NELLA TRADIZIONE SCIAMANICA E POPOLARE LA PAROLA “MEDICINA” È UN CONCETTO MOLTO PIÙ ESTESO

➡️L’esercizio fisico è una medicina.
➡️ Il risveglio precoce è una medicina.
➡️Un’alimentazione equilibrata è una medicina.
➡️Ridere è una medicina.
➡️Un buon atteggiamento è una medicina.
➡️Il sonno è una medicina.
➡️La meditazione è una medicina.
➡️Amare qualcuno è una medicina.
➡️Essere amati è una medicina.
➡️La gratitudine è una medicina.
➡️Mettere da parte le offese è una medicina.
➡️Essere sorpresi è una medicina.
➡️Leggere e nutrire l’anima con la spiritualità è una medicina.
➡️Cantare e ballare è una medicina.
➡️Abbracciare i propri cari è una medicina.
➡️Pensare bene e pensare nel giusto stato d’animo è la medicina.
➡️Confidare e credere in un potere spirituale superiore è una medicina.
➡️I buoni amici sono una medicina.
➡️Essere perdonati e perdonare gli altri è una medicina.
➡️Prendere il sole è una medicina.
➡️Respirare bene è una medicina.
➡️Rispettare e accettare la morte è una medicina.
➡️Ascoltare i segni e i consigli degli spiriti alleati è una medicina.
➡️Seguire la VIA DEL CUORE è una medicina.

Se anche noi utilizzassimo questi farmaci, avremmo meno bisogno di medicinali prescritti dagli allopati e venduti in farmacia ‼️

Dott Umberto Villanti
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TOSSINE AMBIENTALI MALATTIE ENDOCRINE E DEGENERATIVE

👉Oggi siamo a rischio per la presenza di elementi nocivi (chimici, fisici o biologici) nell’ambiente, che provocano danni severi.

👉Esistono numerosi casi di infertilità aventi causa sconosciuta, che possono essere attribuiti a diverse esposizioni ambientali o professionali a contaminanti.

👉Queste esposizioni determinano un alto stress ossidativo e danni genetici ed epigenetici alle proprie cellule riproduttive.

✅TOSSINE ESOGENE AMBIENTALI

👉Agenti tossici che potrebbero avere un effetto sulla sulla biochimica, fertilità, psiche, neurologia:

➡️Idrocarburi aromatici (benzeni, tolueni).
➡️Idrocarburi alogenati (propani, fenili).
➡️Composti organoclorurati (pesticidi).
➡️Alcuni metalli pesanti come piombo e cadmio.

✅GLI INTERFERENTI ENDOCRINI

👉Sono sostanze chimiche esogene all’organismo, naturali o sintetiche, che interferiscono con la produzione, il trasporto, l’azione degli ormoni naturali del nostro corpo come gli estrogeni e gli androgeni.

👉Possono essere considerati dei falsi estrogeni o imitatori. In particolare, nel campo ormonale, spiccano alcuni pesticidi organoclorurati, come i falati, il bisfenolo A, ecc.

👉Diversi studi hanno stabilito che questi interferenti sono immagazzinati nel grasso corporeo e che addirittura possono essere veicolati dalla mamma al feto determinando i seguenti problemi:

➡️Alterazioni nella formazione e chiusura dell’uretra (ipospadia).
➡️Alterazione nella posizione dei testicoli (criptorchidismo).
➡️Alterazioni nella spermatogenesi.
➡️Cancro ai testicoli in età adulta.
➡️Disturbi della funzione ovarica e anomalie benigne dell’utero e del seno.
➡️Endometriosi.

✅TOSSINE AMBIENTALI E DANNI NEUROLOGICI

👉Sono tante le ricerche che hanno stabilito una correlazione tra tossine ambientali e mattie neurodegenerative.

👉Alcune di esse hanno spiegato la concausa di alcune malattie quali il Parkinson e pesticidi.

👉Una ricerca italiana ha sottolineato come i neuroni dopaminergici e le beta-cellule pancreatiche condividano una significativa vulnerabilità verso alcune tossine, dovuto allo stress ossidativo a cui sono sottoposte durante la loro attività e/o a sostanze esogene.

👉Le beta-cellule pancreatiche esprimono recettori, enzimi e trasportatori del sistema dopaminergico che potrebbe spiegare una certa similitudine con i neuroni dopaminergici.

👉In questo studio di è potuto dimostrare che Metformina e Vitamina E proteggono dalla tossicità indotta da Rotenone, indicando un uso potenziale di queste due sostanze.

