SUCCO DI LIMONE: UN ALIMENTO FARMACO

L’acqua e limone sono un rimedio naturopatico antico e prezioso per tutti, da bere al mattino al risveglio. Il suo effetto è quello di “disintossicare” l’organismo, agendo come un vero e proprio lavaggio dell’apparato gastrointestinale e urinario.

Alcuni suoi effetti benefici riconosciuti:

  • Disintossica l’organismo
  • Migliora la digestione
  • Regolazione intestinale (stipsi e diarrea)
  • Miglioramento della pelle
  • Prevenzione di alcune malattie virali
  • Depurazione epatica
  • Diuretico
  • Antiossidante
  • Regolazione del colesterolo, glicemia, trigliceridi
  • Rafforzamento dei vasi sanguigni
  • Riduzione del dolore
  • Antibatterico
  • Solvente del muco in eccesso
  • Remineralizzante
  • Alcalinizzante

 

Rispetto ad altri frutti, il limone è ricco di principi nutritivi in ogni sua parte: la polpa, la scorza, i semi, ecc.

 

COMPOSIZIONE DEL LIMONE

Composto per il 90% di acqua, pochi zuccheri, proteine, apporta solo undici calorie. Il sapore agro è determinato dalle sostanze aromatizzanti contenute, quali limonene, cumarine. Alcune sue parti sono:

POLPA – chiamata endocarpo, è racchiusa negli spicchi ed è ricca di vescichette che racchiudono il succo e, sparsi nel frutto, i semi; la sua consistenza è leggera e quasi impalpabile, dato che è formata in gran parte dal succo del frutto, ricchissimo di nutrienti importanti;

SCORZA – viene chiamata anche flavedo, il suo colore è dovuto ai betacaroteni presenti, mostrando alcuni alveoli sulla superficie ricchi di oli essenziali, uno di essi il LIMONENE. L’aroma che si avverte tenendo il limone tra le mani è dato dal liquido giallo chiamato CITRALE.

STRATO DI MEZZO – chiamato anche ALBEDO, si trova tra la scorza e la polpa. La sua struttura è spessa e spugnosa, formata da PECTINA, sostanza addensante e gelatinosa. Per il suo sapore amaro viene erroneamente scartata pensando sia inutile. In realtà è una delle parti più importanti per l’apporto di LIMONENE e BIOFLAVONOIDI.

 

ACIDO ASCORBICO IN COMPRESSE O SUCCO DI LIMONE?

I benefici del limone sembrerebbero superiori all’integrazione di acido ascorbico in compresse. Dopo il frutto Kakadu plum e Acerola, il limone è il più ricco di vitamina C. Il succo di agrumi, come i frutti dell’acerola, sono ricchissimi di bioflavonoidi (ribatezzati vitamina C2) che hanno un’azione sinergica alla vitamina C. In natura, accanto all’acido ascorbico (vitamina C1) troviamo associato costantemente un altro fattore (vitamina C2): insieme, queste molecole formano il complesso C, la vera sostanza ad azione vitaminica. Studi iniziati già nel 1926 da Bezssonoff e completati nel 1977 da Gazave e Parrot, hanno definitivamente chiarito che la causa dello scorbuto è un’avitaminosi doppia C1-C2 e che ogni singolo fattore non è in grado da solo di esercitare l’azione antiscorbutigena. Chimicamente il fattore C2 è un flavonoide (pentaidrossi-3-flavanolo), si trova in natura, specialmente negli agrumi, sotto forma di un composto stabile, ed è in grado di aumentare la velocità di riduzione dell’acido deidroascorbico in acido ascorbico. Inoltre, il fattore C2 ha anche un’azione catalitica proponendosi di volta in volta come donatore o come accettore di idrogeno.

