, MUSICA E DOLORE

Dato il ruolo che i neurotrasmettitori, gli ormoni e il sistema limbico svolgono nel dolore è altamente rilevante che la musica abbia dimostrato di influenzare il rilascio di endorfine, dopamina  e serotonina e ridurre i livelli di cortisolo. Una recente rassegna di 400 articoli scientifici pubblicati che investigano la musica come medicina ha trovato prove evidenti che la musica ha effetti sulla chimica del cervello, ha benefici sulla salute mentale e fisica sulla gestione dell’umore e sulla riduzione dello stress, E CHE È LA STIMOLAZIONE RITMICA DELLA MUSICA, PIUTTOSTO CHE LA MELODIA, ad essere più incisiva.

 

LA TEORIA DEL CANCELLO NEL DOLORE

Secondo la teoria del cancello GCT, una stimolazione tattile o vibratoria servirà a “chiudere” il cancello della trasmissione nervosa del dolore (nocicettori).

 

COME FUNZIONA IL CANCELLO?

A livello della II lamina del midollo spinale, afferiscono fibre sensitive nocicettive (cioè attivate da stimoli dolorifici), A-delta (Aδ, mieliniche, specifiche per il dolore rapido puntorio) e C (amieliniche, lente, che conducono il dolore sordo), e fibre portanti sensibilità tattile e pressoria di maggior calibro, le A-beta (Aβ). In sostanza, se una fibra Aβ è attivata da uno stimolo non dolorifico, andrà a sua volta a stimolare l’interneurone inibitorio, che quindi bloccherà la trasmissione di eventuali segnali dolorifici fino al cervello: il cancello è chiuso, non si percepisce dolore. Al contrario, se una fibra Aδ o C trasmette uno stimolo dolorifico, contemporaneamente inibisce l’interneurone encefalinergico, che non potrà a sua volta bloccare la trasmissione dell’impulso doloroso al cervello: il cancello è aperto, il dolore viene avvertito.

 

SCHEMA DEL CONTROLLO A CANCELLO

Quindi, se uno stimolo dolorifico ed uno meccanico (pressorio, vibratorio) vengono trasmessi simultaneamente (ad esempio, se si picchia il ginocchio e si strofina la botta), il dolore sarà attenuato grazie all’azione eccitatoria della fibra Aβ sull’interneurone encefalinergico.

Inoltre, esiste anche un effetto placebo: agli interneuroni encefalinergici arrivano anche fibre nervose serotoninergiche (produttrici di serotonina) provenienti dal nucleo magno del rafe a sede troncoencefalica (il fascio rafe-spinale), che a sua volta riceve connessioni dal grigio periacqueduttale (GPA, la sostanza grigia che circonda il terzo ventricolo e l’acquedotto di Silvio, sempre a livello del tronco encefalico). Il GPA è stimolato dagli oppioidi, sia esogeni (la morfina, ad esempio) che endogeni, questi ultimi prodotti anche quando si fa qualcosa che soddisfa fisicamente e/o emotivamente. Sembra che entrambi questi meccanismi , l’interazione con gli interneuroni della sostanza gelatinosa di Rolando e la stimolazione del rilascio di oppioidi endogeni, siano anche alla base della terapia con agopuntura.

RICAPITOLANDO: SE IL VOSTRO AMATO HA PICCHIATO LA TESTA, IL GINOCCHIO, IL SEDERE O QUELLO CHE VOLETE, PROCURANDOSI UNA BELLA BOTTA, E VI CHIEDE DI DARGLI I BACINI SULLA BUA, SAPPIATE CHE NON È SOLO UN “TENERO GIOCHINO”, MA UNA TERAPIA, PER DI PIÙ DUPLICE!

Pensiamo ad esempio ai trattamenti riflessologici, shiatsu, stimolanti i meccanocettori (DIAPASON), che impatto terapeutico possano avere in questi casi.

 

LA FIBROMIALGIA È IN PARTE NEUROGENA: LA MANCATA CONNESSIONE TALAMO-CORTECCIA AUMENTA IL DOLORE CRONICO

 

Il TCD è una condizione anormale della rete oscillatoria tra il talamo e la corteccia caratterizzata da un aumento delle oscillazioni risonanti a bassa frequenza nell’intervallo theta, con aree “oscure” con conseguente oscillazione coerente a 40 Hz nella corteccia. Il TCD interrompe la normale connettività intrabrainica e causa sensazioni alterate, cognizione, affettività e prestazioni motorie. Una delle condizioni note per essere associate al TCD è il dolore cronico.

 

STIMOLAZIONE SENSORIALE RITMICA

La musica consiste essenzialmente di vibrazione a più frequenze. Quando questo stimolo viene applicato alle orecchie come onde sonore, “guida” una risposta cerebrale attraverso il sistema uditivo. LO STESSO EFFETTO PUÒ ESSERE OTTENUTO CON UN SUONO ISOCRONO CREATO CON MODULAZIONE DI AMPIEZZA. QUANDO IL SUONO A 40 HZ VIENE ELABORATO DA TRASDUTTORI INSTALLATI SU UNA SEDIA, L’EFFETTO VIENE PERCEPITO COME VIBROTATTILE E PUÒ “GUIDARE” UNA RISPOSTA ATTRAVERSO IL SISTEMA SOMATOSENSORIALE.

Nello studio quindi si è dimostrato che una stimolazione vibrotattile a tutto il corpo, può contribuire a una riduzione dei sintomi della fibromialgia bloccando la percezione del dolore attraverso la funzione del cancello descritta precedentemente GCT, o migliorando il drenaggio linfatico e abbassando la congestione vascolare.

 

LA SUONOPUNTURA CON I DIAPASON

 

Poiché tutto nell’universo è vibrazione, ed anche il nostro corpo e le nostre cellule hanno una struttura intrinseca vibratoria, i diapason entrano in risonanza con l’energia che scorre all’interno del nostro organismo. In questo modo, utilizzando diapason di diverse frequenze, è possibile stimolare gli agopunti presenti nel nostro organismo, in tonificazione, sedazione o in dispersione, esattamente come viene effettuato utilizzando gli aghi in agopuntura. Sui punti stimolati vengono inoltre posizionati degli stiper: dischetti di cotone impregnati di silicio di quarzo (SiO2). Questi dischetti, del diametro di 9 o 12 mm, vengono lasciati a contatto della cute con l’ausilio di una benda adesiva. Il cristallo di quarzo è in grado di ricevere, attivare, immagazzinare, trasmettere e amplificare l’Energia Vitale, il Qi. Quando usati insieme ai Diapason, amplificano e regolano l’azione vibrazionale di questi ultimi. A loro volta i Diapason, quando appoggiati sugli stiper, amplificano l’azione degli stessi permettendo di avere una stimolazione maggiore e più prolungata nel tempo. Il suono è la parte uditiva della vibrazione e la vibrazione è la parte sensitiva del suono. La disarmonia può manifestarsi nel corpo sotto foma di stress, muscoli rigidi e indolenziti, senso di fatica: tutto ciò provoca un blocco nel nostro flusso di energia naturale. Questo blocco può portare alla malattia. Le onde sonore generate dalla suonopuntura col diapason, hanno l’effetto di un’energia cinetica che rimuove la disarmonia e la tensione del corpo, rimuove la stagnazione del Qì, e concorre a restaurare una sensazione di equilibrio e di benessere.

Questi diapason sono raccomandati per applicazioni su muscoli rigidi, giunzioni, tendini, ossa tessuti, in quanto, utilizzando una tecnica non invasiva, sono capaci di attivare l’energia naturale del corpo. Le benefiche vibrazioni emesse, attraversano facilmente i meridiani del corpo ed i percorsi naturali incrementando l’efficacia delle altre tecniche usate. I diapason emettono un suono puro, sono precisi come dei laser e, proprio per questa loro proprietà, sono ideali per stimolare i biopunti energetici corrispondenti ai Canali Principali e Straordinari e per stimolare le zone energetiche corrispondenti ai Chakra. Sono anche degli ottimi strumenti per rilassare le tensioni muscolari e per allievare i dolori a carico dell’apparato osteo-articolare. Si prestano, inoltre, anche per un lavoro più generalizzato sul corpo energetico e sull’Aura. I Diapason e i metodi usati in Suonopuntura Vibrazionale, inducendo una profonda stimolazione di tipo vibrazionale sui biopunti, sulle zone dolenti e sui diversi sistemi energetici, favoriscono la graduale e costante scomparsa delle somatizzazioni fisiche, agendo, al contempo, sulle cause primarie – per lo più di carattere energetico e psico-emozionale – che hanno permesso l’instaurarsi del sintomo/segnale.

 

LO STUDIO

Lili Naghdi, Heidi Ahonen, Pasqualino Macario, Lee Bartel – “The effect of low-frequency sound stimulation on patients with fibromyalgia: A clinical study” – Pain Research and Management 2015

 

 

FA’ CHE IL CIBO SIA LA TUA MEDICINA E CHE LA MEDICINA SIA IL TUO CIBO: LA NUTRIGENOMICA O L’INTERAZIONE CIBO-GENI PER LA NOSTRA SALUTE

Studiando l’interazione tra l’ambiente e il DNA si è scoperto che diverse sostanze contenute negli alimenti possono agire sul genoma umano modulando l’espressione genica. Tanto per fare degli esempi, la vitamina A regola l’espressione genica del tessuto epiteliale promuovendo la differenziazione cellulare, la vitamina D regola l’espressione genica di almeno una cinquantina di geni, quale ad esempio la produzione di serotonina e pertanto un miglioramento dell’umore, alcuni acidi grassi attivano alcuni enzimi per la produzione di trigliceridi, etc.

I nutrienti interagiscono quotidianamente con i nostri geni. Il patrimonio genetico di ognuno di noi però è diverso, pertanto tutti i geni nel DNA di ogni singola persona possono essere presenti in forme diverse, ciò che noi professionisti del settore chiamiamo polimorfismi o SNPs. I polimorfismi genetici sono responsabili del fatto che ognuno di noi appare diverso da un altro (occhi di colore diverso ecc). Altri polimorfismi possono essere presenti in portatori sani di alcune malattie (fibrosi cistica- mutazione gene CFTR), una malattia che altera le secrezioni di molti organi (bronchi, polmoni, pancreas, ecc.). I figli potranno ereditare senza saperlo questa malattia trasmessa dai genitori. Altri polimorfismi possono non essere responsabili di malattie trasmesse ereditariamente, ma possono contribuire ad aumentare o ridurre il rischio di alcune di esse (cardiovascolari, tumorali, neurodegenerative). Un tipo di polimorfismo oggi considerato importante è legato al rischio di spina bifida o malformazione del tubo neurale (MTHFR C677T, oppure Metionina sintetasi reduttasi MS MTRR – A66G). La somministrazione in gravidanza di acido folico, in questi casi, aumenta la degradazione dell’omocisteina, responsabile della problematica.