Anche i metalli tossici possono causare malattie neurologiche ‼️

👉Secondo diversi studi americani pubblicati su Jama Neurology e altre riviste, l’esposizione ai pesticidi e ad altre sostanze chimiche, nonché metalli tossici, aumenta il rischio di SLA, Alzheimer e demenza fronto-temporale.

✅UN TEST UTILE PER DETERMINARE QUESTE TOSSINE

Array 11 Chemical Immune Reactivity Screen Test

👉Si chiama così il test che esplora tutte queste sostanze nocive.

👉Quando le sostanze chimiche entrano nel corpo, possono legarsi alle proteine ​​del tessuto umano. Quando ciò accade, può ripiegare in modo errato la proteina in una struttura simile all’amiloide-beta. Questo crea anticorpi contro le sostanze chimiche legate al tessuto umano e in realtà prende di mira il peptide beta-amiloide, portando potenzialmente alla formazione di placca amiloide, un importante contributo allo sviluppo del morbo di Alzheimer.

👉L’array 11 misura una gamma ampliata di tossine chimiche ambientali che si legano ai tessuti umani rispetto ad altri test di laboratorio che identificano solo l’esposizione chimica.

✅TRATTAMENTO A SOSTEGNO

👉Non sarà facile contrastare questi nemici, a maggior ragione se hanno determinato un danno permanente, sarà sempre possibile però contrastare o rallentare i danni arrecati nell’organismo.

👉Il trattamento sarà concentrato sul ripristino dell’omeostasi cellulare a livello mitocondriale, vitamine che ottimizzano l’energia mitocondriale (tiamina, metilcobalamina, ecc), vitamine lipolubili antiossidanti (vitamina È), peptidi per migliorare la condizione (NAD, ecc), eventuale chelazione di metalli con agenti naturali (in alcuni casi con metodi più strong quali EDTA, DMPS, Deferoxamina), utilizzo di agenti naturali che modulano la risposta immunitaria, uso di rimedi omeopatici (plumbum, arsenicum, aluminia, ecc), ottimizzare la funzione epatica, ecc.

👉Saranno utili alcuni esami per la ricerca di eventuali virus latenti, colesterolo ossidato oxLDL correlato alla maggiore progressione di alcune malattie neurodegenerative, test sullo stress ossidativo, NEOPTERINA marcarore della neuroinfiammazione, tipizzazione linfocitaria, in particolare per verificare i livelli di TREG (cellule regolatorie), spesso carenti in queste problematiche.

‼️ESISTONO ANCHE LE ENDOTOSSINE…MA NE PARLEREMO IN UN PROSSIMO POST ‼️

Dott Umberto Villanti
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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

➡️Checa Vizcaíno MA, González-Comadran M, Jacquemin B. Outdoor air pollution and human infertility: a systematic review. Fertil Steril. 2016;106(4):897-904.e1.
➡️Brehm E, Flaws JA. Transgenerational Effects of Endocrine-Disrupting Chemicals on Male and Female Reproduction. Endocrinology. 2019;160(6):1421-1435.
➡️Occupational lead exposure and survival with amyotrophic lateral sclerosis
Te-Wei Wang,Joanne Wuu,Anne Cooley,Tian-Shin Yeh,Michael Benatar &Marc Weisskopf
Received 31 Aug 2021, Accepted 21 Mar 2022, Published online: 09 Apr 2022
➡️ “β-Cells Different Vulnerability to the Parkinsonian Neurotoxins Rotenone, 1-Methyl-4-phenylpyridinium (MPP+) and 6-Hydroxydopamine (6-OHDA)” è consultabile all’indirizzo della rivista “Pharmaceuticals“: https://www.mdpi.com/1424-8247/14/8/767

STEATOSI EPATICA E RISCHIO DI DEMENZA

👉Secondo una nuova ricerca recentemente pubblicata su Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology, coloro che hanno la steatosi epatica non alcolica, un accumulo di cellule adipose nel fegato, possono avere un rischio maggiore di demenza.

👉I ricercatori hanno anche scoperto che il rischio di demenza può aumentare nelle persone che hanno questo tipo di malattie del fegato che hanno anche malattie cardiache o che hanno avuto un ictus. Fino al 25% delle persone in tutto il mondo soffre di steatosi epatica non alcolica, che è la malattia epatica cronica più comune.

👉Dal momento che spesso non ha sintomi, molte persone non sono consapevoli di averlo. Stanchezza e dolore o disagio nell’addome in alto a destra sono alcuni dei sintomi che gli individui possono provare.

👉Mentre l’uso eccessivo di alcol può provocare la steatosi epatica, l’obesità e le condizioni associate come l’ipertensione o il diabete di tipo 2 possono anche essere la causa della steatosi epatica non alcolica. La steatosi epatica non alcolica può anche causare danni al fegato o infiammazioni in una piccola percentuale di pazienti.