 

COMPOSTI PRINCIPALI DEL LIMONE

 

I principali sono:

  • Vitamina C
  • Pectina
  • Bioflavonoidi
  • Limonene
  • Acido citrico

 

VITAMINA C

 

La vitamina C contenuta nel limone è di circa 55 mg (limone intero), contro la dose raccomandata giornaliera di 60 mg. La sua funzione principale è antiscorbuto, Altre sue azioni importanti sono quelle di favorire l’assorbimento del ferro, ecc. Di seguito riportiamo i processi biologici più noti dove interviene la vitamina C (contenuta nel limone) di cui parleremo nel dettaglio in un prossimo articolo:

  • Fondamentale nella sintesi del collagene
  • Importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario
  • Idrossilazione della dopamina per formare la noradrenalina
  • Catabolismo della tirosina
  • Formazione di acido folinico da acido folico
  • Sintesi della carnitina
  • Sintesi degli acidi biliari,
  • Idrossilazione degli acidi grassi
  • Sintesi degli ormoni steroidei
  • Amidazione di alcuni peptidi con azione ormonale
  • Azione di rigenerazione della vitamina E
  • Azione antinfiammatoria
  • Azione antiossidante
  • Azione antistaminica
  • Aumento dell’assorbimento dei beta glucani dei funghi medicinali

Sembra che la vitamina C possa diminuire la formazione di N-nitrosocomposti, sostanze potenzialmente mutagene, quindi si ritiene possa agire diminuendo il rischio potenziale di un’evoluzione cancerogena delle cellule gastriche.

 

ACIDO CITRICO

 

E’ un acido organico di primaria importanza. E’ responsabile del sapore aspro, contenuto nel quantitativo di circa 6-7%. Favorisce la conservazione del frutto ed inoltre svolge un’azione benefica nell’organismo, quale ad esempio:

  • Miglioramento della digestione
  • Antifermentativo
  • Aumento dell’assimilazione dei pasti
  • Aumento della diuresi
  • Contrasta la formazione di litiasi renale quali calcoli di cistina, xantine (derivanti dalla ipoxantina), causa di acido urico a partire dalla xantina ossidasi

Il citrato è un potente inibitore della cristallizzazione dei sali di calcio. L’ipocitraturia è un’alterazione biochimica comune nella formazione di calcoli di calcio negli adulti e specialmente nei bambini.

 

BIOFLAFONOIDI

 

Sono i pigmenti che conferiscono al frutto il colore giallo (dal lativo FLAVUS giallo). Vengono chiamati anche vitamina P (una classe di almeno cinquemila composti suddivisi in sottoclassi). I flavonoidi sono composti fenolici con attività:

  • Antiossidante
  • Antinfiammatoria
  • Antiallergica
  • Antivirale
  • Antitumorale

 

I flavonoidi amplificano l’effetto di altre vitamine in circolo, rigenerando la vitamina C, convertendo l’acido deidroascorbico ossidato in acido ascorbico ridotto. Gli integratori di vitamina C dovrebbero comprendere anche i bioflavonoidi per esplicare un effetto sinergico e potenziato. I flavonoidi presenti nel limone sono diversi, presenti nella polpa, succo, scorza, e soprattutto nell’albedo (dove è contenuta la PECTINA). Alcuni tipi di flavonoidi sono l’esperidina, la rutina, la naringenina, la citrina, la quercetina. L’azione dei flavonoidi è variegata, tra questi:

  • Miglioramento dell’elasticità dei vasi sanguigni
  • Miglioramento delle emorroidi, capillari fragili, couperose
  • Antiossidante
  • Vasoprotettori
  • Prevenzione di Ictus e Infarti
  • Prevenzione delle infiammazioni e allergie

 

PECTINA

 

Presente abbondantemente nel limone, è una fibra solubile, si scioglie in acqua. Viene impiegata nella preparazione delle marmellate e gelatine di frutta, una volta sciolta nell’acqua forma una gelatina. Non viene digerita da parte dell’organismo, ma possiede delle proprietà interessanti, fungendo da spazzino e neutralizzatore di alcuni xenobiotici.  La pectina è un carboidrato non assimilabile, della categoria degli eteropolisaccaridi, carboidrati complessi composti da una catena di molecole di glucidi diversi tra loro. Le pectine più comuni possiedono una struttura principale composta da catene di acido galatturonico, unite da legami glicosidici alfa-1,4.