Poiché le molecole contenute in alcuni alimenti possono interagire con i nostri geni e dato che i nostri geni sono diversi da quelli di altre persone, ne consegue che uno stesso alimento potrà produrre effetti diversi in ognuno di noi, a seconda del materiale genetico con cui interagisce. La disciplina che studia l’interazione tra alimento e geni si chiama NUTRIGENOMICA.

Questa scienza ci dice, che la dieta può compensare o accentuare gli effetti di un polimorfismo genetico potenzialmente pericoloso, di un rischio di malattia. Se ad esempio i miei geni mi predispongono ad avere un cancro al colon, la mia dieta potrà compensare questo svantaggio genetico e quindi diventare un fattore protettivo molto importante, oppure diventare un fattore di rischio, se al contrario, mangerò in modo sbagliato. Uno dei primi concetti di NUTRIGENOMICA ha fatto la sua comparsa negli anni ’80, grazie al contributo del dottor Peter J. D’Adamo (naturopata), il quale ha scoperto come molti alimenti possono produrre svariati effetti in soggetti diversi, a seconda del loro polimorfismo che determina il gruppo sanguigno (A, B, 0, AB). In sostanza, alcune proteine presenti in alcuni alimenti (lectine), interagirebbero con la superficie dei globuli rossi (in particolare con gli oligosaccaridi di superficie di ogni gruppo sanguigno), agglutinandoli, cioè creando massa e coagulando gli uni sugli altri. Più o meno quello che avviene se riceviamo il sangue trasfuso da un altro gruppo sanguigno non compatibile al nostro. In realtà, esistono diversi altri polimorfismi genetici per i quali è stata dimostrata una diversa interazione con i componenti alimentari, quindi oggi appare riduttivo concentrarsi solo sulla dieta dei gruppi sanguigni. Un esempio è riconducibile al ruolo di alcuni alimenti che promuovono l’epressione genica di alcuni enzimi detossificanti, riducendo così l’incidenza di diverse malattie tumorali e neurodegenerative. E’ il caso dei broccoli e alcuni suoi componenti (sulforafano). Un altro esempio è quello degli acidi grassi polinsaturi (omega 3), i quali inducono l’espressione genica che fabbrica un componente chiave, l’Apoproteina A1 delle lipoproteine HDL, importanti per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ancora una volta saranno i diversi geni nei diversi soggetti a beneficiare dell’apporto di omega 3. I soggetti più “deboli” o con una predisposizione maggiore  ad alcune problematiche cardiovascolari potranno ottenere maggiori vantaggi con l’apporto di acidi grassi polinsaturi, altri soggetti “forti” non risentiranno affatto della dieta arricchita di omega 3, in quanto meno predisposti ad una carenza di HDL.  Esistono infine tantissime altre situazioni legate sempre a diversi polimorfismi legati all’enzima ACE (Angiotensin Converting Enzyme), responsabile dell’ipertensione o nefropatia diabetica.  In questi casi l’assunzione di sale dovrebbe essere ridotta per i rischi descritti precedentemente. Un ulteriore esempio è rappresentato dal polimorfismo NO (ossido nitrico), importante vasodilatatore. I soggetti portatori beneficeranno di alcuni nutrienti (barbabietole rosse, polifenoli del cioccolato fondente, ecc.) per la produzione di ossido nitrico e la prevenzione del danno endoteliale.  Non possiamo infine tralasciare le variabili genetiche legate al gusto. Solo per citarne alcuni, il TAS1R3 legato al saccarosio (minore sensibilità al dolce), responsabile di un maggiore consumo di questi ultimi in quanto poco “avvertiti” nella nostra alimentazione, o il TRPV1 legato al salato, che predispone ad un maggiore consumo di cloruro di sodio in quanto poco “sentito” al palato. In questo caso le raccomandazioni di ridurre alcuni alimenti dolci o il sale da cucina saranno riduttive, in quanto questi individui avranno difficoltà ad avvertire il fatto che un cibo possa essere molto dolce o soprattutto salato.  Quindi, ripetendo ancora una volta il concetto espresso precedentemente, non sempre alcune “regole” nutrizionali hanno lo stesso peso per tutti, in quanto siamo tutti geneticamente diversi. I suggerimenti nutrizionali futuri saranno maggiormente personalizzati, sempre più soggettivi e preventivi. Il campo della NUTRIGENOMICA è  ancora in fase iniziale, c’è ancora tanto da scoprire, ma rappresenta sicuramente una branca molto promettente ed interessante per ottenere ciò che da sempre ci auspichiamo: FA’ CHE IL CIBO SIA LA TUA MEDICINA E CHE LA MEDICINA SIA IL TUO CIBO, non in maniera indiscriminata bensì mirata e ad personam.

 

 

 

E SE NON FOSSE DEPRESSIONE? LA STANCHEZZA SURRENALE, I DISTURBI DELL’UMORE E LE ALGIE

E SE NON FOSSE DEPRESSIONE? LA STANCHEZZA SURRENALE, I DISTURBI DELL’UMORE E LE ALGIE

Umberto Villanti

Dottore magistrale in scienze della nutrizione
Dottore in neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista Complementare Naturopata Sanità Svizzera

 

IPOSURRENALISMO

L’iposurrenalismo, o insufficienza surrenalica, racchiude un insieme di condizioni caratterizzate da ridotta – insufficiente funzione del surrene, per quanto concerne in particolare la porzione corticale: ciò può essere dovuto a un processo distruttivo della ghiandola surrenalica (iposurrenalismo primario), a una scarsa stimolazione della stessa da parte dell’ipofisi (iposurrenalismo secondario) o dell’ipotalamo (iposurrenalismo terziario).

Esiste poi una situazione “intermedia” di funzionalità sub-ottimale delle ghiandole surrenali, la stanchezza surrenale, che è legata a condizioni di stress eccessivo e che può presentarsi associata all’ipotiroidismo.

I sintomi delle patologie surrenali si manifestano spesso in maniera sfumata e sono peraltro comuni anche ad altre condizioni: per questo la diagnosi giunge frequentemente tardiva, dopo aver ignorato alcune manifestazioni dello scarso funzionamento surrenale.

IPOSURRENALISMO PRIMARIO

Nota anche come morbo di Addison, l’insufficienza surrenalica primaria è una malattia rara che consegue al malfunzionamento della ghiandola surrenalica. Le cause che provocano questa condizione possono essere diverse, e la manifestazione della patologia può quindi variare nelle modalità e nei tempi.

I sintomi di insufficienza surrealica primaria che si manifestano più comunemente sono: astenia, debolezza muscolare, ipotensione, ipoglicemia, nausea e vomito, disidratazione, iponatriemia (bassa concentrazione di sodio nel sangue), iperkaliemia (potassio alto), scomparsa di peli pubici e ascellari.

Chi soffre di morbo di Addison su base autoimmune ha inoltre maggiore rischio di sviluppare altre malattie autoimmuni, quali ipotiroidismo, diabete di tipo 1 e gastriti.
La diagnosi si basa sulla clinica e su alcuni dati di laboratorio. Lo studio morfologico dei surreni con TAC o RMN può essere di aiuto nell’individuare l’eziologia dell’iposurrenalismo.

IPOSURRRENALISMO SECONDARIO E TERZIARIO

L’iposurrenalismo centrale è riconducibile a una scarsa stimolazione della ghiandola surrenalica da parte dell’ipofisi (insufficienza surrenalica secondaria) o dell’ipotalamo (insufficienza surrenalica terziaria). Le manifestazioni cliniche sono simili a quelle dell’insufficienza surrenalica primaria, ma tendenzialmente meno accentuale.
La diagnosi si basa, anche in questo caso, sulla clinica e sui dati di laboratorio.

CURARE L’INSUFFICIENZA SURRENALICA

Il trattamento farmacologico dell’insufficienza surrenalica, nella maggior parte dei casi, dura tutta la vita. È fondamentale che questo non venga mai autosospeso e che in caso di eventi stressanti (malattie, interventi chirurgici, ecc.), o quando non sia possibile l’assunzione per via orale, i medicinali vengano somministrati intramuscolo o endovena.
Nelle forme primitive (morbo di Addison) i farmaci sono sia glucoattivi che mineralattivi, mentre questi ultimi non sono necessari nelle forme secondarie e terziarie.

LA STANCHEZZA SURRENALE, CAUSA COMUNE DI NUMEROSI DISTURBI SPESSO CLASSIFICATI COME STRESS O DEPRESSIONE

Anche se ha dei sintomi simili a quelli dell’iposurrenalismo, la stanchezza surrenale non è una vera e propria insufficienza e si presenta a seguito di situazioni di stress prolungato: le ghiandole surrenali, infatti, sono responsabili della risposta del nostro organismo allo stress acuto o cronico, agendo attraverso il rilascio di adrenalina e noradrenalina e fornendo l’energia per l’accelerazione metabolica necessaria ad affrontare una situazione di pericolo immediato.

Una quantità moderata di stress non ha effetti negativi, ma se diventa eccessiva le ghiandole surrenali possono iniziare a perdere la loro efficienza.

COSA SONO LE GHIANDOLE SURRENALI

Sono deputate alla sintesi di numerosi ormoni definiti steroidi, ma sono anche le ghiandole che regolano la nostra risposta allo stress acuto e cronico. In risposta allo stress acuto, esse liberano catecolamine (adrenalina e noradrenalina) che sono le responsabili della risposta “fight or flight” (“combatti o fuggi”) e forniscono l’energia e l’accelerazione metabolica necessaria per affrontare una situazione di pericolo immediato.

In risposta allo stress cronico, esse producono cortisolo (cortisone) che è fondamentale nel metabolismo dei carboidrati e delle proteine (azione catabolica) ed ha anche una potente azione antinfiammatoria.

Una quantità moderata di stress non ha effetti negativi anzi, è considerata uno stimolo positivo, ma quando lo stress diventa continuo, come spesso capita nella vita frenetica odierna dove si sommano stress da lavoro, famigliare, relazionale, finanziario ed emotivo, il carico per le nostre surrenali diventa eccessivo, e queste iniziano a perdere la loro efficienza.