✅MISURE PREVENTIVE

➡️- alimentazione naturopatica in base al terreno
➡️- piante e detox ad azione epatica
➡️- abbassare i livelli omocisteina
➡️- lavoro sulla stabilizzazione della glicemia
➡️- vitamine del gruppo B e minerali
➡️- lavoro sullo stress

Dott Umberto Villanti
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LISINA E PROBIOTICI PER CURARE IL FUOCO DI SANT’ANTONIO

👉Gli Herpes Simplex Virus sono virus a DNA responsabili d’infezioni che, dopo una fase florida, si trasformano in infezioni latenti.

👉Gli HSV più diffusi sono il tipo 1, responsabile dell’herpes labiale, e il tipo 2, responsabile dell’herpes genitale. Il “risveglio” dell’attività virale, anche a distanza di anni, è dovuto principalmente ad un calo delle difese immunitarie dell’organismo.

👉L’herpes zoster, invece, più comunemente noto come fuoco di Sant’Antonio, è l’infezione da parte del virus varicella zoster (VZV) di uno o più nervi (generalmente uno solo). All’infezione, di solito, si associa una dolorosa eruzione cutanea che, nonostante possa manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, compare più frequentemente su un solo lato del torace o dell’addome sotto forma di una singola striscia di vescicole.

👉Il VZV appartiene alla grande famiglia degli Herpes virus, ed è lo stesso che causa la varicella nei bambini. Il virus, infatti, dopo aver causato la varicella, rimane inattivo nel tessuto nervoso per poi risvegliarsi, a distanza di molti anni, sotto forma di fuoco di Sant’Antonio.

👉Le recidive degli Herpes virus comportano diversi sintomi della durata di 2-3 settimane.

✅SINTOMI

👉Sensazione di formicolio, pizzicore, bruciore, calore dolore.

👉Nel caso di herpes Zoster si potranno avere anche a distanza di tempo sintomi quali dolori muscolari, mal di testa, malessere generale, astenia, bruciori, neuropatia, parestesie, ecc anche per mesi o anni.

‼️Un recente studio ha stabilito che esiste una correlazione tra Alzheimer e Virus Herpes 1 e Herpes Zoster.

✅PREVENZIONE E TRATTAMENTO

👉Uno dei rimedi naturali per neutralizzare il virus o per prevenire le recidive è la lisina, un aminoacido essenziale simile nella struttura all’arginina.

👉La lisina contrasta l’arginina a livello metabolico: quando la biodisponibilità della lisina è maggiore dell’arginina viene prodotta una proteina imperfetta che blocca la replicazione del virus.

👉Utilizzato nelle prime fasi di sviluppo dell’herpes, evita le manifestazioni virali.

👉Come cura di attacco vanno utilizzati diversi grammi e poi un dosaggio a scalare.

‼️Non va assunto per molto tempo e per chi soffre di calcoli biliari.

👉Si possono associare altri micronutrienti (vitamina C, echinacea, calcio, magnesio e vi- tamina B12) con azione immunostimolante, antiossidante, regolatrice degli impulsi nervosi.

‼️Un drenaggio della matrice è sempre utile (galium heel).

👉Per uso topico vanno bene capsaicina, pantenolo, GSE, aloe, camomilla, morus alba, ac. 18 beta-glicirretico, camellia sinensis, achillea, ippocastano.

✅PROBIOTICI

👉Il Lactobacillus Rhamnosus migliora la vitalità dei macrofagi per l’eliminazione dell’HSV-1 e l’attivazione contro l’HSV-1 in modo efficace.

👉Il Lactobacillus gasseri CMUL57 (L. gasseri CMUL57), L. acidophilus CMUL67 e L. plantarum CMUL140 sono attivi contro l’herpes simplex di tipo 2 (HSV-2) e il Coxsackievirus B4E2 (CVB4E2).

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I CONTRACCETTIVI ORALI CREANO PROBLEMI

👉I contraccettivi orali agiscono principalmente tramite l’inibizione delle gonatropine ipofisarie (FSH,LH) impedendo l’ovulazione. Questo fondamentale meccanismo è dovuto in gran parte all’azione del progestinico. L’estrogeno contenuto nella pillola contribuisce anche’esso al blocco dell’ovulazione ma ha la fondamentale azione di regolarizzare il ciclo mestruale.

✅AUMENTO DEL MELASMA (MACCHIE SCURE) E SURRENALI

👉Si pensa che la sovrapproduzione di ormone stimolante i melanociti causata dallo stress possa causare focolai di questa condizione. La sua secrezione è correlata a quella dell’ormone adrenocorticotropo, come nella malattia di Addison ACTH-indipendente, quindi è implicata con una ipofunzionalità del surrene.