Le pectine, in quanto fibre solubili, ne condividono tutte le proprietà benefiche, che riassumiamo brevemente:

  • Favoriscono la regolarizzazione del transito intestinale;
  • Ritardano l’assorbimento di zuccheri a livello intestinale, diminuendone l’indice glicemico;
  • Sequestrano gli acidi biliari, favorendo un abbassamento del colesterolo;
  • Nutrono la flora batterica intestinale “buona”;
  • Produce sazietà;

 

La pectina si assume mangiando regolarmente frutta e verdura, e con una dieta variata che preveda il consumo di tutti i tipi di vegetali: in questo modo si consumeranno alimenti che contengono tutti i tipi di fibra, pectina compresa.

 

PECTINA DEGLI AGRUMI MODIFICATA

 

La pectina di agrumi, viene modificata attraverso un processo speciale, nel quale la dimensione della molecola viene ulteriormente ridotta per consentire al corpo un migliore assorbimento. Viene impiegata per ridurre elevate concentrazioni  di colesterolo LDL, per l’effetto decongestionante delle mucose intestinali, agendo favorevolmente nelle stipsi e diareee,  per ridurre elevate concentrazioni di trigliceridi, ma in particolare come chelante di alcuni metalli tossici, spesso concause di malattie autoimmuni e degenerative.

Molti studi sembrano suggerire il ruolo antineoplastico (per alcune forme tumorali quali il cancro alla prostata, al colon retto da studi in vivo sui ratti), chelante (in particolare per il piombo, cadmio, arsenico). La sua integrazione, a dosaggi di almeno 10 grammi al giorno per diversi mesi, per poi ridurne la dose a seconda della risposta individuale, è quella in genere proposta per il trattamento a sostegno di alcune patologie. La pectina di agrumi modificata può però causare alcune ipersensibilità. Se si è allergici agli agrumi o agli ingredienti contenuti nei composti di pectina di agrumi, è necessario evitare la sua assunzione. Secondo il sito della American Cancer Society, alcune persone hanno segnalato alcuni episodi di asma dopo la sua assunzione in polvere. Alcuni sintomi sgradevoli possono includere anche disturbi gastrointestinali o diarrea. E’ inoltre importante cercare un buon prodotto in commercio, visto che essendo venduta come integratore alimentare e non come farmaco, i produttori non sono tenuti a dimostrare la sicurezza o l’efficacia fino a quando non vi è alcuna richiesta di prevenzione o trattamento della malattia. Poiché la FDA non regolamenta gli integratori, potrebbero esserci incongruenze negli ingredienti o negli additivi, che possono causare reazioni allergiche.

 

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE DELLA PECTINA DI AGRUMI MODIFICATA

 

La pectina di agrumi modificata può ridurre o impedire l’assorbimento di farmaci da prescrizione o da banco. Sebbene siano state condotte ricerche limitate sull’uomo, vi sono prove che la pectina può abbassare i livelli di colesterolo. E’ necessario quindi fare attenzione alla concomitante assunzione di statine. La pectina di agrumi modificata può aumentare l’escrezione di metalli quali piombo, mercurio e arsenico. I risultati di uno studio condotto dalla Amitabha Medical Clinic and Healing Center hanno mostrato una possibile riduzione del carico di metalli pesanti tossici nei pazienti che usano pectina di agrumi modificata. Sebbene non siano stati segnalati effetti collaterali, si consiglia cautela nell’assunzione di pectina di agrumi modificata in aggiunta ad altri agenti chelanti che possono aumentare significativamente l’escrezione urinaria di questi metalli. Prima di iniziare una chelazione consultare sempre il proprio medico curante. Una possibile alternativa è quella di assumere sostanze antagoniste dei metalli tossici, cioè non chelanti, e in seguito valutare una possibile chelazione. Questo in particolar modo quando il soggetto è defedato o con una energia vitale carente.