La stanchezza surrenale è quindi una condizione in cui le ghiandole surrenali funzionano ad un livello sub-ottimale quando il soggetto è a riposo, sotto stress o in risposta a stimoli occasionali, intermittenti o continui. La quantità di cortisolo prodotta sarà quindi minore del normale.

L’esistenza di tali stati intermedi di insufficienza surrenalica è praticamente ignorata dalla medicina moderna che riconosce solo il Morbo di Addison (ovvero il completo esaurimento della funzione surrenalica) mentre era ben conosciuta dai medici del passato che la definirono in vari modi: “Ipoadrenia non-Addisoniana”, “Ipoadrenia subclinica”, “Nevrastenia surrenalica” e “Apatia surrenale”. Nei paesi anglosassoni, e soprattutto negli Stati Uniti, questo stato di parziale insufficienza surrenalica comincia ad essere riconosciuto, almeno nell’ambito della medicina non convenzionale, e viene generalmente definito come “adrenal weakness” (debolezza surrenale), “low adrenal reserve” (scarsa riserva surrenalica) ma soprattutto “adrenal fatigue” (stanchezza surrenale).

Attualmente, le maggiori informazioni su questa sindrome sono raccolte nei libri del dott. James L.Wilson “Adrenal Fatigue , the 21st Century Stress Syndrome” e del Dr.Lam “Adrenal Fatigue Syndrome”.

Dal punto di vista biochimico tutti gli ormoni steroidi prodotti dalle surrenali (cortisolo, androgeni ed estrogeni) derivano dal colesterolo, passando attraverso dei composti intermedi (che hanno comunque anche una loro attività specifica) come il pregnenolone e il DHEA (deidroepiandrosterone).

Durante la stanchezza surrenale, almeno nella fase di resistenza se questa è prolungata, l’eccessiva richiesta di cortisolo sottrae buona parte del pregnenolone dalle sue normali vie metaboliche per dirottarla verso la sintesi del cortisolo. Questo può creare una diminuzione dei livelli degli altri steroidi, soprattutto progesterone e testosterone. Questa particolare alterazione delle vie metaboliche della sintesi degli steroidi viene definita “furto del pregnenolone”.

Nelle prime fasi della stanchezza surrenale la secrezione di cortisolo è alta perché il corpo cerca di neutralizzare lo stress producendo una maggiore quantità di questo ormone. Un eccesso di cortisolo avrà comunque molti effetti indesiderati, soprattutto nelle donne. Ad esempio il cortisolo tende a bloccare i recettori del progesterone rendendoli meno sensibili al progesterone stesso. Inoltre, per il fenomeno del “furto del pregnenolone”, meno progesterone verrà prodotto per produrre più cortisolo.

Ma una insufficienza di progesterone provoca anche uno squilibrio nel rapporto fra progesterone ed estrogeni con un eccesso relativo di questi ultimi, creando quella situazione che viene definita come “dominanza estrogenica”. Questo rappresenta una delle cause di dismenorrea e sindrome premestruale.

CAUSE

• Surmenage intellettuale
• Soggetti poco appagati sentimentalmente
• Sindrome del Burnout
• Lavoratori “notturni”
• Ipotiroidismo “funzionale” o conclamato (dagli esami medici)
• Ipotiroidismo trattato solo con T4 (levotiroxina), ormone meno attivo del T3 (triodotironina)
• Abuso di alcool o droghe
• Forti traumi emotivi (morte di una persona cara, divorzio, ecc)
• Perdita del posto di lavoro
• Cambiamento improvviso della propria condizione finanziaria
• Trasferimento senza il supporto di famiglia o amici
• Importanti interventi chirurgici
• Infezioni delle vie respiratorie frequenti o prolungate

SINTOMI

• Difficoltà ad alzarsi al mattino
• Stanchezza continua non alleviata dal sonno
• Risvegli notturni
• Mancanza di energia soprattutto al mattino fino alle 10 e il pomeriggio fra le 15 e le 16. Temporaneo miglioramento dopo le 18 e la cena. Frequente stanchezza fra le 21 e le 22 ma spesso con tendenza a resistere ad andare a letto (verificare anche una condizione associata di ipoglicemia reattiva)
• Freddolosità
• Temperatura corporea bassa
• Desiderio forte di sale o cibi salati, di cibi dolci, grassi e proteici
• I sintomi peggiorano se si salta un pasto, mentre c’è un miglioramento rapido ma di breve durata dopo aver mangiato
• Bisogno di caffé o altri stimolanti per affrontare la giornata
• Apatia sessuale
• Gestione dello stress ridotta
• Tendenza a tremare se sotto pressione
• Difficoltà di concentrazione
• Vertigini
• Scarsa memoria
• Ansia angoscia
• Nervosismo, irritabilità, diminuita tolleranza
• Depressione, apatia
• Palpitazioni
• Sindrome premestruale importante, mestrui spesso abbondanti, a volte si interrompono o quasi al 4° giorno per poi riprendere il 5° o il 6° giorno
• Frequenti malattie respiratorie e tempi molti lunghi per guarirne
• Predisposizione alle malattie infiammatorie
• Facilità alle allergie
• Dispepsia, cattiva digestione (spesso per scarsa produzione di acido cloridrico nello stomaco e di enzimi digestivi nel pancreas)
• Ipoglicemia
• Alternanza di diarrea e stitichezza (colon irritabile)
• Ipotensione arteriosa con possibilità di svenimenti
• Costituzione in genere Fosforica o Ectoblasta (Pende) o Melanconica (secondo Ippocrate)
• Capelli fragili (surrene e rene secondo la MTC)
• Carenza di peluria (pube e ascelle nella donna) e tibia nell’uomo (carenza di androgeni)
• Palmi freddi e umidi
• Caduta dei capelli senza causa apparente
• A volte infiammazione delle linfoghiandole del collo
• Urinazione molto frequente (perdita di sodio)
• Gonfiore alle caviglie e alle dita (acidosi tissutale)
• CFS Sindrome da stanchezza cronica
• Dolori muscolari (per deplezione di 5HT serotonina) – la carenza di serotonina può diminuire la soglia del dolore e innescare una sintomatologia spesso associata alla fibromialgia
• Controllare la tiroide, soprattutto per donne, quando si è sopra i 40, chi ha una storia famigliare di malattia tiroidea, donne che hanno fatto uso di contraccettivi per via orale, tutti coloro che hanno provato a dimagrire ma non ci sono (ancora) riusciti.

LE TRE FASI DELLO STRESS SURRENALICO

In base a quanto stress cronico hanno sopportato le surrenali, si possono individuare tre livelli di “modalità di sopravvivenza”.

1. FASE DI STRESS. È la fase in cui in risposta a maggior stress le vostre surrenali producono molto cortisolo, che fa fatica a decrescere di sera, impedendo che vi addormentiate serenamente. Molte persone si trovano (senza saperlo) in questa fase. Ti senti irrequieto ed agitato, sovraccaricato di lavoro e preoccupato per i figli.

2. FASE DI RESISTENZA. Se il segnale (o i segnali) di stress sovramenzionati non diminuiscono, l’organismo si adatta ed entra nella fase di resistenza. La sensazione principale è quella della stanchezza. Sono necessari interventi dietetici e di cambiamento dello stile di vita per ripristinare il corretto livello di energie diurne e il rilassamento notturno.

3. FASE DI ESAURIMENTO. Se la fase di resistenza non termina in qualche modo, la salute ne viene compromessa, entrando nella fase di esaurimento, che prende il nome proprio dalla sensazione che si ha durante il giorno: quella di essere esausti.

UNA BUONA SALUTE È DETERMINATA DA UN DELICATO EQUILIBRIO ORMONALE. I TUOI LIVELLI ORMONALI POSSONO DETERMINARE LA RISPOSTA A DOMANDE DEL TIPO:

• Sei di buon umore?
• Dormi bene di notte?
• Ti è facile mantenere il tuo peso forma?
• Hai voglie di cibo zuccherino al pomeriggio?
• La tua glicemia è costante o sei diabetico?
• Guarisci prontamente le ferite?

TEST PER CAPIRE IL PROPRIO LIVELLO DI STRESS

Secondo i tuoi sintomi rispondi con un punteggio da 0 a 3, in base alla frequenza con cui si manifestano.

a) 0 MAI
b) 1 SETTIMANALMENTE
c) 2 QUOTIDIANAMENTE
d) 3 PIU’ VOLTE AL DI’

• Ansia
• Depressione
• Minzione frequente
• Difficoltà a concentrarsi
• Mal di testa
• Irritabilità
• Dolore alla mascella e digrignamento dei denti
• Mancanza di gioia ed entusiasmo
• Memoria carente
• Sonno poco ristoratore
• Aumento delle allergie
• Visione sfocata
• Pressione troppo bassa o troppo alta
• Affaticamento durante il giorno
• Gonfiore in viso
• Battito del cuore veloce anche a riposo
• Intolleranza al freddo
• Aumento di peso soprattutto nella parte centrale (grasso addominale)
• Crampi muscolari
• Debolezza muscolare
• Rigidezza del collo
• Fotofobia
• Bisogno di caffeina
• Costipazione frequente
• Voglia di cibi grassi
• Disidratazione frequente
• Fatica pomeridiana
• Gas e gonfiore addominale
• Pirosi gastrica
• Feci poco formate o poco regolari
• Dolore articolari
• Nausea
• Voglia di sale
• Voglia di zuccheri

RISULTATI

1. 0-15 sano
2. 16-30 stressato
3. 30-45 sovrastressato
4. 45 + Esausto

COME VALUTARE LA STANCHEZZA SURRENALE
(ALCUNI ESEMPI DI TEST UTILIZZATI IN NATUROPATIA E IN MEDICINA COMPLEMENTARE)