👉Quando l’ipofisi risponde correttamente alle basse concentrazioni di glucocorticoidi circolanti, la sua iperstimolazione causa un’ulteriore secrezione di MSH tale da condurre all’iperpigmentazione di zone sensibili e/o particolarmente esposte. Come risposta si potrà avere un IPOSURRENALISMO FUNZIONALE (UTILE IL MINERALOGRAMMA).

✅INFARTO E AUMENTO DI OMOCISTEINA

👉Esiste un’associazione con l’infarto miocardico a bassa incidenza per aumento di OMOCISTEINA nel sangue (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6807507/#:~:text=Conclusions,development%20of%20coronary%20heart%20disease.)

✅TROMBOSI VENOSA PROFONDA

👉Aumentato rischio nell’incidenza di trombosi venose è dimostrato sia con alte che basse dosi di estrogeni. Nonostante la riduzione ormonale ne abbia migliorato la sicurezza e gli effetti avversi, il rischio di TVP è stato ridotto ma non eliminato. Il rischio è influenzato da etá, peso, stato trombofilico e tipo di progestinico usato (generazioni piú recenti hanno un rischio maggiore). Il rischio di TVP è specialmente nei portatori di difetti tromboembolici ereditari comuni. Fattore V Leiden, polimorfismo del fattore protrombinico G20210A, mutazione MTHFR (C677T) e polimorfismo 4G/5G del gene PAI-1 rappresentano la maggior parte degli eventi tromboembolici in associazione con l’uso di contraccettivi orali.

👉È un rischio a bassa incidenza ma esiste (AIFA https://www.aifa.gov.it/-/rischio-di-trombosi-venosa-associato-all-uso-di-contraccettivi-ormonali-non-orali)

✅TUMORE ALLA CERVICE

👉Rischio di tumore alla cervice appare aumentato.
Più a lungo una donna usa contraccettivi orali, maggiore è il suo rischio di cancro cervicale. Uno studio ha rilevato un aumento del rischio del 10% per meno di 5 anni di utilizzo, un aumento del rischio del 60% con 5-9 anni di utilizzo e un raddoppio del rischio con 10 o più anni di utilizzo (https://www.cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/risk/hormones/oral-contraceptives-fact-sheet).

✅TROMBOEMBOLISMO CEREBRALE

👉Secondo la WHO e la ACOG donne con storia di emicrania che assumono estroprogestinici sono a rischio aumentato per tromboembolismo cerebrale; inoltre il rapporto rischio/beneficio non è vantaggioso in donne con etá superiore a 35 anni ed emicrania. Infine donne con emicrania + aura o sintomi focali di ogni etá non dovrebbero assumere estroprogestinici poiché il rischio è considerato inaccettabile (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4313700/#:~:text=Objectives%3A%20Use%20of%20oral%20contraceptive,the%20current%20state%20of%20knowledge).

Altri possibili effetti collaterali sono:

➡️aumento della pressione
➡️aumento del colesterolo
➡️calcoli alla cistifellea
➡️aumento di peso e ritenzione idrica
➡️mal di testa/emicrania
➡️sbalzi d’umore, depressione, irritabilità
➡️spossatezza
➡️calo della libido
➡️tensione/dolore al seno
➡️secchezza della pelle e delle mucose
➡️aumento della peluria, della secrezione sebacea cutanea e perdita di capelli
➡️perdite di sangue intermestruali (spotting) ed eccessive perdite vaginali.

✅CARENZE DI VITAMINE E MINERALI ASSOCIATI

➡️Acido folico. La pillola ne determina un minore assorbimento attraverso l’intestino e una maggiore escrezione attraverso i reni, e la carenza continua per sei mesi dopo che si è interrotto l’anticoncezionale.

➡️Vitamina B6. Si pensa che la pillola aumenti il fabbisogno di questo nutriente, che tra le altre cose è necessario per la produzione di serotonina, l’ormone della felicità. Una carenza di vitamina B6 può provocare mal di testa, irritabilità, disturbi del sonno e depressione.

➡️Vitamina B12. È necessaria per la degradazione dell’omocisteina, un prodotto metabolico nocivo per i vasi sanguigni e i cui valori elevati sono collegati a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Molte donne che assumono la pillola si verifica, già dopo tre mesi, un aumento dell’omocisteina. Inoltre una carenza di vitamina B12 durante la gravidanza ha effetti simili a quelli della carenza di acido folico, cioè aumenta il rischio che il feto sviluppi spina bifida.

➡️Vitamina B2. Un’integrazione con vitamina B2 può aiutare le donne che, in seguito all’assunzione della pillola, lamentano emicrania e mal di testa.