 

Disturbi allo stomaco

La pectina di agrumi modificata è una fibra alimentare, quindi alte dosi possono causare diarrea per il suo effetto lassativo. E’ consigliabile interrompere l’uso in caso di intolleranza gastrica o se le feci diarroiche continuano per più di 24 ore. La reazione al contenuto di fibre nella pectina di agrumi modificata può causare perdita di liquidi o elettroliti con conseguente costipazione o implicazione fecale, specialmente negli anziani.

 

Altre conseguenze sulla salute

Affidarsi solo alla pectina di agrumi modificata come trattamento per la malattia ed evitare o ritardare le cure mediche convenzionali può avere gravi conseguenze per la salute. L’uso di pectina di agrumi modificata per il cancro alla prostata, la riduzione del tumore o qualsiasi tipo di cancro è considerato attualmente in fase sperimentale. La supervisione medica è essenziale quando si utilizza questa sostanza per la gestione di qualsiasi tipo di malattia grave.

 

Ricordiamo, che esistono in natura diverse sostanze ad azione chelante, quali la N Acetilcisteina, Glutatione, Vitamina C, Zolfo, MSM, Acido Lipoico, Acido fulvico, Taurina, Metionina, Melatonina, oppure composti antagonisti quali Selenio, Calcio, Silicio, Acido malico, Zinco (attivante la metallotioneina, spesso carente se in presenza di metalli tossici, al contempo attivata necessariamente da zinco e altri composti), ecc. Per verificare se è necessario agire con una chelazione non basta affidarsi ad alcuni test (mineralogramma, edta nelle urine), ma ad esami più sofisticati o screening della reattività chimica immunitaria.

 

LIMONENE

 

Il profumo del limone è l’effetto prodotto dal limonene. E’ una molecola appartenente ai terpeni. Alcuni studi hanno mostrato una sua azione preventiva nei tumori, grazie alla sua attività antinfiammatoria. Un’altra sua azione è quella antiossidante. Altri studi hanno dimostrato che il limonene previene la bioattivazione dei pro-carcinogeni, migliorando la coniugazione dei metaboliti carcinogenici prossimali. Inoltre, lo studio ha dimostrato che previene la riduzione della concentrazione di GSH (glutatione) epatica dopo assunzione di paracetamolo. Riassumendo, protegge la funzionalità epatica e mantiene la concentrazione di glutatione nel corpo.

 

OSSALATI DI CALCIO E LIMONE

 

Mentre la somministrazione di dosi eccessive di vitamina C può favorire la formazione di calcoli renali di ossalato di calcio (questo perché la vitamina C può essere convertita in ossalato), l’assunzione di limone al contrario riduce la formazione di litiasi renale grazie alla presenza di citrati, contribuendo anche alla riduzione di acido urico. La formazione di ossalati di calcio non sembra essere presente durante l’assunzione di vitamina C endovena, in quanto viene assorbita totalmente dalle cellule. Un’altra forma di acido ascorbico, come l’ascorbil palminato, composto da acido ascorbico e acido palmitico in forma liposolubile, sembrerebbe non avere questi effetti collaterali.

 

EFFETTO ALCALINIZZANTE DEL LIMONE

 

Il limone, nonostante il sapore acido, svolge un’azione alcalinizzante. Quando viene introdotto nell’organismo il suo effetto è deacidificante. In realtà il limone contiene acidi organici deboli (citrico, tartarico). Una volta idrolizzati provocano la formazione di carbonati e bicarbonati, liberando sostanze definite ALCALI, che hanno un tasso di acidità bassa neutralizzando l’ambiente acido stesso. In questo modo si rivela un ottimo INTEGRATORE basico, al pari di alcuni basificanti minerali (in particolare quelli in forma citrata). E’ possibile misurare il pH urinario, prima e dopo l’assunzione di acqua e limone con le cartine tornasole. Dopo avere assunto acqua e limone, sarà possibile rilevare un pH più basico, a riprova del fatto che la sua azione è antiacida.

 

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