• Cortisolo salivare: risulta essere l’esame più attendibile nella stanchezza surrenale, in quanto Il test ematico calcola sia il cortisolo libero che quello legato alle proteine (indisponibile). Quello del sangue e urinario è più adatto per diagnosticare un Cushing o Addison. Il dosaggio del cortisolo nella saliva viene fatto in 4 diversi momenti della giornata, che consente di valutare se il profilo di secrezione del cortisolo è normale o alterato. Altra possibilità è valutare la normetanefrina urinaria, che oltre ad essere un metabolita presente nel feocromocitoma (tumore del surrene), è un metabolita intermedio del metabolismo delle catecolamine, che si viene a formare in seguito all’azione dell’enzima catecol-O-metilasi sulla noradrenalina. In sostanza, mi indica il grado di stress surrenalico anche in assenza di un tumore.
• Test kinesiologico dei seguenti muscoli: sartorio (corticale del surrene e meridiano VC), gracile (midollare del surrene e meridiano MC), soleo (midollare del surrene e meridiano MC)
• Test di un MIF (muscolo indicatore forte) sull’area di proiezione delle surrenali
• Test kinesiologico del muscolo gran dorsale (per eventuali implicazioni spesso associate legate all’ipoglicemia reattiva) collegato al pancreas endocrino e meridiano M/P
• Fisiognomica (area orbitale occhi) – rughe sottopalpebrali, occhi cerchiati o scuri sotto la palpebra, borse sotto gli occhi
• Melasma (MSH ormome melanotropo) – può sembrare abbronzatura in alcune zone della pelle (viso, collo, ecc.), ma rappresenta uno stress surrenalico ( MSH è un ormone che viene prodotto nella parte intermedia dell’ipofisi, e agisce sui melanociti cutanei, inducendo la sintesi della melanina e della pigmentazione cutanea, influenzandone l’attività. La sua secrezione è correlata a quella dell’ormone adrenocorticotropo, tale da caratterizzare un soggetto patologico per Malattia di Addison ACTH-indipendente. Rappresenta una ipofunzionalità del surrene
• Hippus pupillare e riflesso fotopico pupillare: valutazione di una presenza di midriasi o miosi. Una pupilla piccola che non risponde agli stimoli luminosi, una pupilla grande che non risponde altrettanto alla luce, rappresentano dei campanelli di allarme per una possibile stanchezza surrenale.
ATTENZIONE A POSSIBILI MIOPIE, UTILIZZO DI STUPEFACENTI, TUMORI MESENCEFALICI, ECC.
• Valutazione della PA (pressione arteriosa): si potrà avere una ipotensione o una ipertensione paradossa. Nell’ipertensione paradossa, la PA diminuisce in ortostatismo quando solitamente accade il contrario
• Dolore o sensibilità nella regione delle surrenali alla pressione (segno di Rogoff)
• Rapporto mineralogramma Na/Mg (se prevale il magnesio si è in presenza di iposurrenalismo) – valuta la presenza di glucocorticoidi carenti, quindi di un eventuale iperglicemia associata a scarsa produzione di cortisolo. Inoltre, una carenza di Na determina una carente sintesi di adrenalina e noradrenalina con scarsa reattività allo stress e attenzione
• Rapporto mineralogramma Na/K ( se basso il primo prevale ritenzione idrica, scarsa reattività allo stress, frustrazione, depressione, infiammazione sistemica)
• Rapporto mineralogramma Ca/P (se prevale il P fosforo il soggetto ha una predominanza simpaticotonica da correggere, se prevale il Ca una predominanza parasimpaticotonica, da regolare anch’essa)

ABITUDINI ALIMENTARI

È importante adottare abitudini alimentari corrette che rappresentano un concreto aiuto nel riequilibrare le funzionalità fisiche. In particolare è consigliabile consumare piccoli spuntini ogni due o tre ore, riducendo i carboidrati, gli zuccheri e le farine raffinate, la carne rossa e gli stimolanti surrenali (caffè, nicotina, alcool), favorendo invece vegetali e carni bianche.

CONSIGLI ALIMENTARI PER IL TRATTAMENTO DELLA STANCHEZZA SURRENALE

(SONO DA RITENERSI IN SENSO GENERALE E NON AD PERSONAM).

PER I SUGGERIMENTI ALIMENTARI VALGONO SEMPRE LE REGOLE DI FARSI SEGUIRE DA UN PROFESSIONISTA, IN QUANTO OGNUNO DI NOI E’ DIVERSO (PER COSTITUZIONE, STILI DI VITA, EVENTUALI PATOLOGIE, FARMACI ASSUNTI, ECC.)

I SEGUENTI SUGGERIMENTI SONO SOLO INDICATIVI E NON SONO DA SOSTITUIRSI AD EVENTUALI DIETE CHE STATE SEGUENDO (PALEO, KETOGENICA, KOUSMINE, MACROBIOTICA, ECC.)

• Evitate cibi infiammatori come il caffè, lo zucchero, i dolcificanti o gli alimenti trasformati

AUMENTARE L’APPORTO DI:

• Cocco
• Avocado
• Broccoli al vapore
• Alghe nori (apporto di minerali e supporto energetico della loggia acqua in MTC)

DA PRIVILEGIARE GLI ALIMENTI RICCHI DI:

• vitamine del gruppo B, in particolare B5, (funghi secchi, lievito di birra, tuorlo d’uovo, tonno, salmone, germe di grano, lenticchie, tacchino, frutta secca, banane, patate, avocado)
• vitamina C (peperoni, kiwi, frutti di bosco, fragole, broccoli, cavolini di Bruxelles, agrumi, mango, verdure a foglia verde, pomodori)
• tirosina (uova, alghe, soia, merluzzo, cereali integrali, tacchino, coniglio, maiale, avena, avocado, banane, legumi, semi e frutta secca)

AIUTA LA DETOSSIFICAZIONE EPATICA

(ADATTO ANCHE A TUTTI COLORO CHE SONO AFFETTI DA DERMATITE ATOPICA, O PROBLEMATICHE DELLA PELLE IN GENERE):

• Germogli di broccoli. Una composto che può aiutare la detossificazione è il sulforafano, contenuto in broccoli, cavoli, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles. I germogli di broccoli ne contengono 5 volte la quantità di quella contenuta nei broccoli normali (ATTENZIONE A CHI E’ IPOTIROIDEO)
• Crusca di riso (Rice Bran Fiber RBF). Aumenta l’escrezione di tossine della plastica e di pesticidi fino a 7 volte. Ne basta un cucchiaio (ATTENZIONE A CHI HA PROBLEMATICHE INTESTINALI O DISBIOSI, CONVIENE PRIMA CORREGGERE L’APPARATO INTESTINALE)
• Farina di semi di lino. Contiene lignani, che aiutano i batteri deputati all’escrezione di composti chimici dannosi come i pesticidi (SCONSIGLIATA AI SOGGETTI IPOTIROIDEI)
• Acqua e limone (limonene per la sua azione POSITIVA sui citocromi P450)
• Piante a supporto (cardo mariano, desmodio, carciofo, tarassaco, ecc.)

TRATTAMENTO SPECIFICO NELLE VARIE FASI S.G.A (SINDROME GENERALE DI ADATTAMENTO) DI HANS SELYE

FASE DI STRESS 1

Svegliarsi sempre con gli stessi pensieri: i figli non vanno bene a scuola, il lavoro che non funziona o non vi dà quelle soddisfazioni che vorreste ricevere, il rapporto con il vostro partner si sta incrinando e questo vi fa star male, nonostante vi stiate adoperando in tutti i modi per farlo funzionare al meglio. Per raggiungere il posto di lavoro dovete fare un’ora di auto in cui ¾ del tempo siete bloccati in mezzo al traffico, arrivate alle 7.59 e uscite sfiniti alle 19, con una pausa pranzo di mezz’ora in cui velocemente mangiate un boccone. Manco vedete la luce del sole, soprattutto se abitate a Milano. Morale della favola: le vostre surrenali aumentano la produzione degli ormoni dello stress (cortisolo, adrenalina) perché possiate fronteggiare tutti i “pericoli moderni”. Questi ormoni cominciano ad essere in eccesso e di sera, quando è giunto il momento di staccarla spina, non ci riuscite: siete irrequieti e state già pensando agli affari da sbrigare il giorno dopo o ai problemi ai quali apparentemente non state trovando una soluzione nel tempo che vi siete prefissati (vale anche e soprattutto con Psoriasi e Dermatite atopica: è ormai un anno che avete intrapreso la dieta ma di guarigione nemmeno l’ombra). Cominciate a manifestare i seguenti sintomi:

• Accelerazioni del battito cardiaco a riposo
• Contrazioni muscolari
• Mal di testa
• Affaticamento
• Crampi allo stomaco
• Movimenti di stomaco anomali
• Sudorazione eccessiva
• Dolore muscolare o tensione
• Vertigini
• Difficoltà ad addormentarsi
• Non sentirsi riposati dopo adeguato riposo di 7-8 ore

APPROCCIO A SOSTEGNO

C’è troppo cortisolo in circolo, è necessario farlo rientrare nei limiti prima possibile:

• Ridurne la produzione
• Aumentarne l’escrezione dal corpo

SUGGERIMENTI

• Ridurre l’introito di sodio (sale) che deve rimanere sotto i 3 g/die. Il sodio contribuisce alla ritenzione idrica, contribuendo a ridurre l’escrezione di cortisolo
• Eliminare il caffè (e la caffeina in genere, cioccolato che contiene teobromina, thè) o eventualmente prenderne una tazza entro le 9.00 di mattina
• Prediligere cibi che riducono la produzione di cortisolo (basilico, sedano, barbabietole, noci) e cibi che ricaricano il vostro corpo dei micronutrienti che state perdendo a causa dello stress eccessivo (kiwi, mandorle, patate dolci, limone)
• Passeggiare per 30-40 min 4-5 volte la settimana, possibilmente in mezzo alla natura (va benissimo anche al parco)
• Limitare l’attività aerobica prolungata (corsa, ciclismo)
• Prediligere allenamento di forza (squats e push-up vanno benissimo): l’aumento di cortisolo post-workout può essere facilmente abbassato con un riscaldamento blando 5 min dopo e 5 prima dell’attività.
• Stretching dei meridiani
• Eliminare le benzodiazepine (riducono il cortisolo innescando il suo aumento per compensazione, aumentano la fame e la glicemia)
• Rilassamento e rilasciamento muscolare (Jacobson, Soubiran, ecc.)

SUPPLEMENTI

• Manganese oligoelemento diatesico (utile in fase di stress – diatesi 1)
• Manganese-Cobalto (utile nella fase distonica) – attenzione a chi soffre di ipertensione
• Melissa (in TM ecc)
• Magnolia o Passiflora come tisana
• Meditazione sul respiro
• Melatonina (in casi eccezionali e con moderazione) – migliora il sonno e decrementa la produzione di cortisolo (da evitare in fase di esaurimento perché svolge l’effetto opposto)
• SAMe S-Adenosil Metionina per degradare le catecolamine (adrenalina in eccesso e ripristino della serotonina) – non per lungo tempo perché aumenta l’omocisteina. Preferibile abbinarla alla Idrossicobalamina, Adenosilcobalamina o Metilcobalamina per normalizzare l’omocisteina prodotta nel tempo
• B12 per rimetilazione della metionina e aumento del turnover della adrenalina
• B1, B2, ecc. per produzione di ATP

FASE DI RESISTENZA 2

Per il fatto che non siete riusciti ad arginare gli effetti della prima fase, dopo alcuni mesi da stressati vi ritrovate con un ritmo del cortisolo disregolato, basso al mattino e che aumenta nel corso della giornata, invece che diminuire. Siete passati alla fase di resistenza. Prima che sia troppo tardi è giunta l’ora di rallentare il ritmo, altrimenti la vostra salute generale potrebbe risentirne parecchio.