➡️Magnesio. Questo minerale è necessario al corretto svolgimento di centinaia di reazioni chimiche all’interno dell’organismo. Una sua integrazione può alleviare l’emicrania che compare come effetto collaterale della pillola.

➡️Zinco. Importante per la pelle e l’umore nonché per rinforzare il sistema immunitario.

➡️Vitamina C. La pillola ne riduce l’assorbimento e ne aumenta l’escrezione, così che anche questa vitamina può risultare carente. La vitamina C inoltre è un tonico delle surrenali (PER IL MELASMA), riduce le LDL e contrasta gli sbalzi glicemici. Importante inoltre per la sintesi di DOPAMINA, NORADRENALINA E DEGRADAZIONE DELLA ADRENALINA, spesso causali di DEPRESSIONE, STANCHEZZA, ASTENIA, CARENTE RISPOSTA ALLO STRESS quando si assume questo farmaco.

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LA VITAMINA D A SOSTEGNO DELL’ALZHEIMER?

👉Secondo un recente studio cinese, 210 persone con diagnosi di Alzheimer sono state divise random in due gruppi e hanno ricevuto 800 UI / giorno di vitamina D o placebo per 12 mesi.

👉Oltre ai test sulle funzioni cognitive sono stati verificati anche gli effetti della supplementazione sul principale biomarker della malattia, l’accumulo di proteina beta amiloide.

👉I risultati, pubblicati sul British Medical Journal, mostrano che La vitamina D ha migliorato le funzioni cognitive, con un impatto positivo sul biomarker.

👉Richard Isaacson, direttore dell’Alzheimer’s Prevention Clinic al Weill Cornell Medicine and NewYork-Presbyterian (Usa), in un’intervista pubblicata su medscape.com, ha ricordato che il legame tra vitamina D e varie malattie neurologiche e neurodegenerative è da tempo oggetto di ricerche.

👉Si può quindi pensare che aumentare i livelli di vitamina D abbia un effetto protettivo dall’Alzheimer?

👉Secondo Isaacson dipende dai livelli di partenza. Se il livello di vitamina D di una persona è 25 (nmol/L) oppure ≤ 20, è ragionevole pensare che sia utile portarlo almeno a 30. Tuttavia, ricorda Isaacson, un importante studio del 2014 pubblicato dalla rivista Neurology suggerisce che puntare a 50 nmol/L potrebbe avere un migliore effetto terapeutico quando si tratta di prevenzione e riduzione del rischio di demenza.

👉(*) In Italia il dottor Claudio Sauro suggerisce un protocollo a base di vitamina D e altri nutraceutici a sostegno dell’Alzheimer.

(*) NUTRACEUTICI

➡️1) Vitamina D3 il cui valore deve essere di almeno 95-160 ng/dl. Assumere sei fiale di Adisterolo da 100.000 UI una al giorno per sei giorni per via orale e continuare con una fiala di Adisterolo 100.000 UI alla settimana. Dopo un mese si faccia l’analisi della 25(OH)D: se il valore fosse inferiore a 95-160 ng/ml si ripeta il ciclo con Adisterolo 100.000 UI una fiala al giorno per sei giorni; continuare poi sempre con una fiala di Adisterolo 100.000 UI alla settimana.

➡️2) CURCUMINA una capsula due volte al giorno (900mg). E’ un potente antiossidante a livello cerebrale e gli scienziati hanno dimostrato che in combinazione alla vitamina D spinge il sistema immunitario ad eliminare dal cervello le placche beta-amiloide che sono il segno distintivo della malattia di Alzheimer. I ricercatori dell’Università della California hanno scoperto che i curcuminoidi migliorano la superficie di legame tra gli ammassi beta-amiloide e i macrofagi, ovvero favorisce l’eliminazione di queste placche da parte del sistema immunitario. Dall’altro lato la vitamina D stimola fortemente i macrofaci ad assorbire gli ammassi beta-amiloide. Poiché la vitamina D e la curcumina lavorano diversamente con il sistema immunitario, una combinazione di queste due può essere più efficace che se prese singolarmente. Inoltre la vitamina D aumenta la capacità dei neuroni di utilizzare il glucosio che è il combustibile delle cellule e nello stesso tempo annulla tutti i processi infiammatori.

➡️3) OLIO DI COCCO tre cucchiai al giorno. I corpi chetonici dell’olio di cocco aiutano il cervello a rigenerarsi e forniscono una fonte di nutrimento alternativa al glucosio. Nella malattia di Alzheimer, i neuroni in alcune aree del cervello non sono in grado di assorbire il glucosio a causa dell’insulino-resistenza, e lentamente muoiono … se queste cellule invece hanno accesso ai corpi chetonici, possono potenzialmente rimanere in vita e continuare funzionare.

