VISOLOGIA O PATOFISIOGNOMICA: QUANDO L’ENERGIA DEI RENI E’ CARENTE

 

 

In naturopatia esistono diverse tecniche di valutazione per evidenziare eventuali disequilibri bioenergetici. Il naturopata professionista, intervenendo sul terreno, necessita di una conoscenza approfondita della costituzione e della diatesi della persona, per evitare di intervenire in maniera superficiale o secondo protocolli standardizzati, come spesso accade da parte di altri professionisti (anche nel campo delle discipline complementari). Ogni soggetto è unico nel suo genere, e pertanto deve essere “accompagnato” ed educato (“docere” – naturopata come educatore), in modo personalizzato. Quindi  risulta essenziale padroneggiare alcune discipline valutative (iridologia, morfopsicologia, biotipologia, patofisiognomica, kinesiologia applicata), per orientare il proprio operato in modo efficace.

Il naturopata quindi si occupa delle cause (TOLLE CAUSAM), di incentivare le risorse individuali (VIS MEDICATRIX), di suggerire tutto ciò che non sia invasivo o di sostegno alla medicina allopatica senza interferire con essa (PRIMUM NON NOCERE), utilizzando il suo sapere corroborato dalla “lettura” del BIOTIPO.  Oltre alla medicina umorale ippocratica, esistono alcune tecniche derivate dalla MTE (medicina tradizionale europea). Una di queste è la scienza dell’espressione facciale (il suo fautore è stato il naturopata Louis Kuhne), meglio conosciuta come visologia o patofisiognomica.

la Patofisiognomica (dal greco physis “natura” e gnosis “conoscenza”) del viso o Visologia è una metodica di valutazione non invasiva che studia i segni osservabili sul viso, allo scopo di evidenziare eventuali disequilibri bioenergetici funzionali. Può essere considerata una metodica di primary prevention (prevenzione primaria) “diagnostica” di disfunzioni e patologie (metaboliche, psichiche, strutturali) prima che esse si manifestano. L’osservazione di tratti somatici, linee, rilievi, rughe, colorazioni, rappresenta uno strumento fondamentale per la comprensione dell’individuo secondo la naturopatia. La patofisiognomica può essere utilizzata in chiave bioenergetica (secondo la medicina umorale di Ippocrate o secondo la MTC cinese), in chiave ormonale, clinica, posturale, ecc. In questo piccolo articolo utilizzeremo (solo per esempio, conoscendo anche altre chiavi di lettura), il linguaggio della MTC.

 

DISEQUILIBRI BIOENERGETICI RENALI IN MTC

 

FUNZIONE DEL RENE 

  • Purificare il sangue dalle sostanze di rifiuto tossiche formando l’urina.
  • Dal punto di vista energetico, i reni (inclusi il surrene, il sistema nervoso autonomo e gli organi riproduttivi) vengono considerati fra gli organi più vitali insieme al fegato.
  • I Reni ricevono i fluidi corporei “impuri” dagli intestini, li separano mandando la parte più pura verso i polmoni per essere utilizzata dal corpo, mentre quella residua impura viene mandata alla Vescica Urinaria per essere espulsa come urina.
  • Quando i Reni non riescono a trasformare l’acqua, i liquidi rimangono nel corpo formando edema (gonfiore) e ritenzione urinaria.

Secondo il pensiero cinese i Reni governano la ricezione del CHI trattenendo il CHI dell’aria inspirata e spingendolo nel basso addome. Questo tipo di respirazione aiuta a rinforzare l’essenza vitale che crea il QI.

I Reni regolano la somministrazione energetica di molti organi attraverso diversi componenti metabolici ormonali, per cui sono in rapporto con gli ormoni sessuali e con la risposta individuale allo stato di stress. In questo modo i reni, insieme alla vescica, controllano la somministrazione dell’energia vitale e realizzano la purificazione dei liquidi del corpo.

 

CAUSE DI PERDITA ENERGETICA RENALE

Zu ShaoYin Shen Jing (Shen: residenza della risolutezza)

Da un punto di vista emotivo il rene può consumarsi a causa di uno stress emozionale continuo in diversi aspetti della vita,  per un conflitto di lontananza dalla propria terra o dalla propria casa, per un conflitto di perdita materiale. Da un punto di vista mentale può essere messo in crisi per uno stress protratto a casa e al lavoro, per ansietà continue, per uno stato  di esaurimento, per un eccesso di lavoro che porta alla mancanza di determinazione, motivazione e di impulso, causando spesso confusione mentale o paura delle cose più semplici.

A livello fisico potranno manifestarsi  segni di mancanza dell’energia che nutre i muscoli, la pelle, le ossa, i capelli. La carnagione potrebbe risultare “spenta” (come è evidente negli ammalati che soffrono di insufficienza cronica renale o trattati con dialisi), la pelle manca di elasticità ed è soggetta a infezioni ed eczema. I sintomi potranno spaziare dalla perdita di capelli, a denti fragili, ossa deboli, osteoporosi, pesantezza e fatica generalizzata, eccessiva tensione al muscolo retto addominale (dalle costole fino al pube), atrofia muscolare, debolezza degli arti inferiori, sensazione di freddo nella parte inferiore del corpo con edemi alle gambe (rene sx), sensazione di caldo nella regione plantare, infiammazione e infezioni renali, calcoli, coliche renali, lingua secca, alitosi, gonfiore e dolore di gola, emorragia nasale, deficienza ormonale, eccessiva attività sessuale nel caso di aumento di tensione, perdita dell’impulso sessuale e impotenza nel caso di debilitazione energetica. Ricordo, che in naturopatia secondo la MTC non operiamo distinguere il rene dal surrene, pertanto i suggerimenti terranno conto di entrambi.