CONSIGLI PRATICI

• Utilizzo di spezie come zenzero e cannella
• Prediligere cibi che aiutano a regolarizzare il cortisolo (noci brasiliane, cavolo, ecc) e alimenti che forniscono i micronutrienti persi (spinaci, semi di zucca ecc)
• Evitare qualsiasi apparecchio elettronico due ore prima di coricarsi (TV, cellulare, tablet) o eventualmente munirsi di occhiali BLUE BLOCK che tagliano la luce blu.

SUPPLEMENTI

• Rhodiola al mattino
• Ashwagandha di sera: protegge il cervello dai danni dello stress riducendo la sensazione di ansia. Può influenzare la funzione della tiroide, solitamente in maniera positiva.
• Meditazione ed esercizi di respirazione consigliati precedentemente

FASE DI ESAURIMENTO 3

Il vostro corpo sta tentando di proteggersi entrando in uno stato di ibernazione: la produzione di cortisolo è stata così alta per troppo tempo da indurre il vostro corpo ad una sua consistente riduzione per proteggersi. Da notare che il cortisolo si è ridotto non perché non è possibile produrlo, ma perché un carico così elevato non era più sostenibile. Motivo per cui assumere cortisolo in forma sintetica (idrocortisone) può essere per molti che si trovano in questa condizione poco (o per niente) risolutivo.

In questi casi potrebbero esserci problemi di salute non diagnosticati come:

• Patologie della tiroide
• Anemia
• Ipoglicemia/Sindrome metabolica
• Infezione da Epstein-Barr cronica
• Patologie renali
• Patologie cardiache
• Steatosi
• Sick building syndrome (SBS)
• Deficit di micronutrienti
• Apnee notturne

Coloro che si trovano i queste condizioni posso essere stati per lunghi periodi sotto pressioni rilevanti, finanziarie, familiari ed emotive.

La sensazione che si prova in questo stato è quella di essere esausti e non aver la forza di affrontare qualsiasi attività. I sintomi includono fatica debilitante, perdita di massa magra, aumento del grasso a livello addominale, stanchezza generale e vertigini quando ci si alza in piedi da posizione distesa.

Possono esserci anche dolori muscolari e alle articolazioni, bassa pressione inusuale, e una vasta varietà di sintomi a livello dell’apparato digestivo come flatulenza e difficoltà di digestione.

CONSIGLI PRATICI

• Imparare a dire di no e ad essere chiari sulle aspettative che gli altri hanno su di noi
• Alimenti che contribuiscono ad aumentare la sintesi del cortisolo: pompelmo, curcuma, maca, semi di sesamo, mentre quelli che aiutano sono: carne grass-fed, sale integrale marino, avocado
• Aumentare l’assunzione di sodio attraverso sale marino
• Alghe marine
• Bagni di sale Epsom
• Meditazione

SUPPLEMENTI

• Panax Gingsen al mattino (sconsigliato nei soggetti fosforici e nervosi – ectoblasta)
• Liquirizia. È uno dei supplementi più efficaci in questi casi (meglio anche dell’idrocortisone): può aumentare i livelli di cortisolo aiutando il corpo ad utilizzarlo più a lungo
• Camomilla con zenzero e menta piperita alla sera
• Magnesio – meglio la forma orotato, glicerofosfato, malato, gluconato, accompagnata dalla Piridossina vitamina B6 (vitamina indispensabile per la sintesi della serotonina, spesso carente nella stanchezza surrenale)
• Rame-Oro-Argento (l’oro stimola la produzione di cortisolo)
• Ribes Nigrum (cortison like)
• Rhodiola (adattogeno, implementa la risposta surrenalica e la produzione di serotonina)
• Cordyceps insieme al Reishi (modulano l’asse HPA – il cordyceps agisce su meridiano rene e ottimizza la risposta surrenalica, il reishi modula la fase cortisolemica e agisce sul meridiano del cuore SHEN)
• Vitamina C (azione surrenalica)
• Quercus peduncolata (pianta utilizzata per la risposta surrenalica)
• Sequoia gigantea (utile nelle fasi di esaurimento surrenalico, in particolare nella senescenza)
• DL Fenilalanina (nelle fasi depressive e di aumento del dolore) – sconsigliata agli ipertesi
• Corteccia surrenale bovina (dietro consiglio esperto)

FIORI AUSTRALIANI UTILI (RAPPRESENTANO SOLO ALCUNI POSSIBILI DA IMPIEGARE)

• Macrocarpa – dona vitalità, resistenza fisica e, agendo sulle surrenali, rivitalizza il corpo a livello fisico
• Paw Paw – agisce sulla mancanza di energia dovuta alla troppa attività mentale. In questo caso c’è la chiara sensazione di essere sopraffatti in casa come al lavoro
• Pink Mulla Mulla – indicato se la stanchezza si protrae da lungo tempo, dovuta a ferite emozionali o spirituali che bloccano l’energia. Spesso si tratta di ferite che ci portiamo dietro dalle vite passate, che creano una cicatrice ancora attiva a livello psichico o emotivo
• Waratah – protegge e sostiene in caso di eventi dolorosi che portano disperazione, prostrazione e grande sofferenza (la notte buia dell’anima), infondendo coraggio per reagire alla crisi e stimolando la forza d’animo e la capacitò di reagire agli eventi. Risveglia la forza reattiva, favorendo lo spirito di sopravvivenza, la fiducia e l’ottimismo. Nei momenti di crisi, può servire per comprendere e acquisire consapevolezza dell’esperienza che stiamo attraversando, recuperando fede e coraggio per andare avanti
• Black Eyed Susan – per gli impazienti, frettolosi, iperattivi, aiuta a rallentare e rispettare ritmi più naturali, evitando di disperdere le energie e lo stress conseguente. Antistress. Permette di dosare i tempi, delegare e organizzare meglio gli impegni quotidiani o lavorativi. Calma e pace interiore, pazienza, empatia e tolleranza verso gli altri e i ritmi diversi dai nostri, rallentamento e calma di pensieri e azioni. Utile nei disturbi relativi alla fretta e al nervosismo, come digestione (per chi mangia di fretta, per esempio), diarrea, mal di testa da iperattività mentale, disturbi del sonno

SUONOPUNTURA CON I DIAPASON

Secondo la Medicina Vibrazionale le cause primarie dei maggiori disturbi e patologie sono da attribuirsi ad uno squilibrio energetico dei diversi sistemi ed è proprio questo squilibrio all’ origine di squilibri organici e psicosomatici che possono, col tempo, peggiorare. Per ricondurre la persona ad uno stato di salute e ben-essere occorre riportare questi sistemi ad una condizione di equilibrio.

La Suonopuntura Vibrazionale, inducendo una profonda stimolazione di tipo vibrazionale sui biopunti, sulle zone dolenti e sui diversi sistemi energetici, favorisce la graduale e costante scomparsa delle somatizzazioni fisiche e delle cause primarie che hanno permesso l’instaurarsi del sintomo/segnale.

L’utilizzo degli Harmonious (diapason) si rivela efficace per il riequilibrio del meridiano (VG e VC) e dei chakra, con ripercussioni positive sullo stress e stanchezza surrenale, depressione, fibromialgia, ansia.

SURRENI, MEDICINA CINESE E INDIGENA

Molte antiche culture credevano che le ghiandole surrenali fossero degli “scrigni” da cui veniva custodita la forza vitale e che al momento della morte questa sorgente scomparisse. Più velocemente usiamo questa forza, più velocemente invecchieremo. Nella medicina cinese questa forza di salute e vita si chiama Jing. Nasciamo con un contenuto limitato alla nascita, ed alcune erbe, accorgimenti, esercizi di respirazione possono aumentarla. Il processo di invecchiamento non è altro che la perdita del nostro Jing, che è sovrautilizzato soprattutto per quando si lavora senza pause e mancanza di sonno. I nativi americani erano consapevoli dell’ importanza delle ghiandole surrenali: durante l’inverno, era tradizione che dopo aver ucciso un grosso animale, tutti gli abitanti del villaggio si spartissero quel tessuto grasso (che erano proprio i surreni della bestia) sopra i reni e lo mangiassero crudo istantaneamente. I nativi americani non conoscevano lo scorbuto dovuto alla mancanza di vitC , contenuta in gran parte nei tessuti surrenali.

STILI DI VITA

• Godetevi un bella gita in bici o una passeggiata in montagna un paio di volte al mese (APPORTO DI IONI NEGATIVI);
• Allenamenti di forza a corpo libero;
• Cerca di trovare il tempo per giocare con un gruppo di amici o di impegnarti in un ‘attività per te molto appagante (sia fisicamente come uno sport di squadra, sia spiritualmente che intellettualmente);
• Cerca di impegnarti in attività socialmente utili che ti mettano a contatto con persone che condividono i tuoi stessi valori.
• Praticate la spiritualità (zen, buddismo, altre pratiche spirituali)
• Pratica la respirazione (pranayama, rebirthing, respirazione olotropica)
• Pratica del buon sesso (per la produzione di endorfine (anandamide)
• Se sei fortunato/a goditi l’innamoramento (produce feniletilammina (PEA) o “love drug”

PER CONCLUDERE
Dobbiamo affrontare le cose in modo diverso, dare priorità a ciò che è importante ricordando che anteporre noi stessi a tutto il resto, di tanto in tanto, è sano e anche necessario.

