ACETILCISTEINA EFFICACE PER IL COVID 19?

L’acetilcisteina è un derivato N-acetilato dell’amminoacido “solforato” cisteina. Presenta attività antiossidante e mucolitica ed è anche un antidoto salvavita in caso di eccessiva assunzione di paracetamolo. Si è inoltre riscontrato che può avere proprietà antiapoptotica, epatoprotettrice e nefroprotettrice.

L’attività pronta ed intensa dell’acetilcisteina sulla componente mucosa delle secrezioni è conseguente alla presenza nella molecola di un gruppo tiolico libero (-S-H), in grado di ridurre e scindere i ponti disolfuro (-S-S-) responsabili dell’aggregazione delle proteine e quindi dell’alta viscosità del muco. L’attività dell’acetilcisteina sull’eventuale componente purulenta delle secrezioni è invece dovuta alla sua capacità di depolimerizzare gli acidi nucleici.

L’acetilcisteina, modificando positivamente le caratteristiche qualitative e quantitative delle secrezioni delle vie aeree e favorendo il trasporto mucociliare, influisce in misura sostanziale sull’evoluzione e la risoluzione delle broncopneumopatie attenuando il rischio di complicanze da diminuzione di secreto e da insufficiente aerazione del polmone. Si suppone, inoltre, che l’acetilcisteina svolga un’azione di potenziamento del sistema antiossidante rappresentato dal tripeptide glutatione (GSH), uno dei più importanti meccanismi di difesa intracellulare.

L’azione dell’acetilcisteina e quella del glutatione sono sinergiche nello stimolare l’attività dei linfociti T e dei macrofagi con positivi effetti immunitari, particolarmente desiderabili in caso di malattie respiratorie sostenute da virus e batteri. Nei confronti di questi ultimi, l’acetilcisteina è in grado di ridurre significativamente l’adesività alle cellule della mucosa e, promuovendo la sintesi cellulare del glutatione è anche in grado di inattivare composti istolesivi quali le polveri e gli inquinanti atmosferici che vengono frequentemente inalati dal cavallo.

L’acetilcisteina quale donatore di elettroni agisce da “scavenger” ed antagonizza i radicali liberi dell’ossigeno, principali responsabili del fenomeno infiammatorio degenerativo del polmone del cavallo. Bloccando l’azione ossidante del radicale ipocloroso, l’acetilcisteina è in grado di proteggere l’alfa-1-antitripsina, efficace inibitore di elastasi e collagenasi, enzimi proteolitici che agiscono sulla parete alveolare determinando l’insorgenza dell’enfisema polmonare.

 

STUDI

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32632359/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32504923/

N-acetylcysteine: A rapid review of the evidence for effectiveness in treating COVID-19

 

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