➡️4) VITAMINE DEL GRUPPO B. BECOZIM CP due al giorno, in particolare la B3 ad alte dosi (NIACIN 100 mg x 3/die) perché attiva moltissimo la funzione respiratoria della cellula nervosa, e questo va di pari passo con l’utilizzo del glucosio. Importantissima è anche la somministrazione di VITAMINA B1 BENERVA 100 MG fiale, una iniezione intramuscolare al giorno.

➡️5) SILICIO. Il silicio è ottimo per eliminare l’alluminio dal cervello che è una delle cause del morbo di Alzheimer. Si consiglia quindi di assumere le dosi secondo la confezione.

❗(MIA NOTA) – IL SILICIO SI TROVA ANCHE NELLA TINTURA DI EQUISETO E TRASFORMA L’ALLUMINIO IN SILICATO DI ALLUMINIO NON PIÙ TOSSICO. RUDOLF STEINER PARLAVA DEL SILICIO COME UN MINERALE CHE CONNETTEVA IL POLO CORPOREO AL POLO NEUROSENSORIALE. ANCHE SILICEA SALE DI SCHUSSLER PUÒ ESSERE UTILE.

➡️6) ACIDO LIPOICO. Ha un’eccezionale funzione antinfiammatoria e neurotrofica.

❗(MIA NOTA) ACIDO LIPOICO ATTIVA ANCHE NRF2 (SISTEMI ANTIOSSIDANTI) E RIGENERA IL GUTATIONE

➡️7) SELENIO. Per il sistema redox, per formare GPx e per chelare il mercurio.

➡️8) MAGNESIO. Molto importante perché funzioni bene la Vitamina D (magnesio cloruro 600 mg), magnesio glicerofosfato (800 mg), magnesio orotato (800 mg).

❗MIA NOTA (IL MAGNESIO SI TROVA SOPRATTUTTO NELL’IPPOCAMPO IMPORTANTE PER LA MEMORIA).

➡️9) ACIDO FOLICO (Folina 5 mg/die, ovvero una compressa)

➡️10) Metilcobalamina high dose (50 mg due volte a settimana).

❗Altri suggerimenti sono il fungo MAITAKE, REISHI, HERICIUM, CORDYCEPS,…

❗OMEOPATICI utili sono Baryta carbonica, Aluminia, Zincum, Manganum, a diluizioni, frequenza, modalità suggerite dal medico omeopata esperto.

Dott. Umberto Villanti www.umbertovillanti.it ‼️

Riferimenti

(*) Neurodegeneration Original research – Effects of vitamin D supplementation on cognitive function and blood Aβ-related biomarkers in older adults with Alzheimer’s disease: a randomised, double-blind, placebo-controlled trial –
Jingya Jia, Jing Hu, Xiaoxu Huo, Rujuan Miao, Yanping Zhang

TRAPIANTO FECALE FERMA LA SLA

IL TRAPIANTO FECALE HA FERMATO LA MALATTIA, HA MIGLIORATO IL TONO MUSCOLARE, HA AIUTATO IL SOGGETTO A RIALZARSI DALLA SEDIA A ROTELLE PER CAMMINARE SOSTENUTA.

Una donna di 48 anni si è presentata con rigidità e debolezza muscolare nel novembre 2019. Si è anche lamentata di costipazione da moderata a grave per la stessa durata. All’inizio dell’autunno del 2019, ha notato irrigidimento e indebolimento dei muscoli della gamba sinistra, e successivamente ha sviluppato fascicolazione muscolare, seguita da amiotrofia, che inizialmente coinvolgeva la gamba sinistra, ma si diffondeva gradualmente alla gamba destra e a due braccia senza evidenti sintomi sensoriali (Fig. 1).

Le indagini tra cui biochimica di routine, ematologia, screening vasculitico, screening metabolico, screening infettivo, test respiratori e studi di imaging del cervello e della colonna vertebrale non hanno mostrato nulla di anormale. Il paziente non ha riportato una storia notevole di malattia pregressa e non c’era una storia familiare di tumori maligni. L’esame neurologico ha mostrato atrofia muscolare in entrambe le gambe e aumento del tono muscolare in tutte le estremità con iperreflessia patologica generalizzata.

L’esame elettromiografico e della conduzione nervosa ha rivelato denervazione nei miotomi innervati dai nervi cervicale, toracico e lombosacrale, supportando la diagnosi finale di SLA.

Ha sviluppato sintomi aggressivi sebbene avesse assunto riluzolo, baclofen, coenzima Q10 e vitamina E. Nel novembre 2020 è stata indirizzata al Secondo ospedale affiliato dell’Università di medicina di Nanchino per il trattamento della costipazione refrattaria complicata con WMT.