– James L. Wilson, MD – Adrenal Fatigue: The 21st Century Stress Syndrome – Smart Publications, 2002 (con oltre 150 referenze scientifiche)
– Michael Lam, MD – Adrenal Fatigue Syndrome – Adrenal Institute Press, 2012 (con oltre 180 referenze scientifiche)
– John W. Tintera, MD – The Hypoadrenocortical State and its Management – New York State Journal of Medicine, 55 (13): 1-14 , 1955
– William McK.Jefferies, MD – Safe Uses of Cortisol – Charles C. Thomas Publisher; 3° ed. 2004 (con oltre 240 referenze scientifiche)
– Raul Vergini – Fatica surrenale (sitografia)

HNMT HISTAMINE INTOLERANCE – INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA, COS’E’ E COME SI TRATTA

Umberto Villanti
Dottore magistrale in scienze della nutrizione
Dottore in neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista Complementare Naturopata Sanità Svizzera

COS’E’ L’ISTAMINA

L’istamina è un composto azotato coinvolto:

• Meccanismi digestivi – recettori H2
• Risposta infiammatoria – mastociti
• Neurotrasmettitore in diverse funzioni cerebrali – recettore H3

In natura la troviamo principalmente: alimenti invecchiati, processati, fermentati, coltivati e “guasti”. Alcuni degli amminoacidi vengono trasformati dagli enzimi batterici in ammine bioattive (delle quali l’istamina che deriva dall’istidina). A bassi livelli l’istamina fa aumentare l’acidità dello stomaco, che è in grado di eliminare ogni batterio al quale possiamo essere esposti. Ad alti livelli, l’istamina può scatenare nausea, diarrea, palpitazioni e dilatazione dei vasi sanguigni che deriva in forti mal di testa.

REAZIONI AVVERSE ALL’ISTAMINA

Entro alcuni minuti dall’esposizione all’istamina possiamo provare i seguenti sintomi:

• Arrossamento al volto (vampate)
• Nausea
• Cefalea
• Rinorrea o congestione nasale
• Vertigini
• Tachicardia
• Ansia

Se la reazione continua, possono verificarsi i sintomi seguenti:

• Gonfiore generalizzato
• Crampi addominali
• Diarrea

Nei casi più gravi:

• Attacchi di panico
• Visione offuscata
• Broncocostrizione, asma e difficoltà di respiro
• Edema della laringe e rigonfiamento della lingua

L’ISTAMINA E’ UNA DELLE TANTE AMMINE BIOGENICHE

Un’ammina biogenica è una potente molecola capace di dare segnali pur essendo fatta di un solo amminoacido. L’istamina, per esempio, deriva da un comune amminoacido, l’istidina (gli amminoacidi sono i mattoni che costituiscono le proteine). Carne e pesce sono ricchi in proteine e, di conseguenza, pieni di amminoacidi.

Segue una lista delle ammine biogeniche più comuni e degli amminoacidi da cui derivano.

• Arginina – agmatina, putrescina, spermina, spermidina
• Istidina – istamina
• Lisina – cadaverina
• Ornitina – putrescina, spermina, spermidina
• Fenilalanina – feniletilamina
• Tirosina – tiramina

BATTERI INTESTINALI E ISTAMINA

Molte specie di batteri e di lieviti contengono l’enzima istidina decarbossilasi (HDC) che trasforma l’istidina in istamina o altre ammine biogeniche nelle loro forme attive.
Quando la carne o il pesce non vengono consumati immediatamente o congelati, i batteri iniziano subito il loro lavoro scomponendo le proteine nei loro amminoacidi e metabolizzandoli. Uno dei prodotti è l’istamina.

SENSIBILITA’ ALL’ISTAMINA

Importantissimo mangiare carne e pesce freschissimi o avere l’assicurazione che erano stati rapidamente congelati

ATTENZIONE AD UNA SERIE DI ALIMENTI LAVORATI CHE CONTENGONO ELEVATI LIVELLI DI ISTAMINA

Batteri al latte per fare formaggi e yogurt.
Lieviti all’uva per fare il vino.
Batteri alla carne per fare salami.

Nella fase di preparazione, questi alimenti freschi – latte, uva e carne – che nelle loro forme fresche sono essenzialmente privi di istamina, diventano molto ricchi e con livelli elevati di istamina e altre ammine biogeniche.

PSEUDO-ALLERGIA DA TOSSICITÀ ISTAMINICA

Le ammine biogeniche sono presenti anche nei formaggi invecchiati, vino rosso, cioccolato, che sono tutti frequenti fattori scatenanti di episodi di emicrania.

Microbiota: sovracrescita intestinale di batteri (SIBO = small intestinal bacterial overgrowth), e sovracrescita di lieviti producono troppa istamina. Molte persone che soffrono di intolleranza all’istamina presentano sia deficienze nella produzione dell’enzima DAO (che degrada l’istamina inattivandola), sia un eccesso di batteri o di lieviti che sono diventati fabbriche di istamina all’interno dell’apparato digerente.

COSA E’ L’INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA

L’intolleranza all’istamina colpisce almeno l’1% della popolazione e l’80% di quelli che ne soffrono si trova fra i 40 e i 60 anni.

Il termine “intolleranza all’istamina” venne introdotto per sintomi quali dolore addominale, flatulenza, diarrea, cefalea, prurito, gonfiori oculari, ponfi, riniti, mestruazioni dolorose, difficoltà di respiro, episodi di tachicardia, palpitazioni e ipotensione che si verificano dopo aver consumato cibi ricchi in istamina (Komericki 2011).

L’intolleranza all’istamina può essere provocata da livelli troppo bassi di DAO.

Questo enzima si trova, fra l’altro, nelle membrane delle cellule che rivestono il digiuno e l’intestino tenue e della prima parte del colon. Le persone che presentano danni al sistema gastrointestinale sono a più alto rischio di intolleranza all’istamina. Le donne sono più comunemente affette dei loro colleghi maschi e questo perché gli estrogeni e l’istamina hanno un effetto di potenziamento reciproco.

L’istamina può aumentare i livelli di estrogeni e viceversa, spiegando così perché l’intolleranza all’istamina sia associata a crampi pre-mestruali, emicrania mestruale e anche alla presenza di fibromi uterini. Le donne in gravidanza possono provare notevole sollievo dalle loro ipersensibilità alimentari, in quanto la placenta secerne quantità molto elevate di DAO, l’enzima che distrugge l’istamina.

CAUSE COMUNI DI INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA

• Malattie infiammatorie intestinale (o qualsiasi causa di danno alla mucosa che riveste l’intestino)
• Malattia celiaca
• Disbiosi intestinale
• Sindrome da sovracrescita batterica nel tenue (SIBO)
• Infezioni parassitarie, come ad esempio la Giardia.
• Sindrome dell’intestino permeabile (LGS = Leaky gut sindone).
• Alcol o altri inibitori della DAO.
• Eccesso di ammine biogeniche nella dieta.
• Farmaci che aumentano l’istamina.
• Allergie alimentari.
• Polimorfismi genetici, come MTHFR e altri, che abbassano DAO, MAO, ALDH.
• Deficienze di co-fattori vitaminici – gli enzimi, come DAO e MAO si basano su co-fattori vitaminici e deficienze di questi co-fattori possono pure provocare una attività enzimatica anormale.

FARMACI E SUPPLEMENTI DA EVITARE

L’intolleranza temporanea all’istamina è causata da sostanze come alcol, una serie di farmaci con sostanze attive specifiche (come gli antibiotici, i fans, gli espettoranti) e da un consumo eccessivo di alimenti contenenti istamina. Inoltre, alcuni farmaci sono i seguenti:

• Vasodilatatori
• Aspirina
• Inibitori di pompa
• Ranitidina
• Barbabietola rossa in compresse per trattamento dell’ipertensione

CIBI DA EVITARE PER CHI E’ AFFETTO DALLA PROBLEMATICA (RICCHI DI ISTAMINA)

• Evitare le bevande alcoliche
• Evitare insaccati
• Evitare prodotti di pesce processato. Utilizzare solo pesce sicuramente fresco
• Evitare i cetrioli
• Evitare i cedri
• Evitare il cioccolato (in special modo al latte)
• Evitare le noci (specie arachidi)
• Evitare prodotti che contengano lievito o estratti di lievito
• Evitare la salsa di soia e prodotti fermentati di soia
• Evitare il tè nero e il tè verde
• Evitare caffè e bevande contenenti caffeina
• Evitare formaggi stagionati.
• Evitare gli spinaci in grandi quantità
• Evitare pomodori, salse di pomodoro e ketchup
• Evitare alimenti colorati artificialmente e con conservanti
• Evitare certe spezie (per i soggetti sensibili alla problematica): cannella, anice, noce moscata, curry, peperoncino di cayenna, chiodi di garofano

TEST PER L’INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA

Contrariamente ad un’allergia alimentare, l’intolleranza all’istamina non interessa il sistema immunitario. Non è pertanto possibile riscontrarla per mezzo di un classico test allergologico. Poiché il contenuto d’istamina è variabile – perfino nello stesso tipo di alimento – i sintomi possono talvolta verificarsi e talvolta no, anche ingerendo lo stesso alimento.

Ne fanno parte, fra gli altri:

• Disturbi gastroenterici (a es. diarrea, dolori addominali, crampi o flatulenza)
• Mal di testa, fino ad attacchi di emicrania
• Eruzione cutanea, prurito, orticaria
• Asma, difficoltà respiratorie, rinite
• Nausea, palpitazioni, vertigini
• Irritazioni della mucosa nasale, ad esempio naso che cola o naso chiuso

Di norma, i disturbi compaiono nell’arco di circa 45 minuti dall’assunzione di alimenti contenenti istamina e scompaiono dopo un intervallo che va dalle otto alle dodici ore.

PER VALUTARE SE SOFFRI DI INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE:

• Soffri sovente di mal di gola, raffreddore?
• Ti capita spesso di avere febbre, congiuntivite?
• Soffri di stanchezza cronica?
• Soffri di sonnolenza dopo aver mangiato?
• Soffri di mal di testa dopo aver mangiato?
• Dopo aver mangiato, hai prurito?
• Dopo aver mangiato, ti senti la pancia gonfia?
• Hai meteorismo o flatulenza dopo aver mangiato?
• Hai problemi a livello gastrico (gastrite, digestione difficoltosa)?
• Hai problemi a livello intestinale (diarrea, mal di pancia, colite)?