 

SEGNI IN PATOFISIOGNOMICA

I segni predittivi potranno essere diversi, edema sottopalpebrali, rughe sottopalpebrali, occhiaie, biancore sottopalpebrale, ematoma. Sarà compito del naturopata esperto decodificare questi segni, spesso in associazione ad altri tipi di lettura del viso (altri segni in altre aree e accostamenti alla morfopsicologia, ecc.).

 

TRATTAMENTO DELLE DISFUNZIONI ENERGETICHE RENALI

Il tipo di suggerimento potrà essere diversificato in base a diversi fattori (malattie presenti, farmaci assunti, intolleranze ad alcuni composti quali piante e alimenti, interazioni piante farmaco, e via dicendo). Di seguito una lista non esaustiva e solo a titolo esemplificativo (esistono diversi approcci naturali), del tipo di intervento possibile per sostenere i reni.

 

SUGGERIMENTI NATURALI

Un semplice accorgimento arriva dalla Macrobiotica. Il Brodo o decotto di Azuki, utile quale stimolante della funzionalita’ renale, depurante e tonico di energia rene e surrene. Bevuto tutti i giorni non tarderà a dare i suoi risultati. Un altro rimedio molto efficace sono gli oligoelementi diatesici secondo Ménétrier, che verranno valutati dal naturopata esperto in base alla diatesi di appartenenza. Risultano inoltre utili alcuni adattogeni, per migliorare l’energia del surrene e rene quali l’Eleuterococco, ricco in glucosidi eleuterosidi, derivati cumarinici, saponine triterpeniche, polisaccaridi, polifenoli, utile per aumentare la resistenza dell’organismo allo stress. Un altro alleato del rene è il fungo Cordyceps, un tonico, il quale aumenta le energie fisiche e la resistenza, stimolando inoltre  il sistema immunitario, spesso compromesso quando l’energia del rene è in deficit. Una pianta interessante è anche la SUMA (pfaffia paniculata), una sorta di ginseng brasiliano, ottimo adattogeno, in quanto aumenta la capacità dell’organismo ad adattarsi ai cambiamenti stagionali e stressanti. Esistono anche delle piante utili per l’organo rene come l’Ortica, consigliata spesso in convalescenza, ricca di minerali quali Silicio (utile per il sistema immunitario), fosforo, magnesio, calcio, manganese e potassio, nonché di vitamine A, C e K, una pianta quindi remineralizzante, ricostituente e tonificante. La sua azione risulta essere anche depurativa, diuretica e alcalinizzante,  indicata quindi in caso di gotta, affezioni reumatiche, artrite, calcoli renali, renella e cistite. Un’altra pianta utile è il Ciliegio, utile nella ritenzione idrica, dalle proprietà drenanti (fitocomplesso che ha grandi quantità di sali di potassio), ricco in mucillagini, tannini, fenoli (un rimedio antinfiammatorio delle vie urinarie), utile nel trattamento delle cistiti, uretriti e nefriti, dalle proprietà diuretiche (per eventuali calcoli renali e renella). Non possiamo dimenticare l’Astragalo, dalle proprietà adattogene,  una pianta che sostiene la tolleranza dell’organismo allo stress, indicata per contrastare periodi di stanchezza, affaticamento, astenia, convalescenze, aumenta inoltre la capacità di apprendimento e memoria spesso carente nella “fatica” renale. Ha una sua azione cardiotonica (interviene sul metabolismo del sodio e del potassio),  riducendo la pressione arteriosa (meccanismo inibitorio sull’aldosterone). In medicina umorale viene data importanza inoltre alla Solidago, pianta elettiva e a sostegno nelle problematiche renali.  Contiene molecole che sembrerebbero aumentare il flusso di urina ed esercitare un’azione antinfiammatoria che potrebbe essere utile per combattere i gonfiori. Per questo viene utilizzata proprio per combattere dolori e infiammazioni e come diuretico. Inoltre viene proposta contro gli spasmi muscolari, la gotta, i dolori articolari, l’artrite (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5693348/). La solidago, nonostante sia usata da alcuni heilpraktiker tedeschi nelle insufficienze renali, dovrebbe essere evitata nei soggetti sofferenti di edemi o ritenzione idrica dovute a patologie cardiache o renali, in alcuni tipi di ipertensioni, nei soggetti che assumono diuretici (in quanto potenzierebbe l’effetto farmacologico con rischio di ipotensione e capogiri). Non possiamo inoltre trascurare gli aspetti emozionali ed energetici del rene. In questi casi, la cromopuntura e la suonopuntura con i diapason rappresentano delle tecniche eccezionali per un lavoro di regolazione emozionale in profondità.

 

 

 

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