WMT è una metodologia migliorata di trapianto di microbiota fecale (FMT) basata sul sistema di purificazione automatico e sul processo di lavaggio[9], la cui metodologia è stata standardizzata dal consenso degli esperti nel 2020[10]. WMT è una tecnologia clinica di routine in Cina, che richiede solo l’approvazione etica. L’abbiamo arruolata per il trattamento della stitichezza e in particolare abbiamo valutato i potenziali benefici della WMT per la SLA.

La stitichezza è stata ben controllata sin dal primo ciclo di WMT fresco attraverso il tubo dell’intestino medio. Poiché il miglioramento soddisfacente della scala di valutazione funzionale della sclerosi laterale amiotrofica riveduta (ALSFRS-R),

Questionario di valutazione della sclerosi laterale amiotrofica a 40 voci (ALSAQ-40), è stata osservata la classificazione clinica del tono muscolare e la scala di spasticità di Ashworth modificata dal primo WMT (Fig. 1 e Fig 2), il trattamento a lungo termine mediante WMT attraverso l’intestino medio o il tubo enterale transendoscopico del colon era fortemente richiesto dal paziente ed è stato approvato dal gruppo di esperti.

L’inizio del WMT ha determinato un plateau dei suoi sintomi. L’equilibrio alterato e l’andatura sono stati gradualmente migliorati quando il tono muscolare è diminuito.

Diversi mesi dopo l’inizio del WMT, ha subito una caduta accidentale che ha causato un trauma al cuoio capelluto, seguita quindi da un’evidente punto di svolta di ALSFRS-R. Gli antibiotici (amoxicillina sodica e clavulanato di potassio per iniezione) sono stati somministrati per 11 giorni in un altro ospedale per controllare le potenziali infezioni batteriche causate da traumi del cuoio capelluto.

La sua limitazione di movimento ha raggiunto l’apice e ha dovuto fare affidamento su una sedia a rotelle. Il suo tono muscolare è tornato al suo peggior stato. È stata inviata al nostro dipartimento per il WMT subito dopo la sua dimissione dall’ospedale precedente.

Questo corso del salvataggio WMT ha fermato di nuovo con successo la progressione della malattia con un rapido miglioramento. Poteva alzarsi dalla sedia a rotelle e camminare con l’aiuto degli altri, e anche il suo tono muscolare era alleviato. Il miglioramento è stato mantenuto dai ripetuti corsi di WMT fino all’attuale presentazione.

Tutti i WMT utilizzavano il microbiota appena lavato e la dose variava da 4 a 5 unità (un’unità = 1,0 × 1013 batteri) per ciascun WMT. A questo paziente è stato somministrato un corso WMT ripetuto ogni due o tre mesi secondo il consenso di Nanchino sulla metodologia WMT [9-10]. Il paziente non ha cambiato o aggiunto altri farmaci per il targeting della SLA durante il follow-up.

L’analisi microbica ha indicato che la diversità e la composizione del microbiota intestinale del paziente dopo il trattamento con WMT erano più vicine ai donatori sani (Fig. 3). Alcuni batteri di donatori sono stati colonizzati con successo dopo WMT, come Firmicutes e Verrucomicrobia phylum, Prevotella spp. e Ruminococcus spp., possono contribuire al trattamento della SLA (Fig. 1).

La tendenza al cambiamento dei batteri potenzialmente dannosi come il Proteobacteria phylum è cambiata come ALSFRS-R dopo i WMT. Il microbioma e il metaboloma disturbati dagli antibiotici sono stati ricostruiti dai WMT (Fig. 3 e Fig. 4). Non sono stati osservati eventi avversi nel follow-up a breve e lungo termine dopo WMT.

Gaochen Lu, Quan Wen, Bota Cui, Qianqian Li, Faming Zhang. Washed microbiota transplantation stopped the deterioration of amyotrophic lateral sclerosis: the first case report and narrative review[J]. The Journal of Biomedical Research. doi: 10.7555/JBR.36.20220088 

LA MELATONINA E LA VIT D INIBISCONO I TUMORI (AZIONE PRO-APTOTICA)

👉In alcuni tumori della mammella e del colon l’azione della melatonina è potenziata da quella della vitamina D3. Se con le due sostanze, prese singolarmente, la morte cellulare si verifica nel 45-50% delle cellule, con entrambe le molecole si arriva al 90% di apoptosi.

👉Sempre a proposito di tumori mammari, si è scoperto che la melatonina inibisce una molecola (MDM2) che favorisce la “resistenza” della cellula tumorale”.