Se hai risposto si ad almeno 3 domande, potresti avere dei problemi correlati a un’intolleranza all’istamina,

TRATTAMENTO DELL’INTOLLERANZA ALL’ISTAMINA

Inizialmente sarebbe opportuno trattare eventuali disbiosi (alterazioni del microbiota intestinale), che potrebbero essere una o più delle seguenti:

• Disbiosi fungina
• SIBO
• Infezioni batteriche
• Infestazioni parassitarie
• Mancanza di flora batterica intestinale salutare

Inoltre, sarebbe bene curare una eventuale permeabilità intestinale:

• Integrare una sana alimentazione con l-glutammina, aloe, DGL (liquirizia deglicirrinizzata) o altri supplementi utili alla salute intestinale
• Evitare i più comuni allergeni alimentari
• Assumere ceppi di probiotici che diminuiscono la produzione di istamina il Lactobacillus ramnosus e il Bifidobacterium lactis possono ridurre la produzione di istamina

Usare antistaminici naturali

• Acido ascorbico – aiuta a degradare l’istamina
• Vitamina B6 – importante per la sintesi dell’enzima DAO
• Quercetina (meglio in polvere) – antistaminico naturale e stabilizzatore dei mastociti
• Aumentare l’attività dell’enzima DAO – Assumere l’enzima DAO con i pasti

N.B. Gli alimenti sconsigliati sono per chi è affetto dalla problematica. Alcune spezie, la cioccolata fondente, e altro non provocano necessariamente problemi di intolleranza istaminica a chiunque. Questo al fine di fugare eventuali allarmismi.

ANSIA, DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE E REFLUSSO ACIDO: QUANDO IL FEGATO NON DETOSSIFICA BENE I SOLFITI

(POLIMORFISMI SUOX E PROBLEMATICHE ASSOCIATE – polimorfismi Q364X, S370S, S370Y)

Umberto Villanti
Dottore magistrale in scienze della nutrizione
Dottore in neuro e psicomotricita dell’età evolutiva
Optometrista
Terapista Complementare Naturopata Sanità Svizzera

COS’E’ IL GENE SUOX

Il gene SUOX è coinvolto nella attività di detossificazione dei solfiti nel nostro organismo; La solfito ossidasi è l’enzima terminale prodotto da questo gene nel processo di degradazione ossidativa degli aminoacidi contenenti Zolfo.

Negli esseri umani l’insufficienza di questo enzima in genere conduce ad anomalie neurologiche.

I SOLFITI

I solfiti sono generati come sottoprodotti naturali del ciclo di metilazione dagli alimenti che ingeriamo o dalle sostanze che possiamo inalare; vengono infatti utilizzati in grande quantità come conservanti per evitare lo scolorimento o impedire la crescita dei microorganismi nell’industria alimentare ( frutta, verdura, marmellate, cibi precotti, pesce, farine, vino ecc); sono impiegati per mantenere la stabilità e la l’efficacia di alcune medicine, per prevenire la ruggine e le incrostazioni nell’acqua delle caldaie e persino per la produzione del cellophane per confezionare gli alimenti.

Il sintomo più comune riportato dalle persone intolleranti è la difficoltà di respirazione, ma i sintomi possono variare molto da persona a persona; i solfiti possono essere causa di orticaria, nausea, dolore al petto, ed in alcuni casi di gravi reazioni allergiche.

I solfiti potrebbero stimolare la risposta adrenergica di “Attacco- Fuga” del sistema nervono autonomo e stimolare la risposta allo stress del cortisolo.

Molte persone con mutazione SUOX, soffrono di reflusso acido che sembra non rispondere ai normali farmaci antireflusso GER, è possibile che la radice del problema sia l’eccesso dei solfiti che producono effetti allergici simili all’asma e che hanno come reazione secondaria il reflusso acido.

Molti integratori come il GSH, MSM, NAC dovrebbero essere evitati, così come alcuni farmaci utilizzati come antipertensivi o antibiotici o chelanti dovrebbero essere utilizzati con attenzione.

I solfiti pertanto risultano essere neurotossici e possono accumularsi in caso di difettoso funzionamento del SUOX nella sua forma di eterozigote o di omozigote.

TRATTAMENTO
Per accelerare il funzionamento del SOUX è consigliabile la supplementazione con Molibdeno, Boro, Vitamina E e Vitamina B12.

LA FISIOGNOMICA O SCIENZA DELL’ESPRESSIONE FACCIALE

LA FISIOGNOMICA O SCIENZA DELL’ESPRESSIONE FACCIALE

“COME IN ALTO COSI’ IN BASSO”. Tutto ciò che avviene dentro di noi si riflette all’esterno e viceversa. E.Trismegisto lo diceva già nel suo corpus hermeticum. La fisiognomica consente di rilevare alcuni disagi o segni predittivi, che possono permettere a chi sa decifrarli di interpretare quale disequilibrio è in atto nella persona, il tutto per il mantenimento del benessere e della salute. La fisiognomica rappresenta una lettura immediata del soggetto da esaminare, consentendo di rilevare disequilibri energetici secondo la mtc cinese, ormonali, attidudinali (morfopsicologia), costituzionali (secondo Pende, ecc.), posturali, ecc. Nella storia della naturopatia, Louis Kuhne è stato un antesignano di questa disciplina ad integrazione di altre metodiche (iridologia, ecc.). Una sua frase famosa è:

“Ogni variazione corporea, soprattutto del viso e del collo, manifesta un disagio interno”. (1907) The Science of Facial Expression

Umberto Villanti
Terapista Complementare DSS Sanità Ticino
Membro NVS Ass. Svizzera Naturopatiwww.naturaerzte.ch/it
www.umbertovillanti.it

UN CASO TRATTATO CON I DIAPASONON E SUGGERIMENTI NATUROPATICI ASSOCIATI 

UN CASO TRATTATO CON I DIAPASONON E SUGGERIMENTI NATUROPATICI ASSOCIATI

Umberto Villanti
Terapista Complementare DSS Sanità Ticino
Member of NVS Associazione Svizzera Naturopati www.naturaerzte.ch/it
sito web www.umbertovillanti.it

SOGGETO A.R.

• donna 76 anni
• Sposata
• Casalinga
• Parto naturale

DATI LABORATORIO

• Emoglobina glicata 7,00
• Glicemia a digiuno 150
• Glicemia dopo pranzo 210
• Tracce di acido urico
• Steatosi epatica
• TGL e Colesterolo LDL lievemente alto
• Polineuropatia sensitiva (dolori, bruciori e parestesie alle gambe)
• Sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome)
• Sciatalgia

VALUTAZIONE NATUROPATICA

a) Sonno: risvegli frequenti notturni
b) Estremità calde o fredde
c) Minzione frequente
d) Digestione alle volte lenta (assume inibitore di pompa)
e) Perdite vaginali
f) Cistiti ricorrenti – pielonefrite scorso dicembre 2017 con ricovero e antibioticoterapia

DATI COSTITUZIONALI

• Corpo con addome globoso (cost. Terra) e spalle larghe presenti (cost. Legno)
• Viso rotondo
• Passo e cadenza lenta (cost. Metallo)
• Colorito incarnito e tendente al giallo (cost. Terra)

ESAME DEI POLSI

• Molto YIN e deboli in profondità
• Molto YANG in superficie
• Rene, Polmone, Milza, carenti o assenti
• Fegato presente

QUADRO GENERALE (DEFICIT YIN CON ASTENIA, SECCHEZZA, CALORE GENERALE)

TRATTAMENTO DI 4 SEDUTE CON I DIAPASON

1° SEDUTA
Trattamento iniziale solo con il riequilibrio dei chakra con i diapason Armonious

• Risposta: miglioramento sensibile del dolore alle gambe e bruciore

2° SEDUTA
Trattamento riequilibrio dei chakra con i diapason Armonious

Associo i seguenti punti:

a) BL40 punto cavo popliteo con Diapason SHA 136 Hertz – dispersione bilaterale
b) GB41 punto aspirina con Diapason SHA 136 Hertz – dispersione bilaterale
c) Punti rachide – V28 (VESCICA) + V 25 (INTESTINO CRASSO) + V23 (RENI)

Risposta del cliente: miglioramento ulteriore della problematica

3° SEDUTA
Continuo il trattamento precedente e includo:
a) Idrossicobalamina liposomiale (B12) ogni giorno per 2 mesi
b) L-Carnitina e Acido alfa lipoico in compresse per la rigenerazione e miglioramento della trasmissione nervosa (mielina)
c) Ferro liposomiale per Restless Legs Syndrome

4° SEDUTA – Trattamento come il precedente
a) Continuo con Vit B12 e L Carnitina

OGGI
Ad oggi mi riferisce che nonostante il dolore non sia scomparso del tutto, l’intensità e notevolmente diminuita, il sonno migliorato, i risvegli notturni diminuiti, maggiore allegria e umore.

 

LE PROBLEMATICHE INVERNALI E IL RUOLO DEL NATUROPATA

LE PROBLEMATICHE INVERNALI E IL RUOLO DEL NATUROPATA

Umberto Villanti

L’inverno si avvicina e con lui tutta una serie di problematiche legate alle rigidità della temperature. Le sindromi influenzali rappresentano una di esse. E’ risaputo che il ruolo dei virus riveste un aspetto fondamentale nell’innesco della problematica (famiglia orthomixoviridae).

I VIRUS

I virus possono essere di tipo A (infetta uomini e animali) e i virus B (infettano solo l’uomo). Il virus dell’influenza va a infettare le cellule epiteliali dell’apparato respiratorio tramite riconoscimento tra HA e residui di acido sialico localizzati sulla superficie della cellula ospite, successivamente entrerà all’interno del citoplasma dove avviene il decapsidamento del virione con la fuoriuscita dell’acido nucleico che migrerà verso il nucleo grazie all’intervento della proteina NP. Il virus dell’influenza è molto variabile, presenta una variabilità genetica detta hantigenic drift e hantigenic shift:

1- Antigenic drift: quando si verificano delle piccole mutazioni a livello genomico. Virus simile al ceppo originario, variamento ogni stagione.

2- Antigenic shift: quando si verifica un riassortimento genico che genera un virus di nuova generazione, diverso dal virus da cui si è generato e dà origine alle pandemie, in genere dopo un po’ di anni.

Durante il riassortimento genico due virus (es. virus umano e virus aviario) infettano un organismo serbatoio (il maiale) e all’interno di questo organismo si ha uno scambio di parti del genoma umano e parti del genoma del virus aviario con la formazione di un virus che contiene parti di genoma del virus umano e aviario, generando un nuovo virus che nel momento in cui infetta l’organismo umano, l’uomo non essendo mai stato a contatto con quel particolare virus non lo riconosce, e genera infezioni gravi che possono sfociare nelle pandemie.

BECHAMP VS PASTEUR

Béchamp, fondatore dell’enzimologia, ha identificato minuscoli corpuscoli, più piccoli della cellula: i microzimi. Questi ultimi sono all’origine della vita e li si ritrova tanto nell’uomo che nell’animale, nel vegetale o nei microrganismi. Nell’uomo la loro forma varia secondo lo stato complessivo del terreno nel quale essi vivono e del quale si nutrono. La malattia si manifesta quando uno squilibrio turba le normali funzioni dei microzimi. Quando lo stato di salute è alterato (DALLA MALNUTRIZIONE, DA UN’INTOSSICAZIONE O DA STRESS FISICO O PSICHICO), il microzima si trasforma in germe patogeno, cioè in un microbo!

Per Antoine Béchamp lo stesso microbo può assumere più forme adattandosi all’ambiente nel quale vive: è la teoria del polimorfismo, le cui conseguenze, se fosse stata presa in considerazione, avrebbero rivoluzionato (secondo alcuni) il nostro approccio alla salute ed alla malattia. Per i sostenitori di questa teoria è sufficiente rafforzare la salute dell’individuo perché i germi patogeni che esso ospita ritrovino la loro forma originale di microzimi e la loro funzione di pacifici protettori. Riassumendo, per Pasteur il microbo provoca la malattia. Per Béchamp è la malattia che genera il microbo.

Dopo anni si è arrivati alla conclusione che sono importanti entrambi: IL MICROBO E IL TERRENO.

La naturopatia e tutta la medicina naturale (omeopatia compresa) e’ a favore della teoria di Bechamp.

L’APPROCCIO NATUROPATICO PREVENTIVO

Se è vero che in determinati casi (problematiche congenite, anzianità, broncopneumopatie ostruttive, soggetti a rischio, ecc.), l’intervento medico è elettivo (farmacologico o altro), per evitare le complicanze, nella stragrande maggior parte dei casi, la prevenzione primaria è in assoluto la modalità più corretta per fronteggiare le problematiche invernali quali per l’appunto i sintomi influenzali e le cause sottostanti. In naturopatia si tiene conto sempre del “terreno” individuale, cioè l’insieme delle caratteristiche genetiche e diatesiche (di predisposizione) della persona. Si studierà la costituzione di base attraverso l’iride (per valutare quali punti deboli potrà avere la persona), la biotipologia (lo studio delle caratteristiche manifeste fisiche, che rimandano alle predisposizioni), e altre tecniche per valutare alcuni disequilibri. In seguito al colloquio si potrà stabilire quale sarà il lavoro elettivo per la persona. In naturopatia si da molta importanza allo stato intestinale, ai sovraccarichi tossici o meglio tossiemia, allo stress ecc.

L’uso di probiotici, la bonifica intestinale, la detox epatica, i trattamenti riflessologici (con i colori, diapason), saranno indicati per migliorare la situazione. Sarà utile anche aiutare la risposta immunitaria, attraverso il suggerimento di integratori erboristici quali ad esempio l’echinacea (da escludere se in presenza di malattie autoimmuni e allergie), i funghi o i micoterapici (dietro valutazione esperta), lo zenzero in tisane insieme a malva e altre piante per sfiammare l’intestino e per il rafforzamento del sistema immunitario della persona adulta.

PER I BAMBINI

Utili alcuni ntegratori erboristici per i bambini (soggetti sulfurici) quali rosa canina, per la sua attività di rinforzo del sistema immunitario, in quanto ricco in vitamina C e per le sue proprietà antistaminiche, oppure viburnun lantana (soggetti fosforici) per le sue proprietà antinfiammatoria utili per curare i sintomi dell’influenza e del raffreddore, come tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie. Validi anche alcuni oligoelementi diatesici quali bismuto, insieme a rame, meglio ancora se accompagnati dagli oligoelementi diatesici di base (diatesi ipostenica, allergica artritica, ecc.). L’utilizzo di alcuni probiotici elettivi potranno aiutare ancora meglio il soggetto giovane per affrontare le insidie invernali.

Non ci siamo dimenticati dell’alimentazione. Rimandando per il momento ad altri siti o autori l’importanza dell’aspetto alimentare, ricordiamo che esistono diverse correnti in tal senso, come ad esempio chi è a favore o meno di alcuni alimenti mucogeni quali gli zuccheri raffinati o i latticini. Il naturopata non vi darà una dieta o dei consigli alimentari alla stessa stregua di un nutrizionista, ma potrà suggerirvi di documentarvi in tal senso, attraverso studi o pubblicazioni in merito. Inoltre, se per la scienza l’alimentazione assume un’importanza da un punto di vista nutrizionale (energetico, proteico, vitaminico, ecc.), per la naturopatia e per le discipline o CAM complementary medicines (ayurveda, MTC, Medicina tradizionale europea), il cibo è anche energia.

Secondo la macrobiotica, una disciplina afferente alla tradizione orientale, esistono cibi freddi ed espansivi e cibi caldi e contraenti. Saranno quindi privilegiati alcuni alimenti e sconsigliati altri, compatibilmente con le caratteristiche individuali della persona, eventuali patologie in atto, diete alimentari seguite. Sarà quindi importante parlane con il proprio medico di fiducia o nutrizionista che vi sta seguendo.

Se sei interessato/a a seguire i consigli naturopatici descritti sopra puoi scrivermi a: umberto.villanti@gmail.com o visitare il mio sito web www.umbertovillanti.it

Grazie,

Umberto Villanti Naturopata
– Riconosciuto dal DSS Dipartimento della sanità Svizzera
– Iscritto al registro dei naturopati della Regione Lombardia e Toscana

I FIORI AUSTRALIANI NELLA MENOPAUSA 

I FIORI AUSTRALIANI NELLA MENOPAUSA

Umberto Villanti

COSA SONO I FIORI AUSTRALIANI 

I Fiori Australiani hanno una tradizione antica: gli Aborigeni australiani hanno da sempre utilizzato questi fiori per trattare i disagi o gli squilibri emozionali. Le Essenze Floreali non solo aiutano a far chiarezza nella vita di ognuno di noi, ma donano anche la forza, il coraggio e la volontà di seguire e realizzare i propri obiettivi. Favoriscono lo sviluppo intuitivo, l’autostima, la spiritualità e la creatività. L’uso delle Essenze Floreali ha conosciuto una lunga tradizione fino a divenire molto popolare nell’Europa dell’epoca medioevale. Hildegard Von Bingen (XII sec. d.C.) e Paracelso (XV sec.) lasciarono testimonianza scritta dell’abitudine comune di raccogliere la rugiada dei fiori per affrontare alcuni malesseri della sfera emozionale. I rimedi preparati dai Fiori Australiani sono completamente naturali e privi di tossicità. Non presentano alcuna controindicazione e non provocano effetti collaterali. Possono essere combinati sia ai farmaci tradizionali sia a quelli omeopatici o ad altri rimedi fitoterapici.

LA MENOPAUSA

La menopausa non è una malattia, bensì un passaggio naturale nella vita delle donne, che si verifica fra i 45 e i 50 anni, quando le ovaie smettono di produrre estrogeni e progesterone che segnano anche la fine del ciclo femminile e dell’età fertile. E’ a tutti gli effetti uno stato fisiologico del tutto naturale. Oggi però si tende a dare una connotazione negativa in merito a questo passaggio: la menopausa è infatti ritenuta la fine della femminilità della donna e di conseguenza del suo ruolo di donna all’interno della società. In realtà dovrebbe essere considerato il lato positivo della situazione, cioè quella fase in cui si potranno dirigere le energie femminili verso la cura parentale e verso l’autonomia riguardo altri progetti. Il fatto di potersi dedicare meglio a se stesse, proprio perché la menopausa segna la libertà dal ciclo mestruale e l’inizio della saggezza e del potere personale, dovrebbe far riflettere sul ruolo positivo e non negativo della situazione.

SINTOMI

I sintomi della menopausa sono:
• Vampate di calore,
• Secchezza vaginale,
• Dimagrimento,
• Sudorazione notturna,
• Insonnia,
• Vertigini,
• Palpitazioni,
• Calo della libido,
• Incontinenza e altri problemi della vescica,
• Depressione e Ansia,
• Spossatezza,
• Dolori articolari,
• Affezioni cutanee come acne, la crescita dei peli in viso, la perdita di capelli.

La medicina allopatica interviene sui sintomi farmacologicamente, nonostante siano disturbi che potrebbero essere spesso mitigati o risolti in modo dolce, tra i quali quello di prendere coscienza e cercando di capire i cambiamenti in atto, agendo quindi sulla parte psicologica che questo importante cambiamento provoca. Alcuni studi condotti in USA e Inghilterra, hanno provato che le donne che non si considerano malate e che vivono questa fase in maniera consapevole, lamentano un numero molto minore, e a volte nessuno, di problemi associati a questo cambiamento esistenziale.

LA FLORITERAPIA AUSTRALIANA

Tra i rimedi utilizzati in ambito naturopatico esistono i Bush Flowers o essenze floreali australiane. L’utilizzo di tali rimedi vibrazionali sarà orientato sul riequilibrio energetico emozionale e sui disagi psichici prima o durante la menopausa. Ovviamente, il tutto condito con una sana ricetta naturopatica che tenga conto di un corretto stile di vita associato. I rimedi floreali australiani non sostituiscono eventuali cure mediche in corso o terapie prescritte da un medico professionista.

FIORI AUSTRALIANI E ORMONI

Tra i rimedi floreali in tal senso spiccano She Oak (per equilibrare il lavoro delle ovaie e la produzione di ormoni femminili). She Oak ha inoltre un’attività idratante, utile a mantenere la secrezione vaginale ottimale ed eliminando il dolore nei rapporti sessuali. Il rimedio aiuta a migliorare alcuni dei disturbi legati alla menopausa più fastidiosi e a sentirti intimamente più femminile. Un altro rimedio utile è Macrocarpa che aumenta l’attività delle ghiandole surrenali affinché possano produrre più estrogeni. Per sostenere il cambiamento utile invece Bottlebrush, il fiore che aiuta ad accettare e a superare questo importante cambiamento emozionale e corporeo. Per le vampate di calore invece può venirci in soccorso Mulla Mulla, rimedio indicato quando ci sono calore e bruciore nel corpo. Non ci dimentichiamo infine degli sbalzi di umore che possono giovare di Peach-flowered Tea-tree, rimedio che, agendo sul pancreas, dona equilibrio emotivo, fiducia, assunzione delle responsabilità e autostima. Se pensi invece che il tuo partner possa rifiutarti, motivo per il quale questo pensiero può crearti paura e preoccupazione, utilizza Illawarra Flame Tree, per avere più fiducia in te stessa e accettazione.

Se sei interessata ad avere un supporto dolce ad integrazione medica o psicologica scrivimi a umberto.villanti@gmail.com o visita il mio sito web www.umbertovillanti.it

Umberto Villanti

• Terapista Complementare Naturopata DSS Sanità Svizzera
• Iscritto al registro naturopati della Regione Lombardia e Toscana