👉La melatonina stabilizza il mitocondrio aumentando l’attività dei complessi respiratori e l’efficienza mitocondriale.

✅IN MERITO ALLA MELATONINA

👉È un neuro-ormone sintetizzato nell’ipofisi (ghiandola pineale) che parte da un neurotrasmettitore, la serotonina, in risposta all’assenza di luce determinata dai recettori della retina e prima ancora da L Triptofano.

👉Svolge un ruolo speciale nella protezione del DNA nucleare e del DNA mitocondriale.

👉Nelle cellule non tumorali, la melatonina agisce come antiossidante coinvolto nei sistemi di protezione cellulare dagli organismi che attraversano rapidamente le pareti cellulari o la barriera emato-encefalica.

👉Distrugge o inibisce l’azione di alcuni radicali liberi, come il radicale ossidrile (-OH), perossido di idrogeno, ossido nitrico, anione perossinitrito, acido perossinitoso, e acido cloridrico.

👉Nelle cellule tumorali (in vitro cellula umana con leucemia), questo sensore di radicali liberi stimola la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) in grado di causare l’apoptosi mentre la melatonina previene l’apoptosi nelle cellule sane.

👉Pertanto, ha un ruolo regolatore nell’apoptosi. Osservazioni di questo tipo sono state fatte anche per il cancro al seno (in vitro e in vivo).

‼️Naturopatia tradizionale europea metodo Villanti

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Tan D. X., Manchester L. C., Reiter R. J., Qui W. B. Karbownik M., Calvo J. R. (2000) Significance of melatonin in antioxidative defense system: reaction Bejarano I, Espino J, Marchena AM, Barriga C, Paredes SD, Rodríguez AB, Pariente JA, Melatonin enhances hydrogen peroxide-induced apoptosis in
Human promyelocytic leukaemia HL-60 cells ; Mol Cell Biochem. 2011 Jul;353(1-2):167-76. Epub 2011 Mar 23 and products. Biol. Signal. Recept. 9: 137-159

Cucina A, Proietti S, D’Anselmi F, Coluccia P, Dinicola S, Frati L, Bizzarri M., Evidence for a biphasic apoptotic pathway induced by melatonin in MCF-7 breast cancer cells ; J Pineal Res. 2009 Mar; 46(2):172-80. Epub 2008 Oct 29

Sánchez-Barceló EJ, Cos S, Fernández R, Mediavilla MD. , Melatonin and mammary cancer: a short review. Endocr Relat Cancer. 2003 Jun; 10(2):153-9.

Melatonin and vitamin D3 synergistically down-regulate Akt and MDM2 leading to TGFβ-1-dependent growth inhibition of breast cancer cells.

LA TUA OMBRA DICE QUANTA VITAMINA D HAI

👉La radiazione solare che riceviamo è costituita sia da raggi UVB che UVA; nelle ore più calde del giorno la quantità di raggi UVB è superiore agli UVA, e questo garantisce una produzione ottimale di vitamina D, mentre, nelle ore meno calde prevalgono i raggi UVA, e, di conseguenza, minore produzione di vitamina D e maggiori rischi per la pelle.

✅OSSERVAZIONE DELLA NOSTRA OMBRA

👉Se la nostra ombra è corta, vuol dire che il rapporto UVB/UVA è a favore degli UVB e che è richiesto meno tempo per produrre vitamina D. Se ci si espone per meno tempo si riducono complessivamente i rischi legati all’esposizione, ponendo sempre ovviamente molta attenzione a non scottarsi.

👉Se la nostra ombra, al contrario, è più lunga, vuol dire che la radiazione UV che arriva contiene meno UVB e più UVA e che per produrre un’adeguata quantità di vitamina D è necessario esporsi per un periodo più lungo.

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“The Relationship between Ultraviolet Radiation Exposure and Vitamin D Status” Ola Engelsen – Nutrients 2010, 2: 482-495

“Contributions of Sunlight and Diet to Vitamin D Status” Helen M. Macdonald – Calcif Tissue Int 2013, 92: 163–176

QUANDO EVITARE LA VITAMINA C

👉Insieme ad integratori di calcio per evitare la formazione di calcoli renali;
👉Nei casi di insufficienza renale va consultato il medico;
👉In presenza di favismo (mancanza di Glucosio-6-fosfato deidrogenasi) può determinare la lisi dei globuli rossi;
👉Quando la ferritina è alta, in quanto aumenta la capacità di assorbire il ferro (in questi casi può essere utile invece l’utilizzo di serrapeptase o di IP-6 inositolo esafosfato quale chelante del ferro).
👉In presenza di tumori è bene assumerla secondo consiglio di un oncologo integrato per eventuali reazioni di Fenton.

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